KLAUS SCHWAB & BILL GATES / SEMPRE PIU’ ATTENTI A QUEI DUE

La notizia è da non poco.

E ovviamente è stata snobbata dalla gran parte dei media di mezzo mondo: figuriamoci quelli, sempre più cloroformizzati, di casa nostra.

Con una fredda mail il vertice del ‘Word Economic Forum’ (WEF) ha preannunciato le dimissioni del presidente esecutivo da una vita, il suo fondatore (dal 1971) e animatore per decenni, il banchiere tedesco di simpatie nazi Klaus Schwab. Dei quali (WEF & Schwab) la ‘Voce’ ha più volte dettagliato le ardite performance.

Sempre affiancati dal grande amico e burattinaio, Bill Gates.

 

IL GRANDE ANNUNCIO

Borge Brende. Sopra, Klaus Schwab e sullo sfondo Bill Gates

L’annuncio è stato ripreso subito dal sito ‘Semafor’ e a seguire dal ‘Financial Times’. L’autorevole quotidiano britannico ha lanciato la sua previsione sulla successione, facendo il nome di Borge Brende, pluriministro per anni nel governo norvegese e praticamente ‘di casa’ al WEF, che frequenta nelle postazioni di vertice da oltre 15 anni esatti, essendone diventato direttore nel 2008.

Il sempre ben informato sito a stelle e strisce, ‘Politico’, aveva anticipato lo scenario di ben oltre un anno, pubblicando un dettagliato reportage al termine dei lavori del WEF 2023 (quindi quasi un anno e mezzo fa), in cui già scriveva, a proposito della successione di Schwab già nell’aria: “Se il World Economic Forum vuole al suo posto una star, Tony Blair è il nome più suggestivo. Se invece vuole un uomo del suo apparato, l’ovvio candidato è Borge Brende, l’ex premier norvegese che da anni lavora al WEF”.

E ‘Politico’ in quell’occasione lanciò un terzo nome per la successione.

Quello di un tedesco, forse in omaggio al fondatore e animatore Wef: vale a dire Philipp Rosler.

A questo punto, vi proponiamo la lettura di quel pezzo firmato da due reporter di punta per ‘Politico’, Ryan Heath e Suzanne Lynch, messo in rete il 17 gennaio 2023 e titolato

From Davos: the race ti succeed Klaus Schwab

Due parole sui ‘contendenti’.

Partiamo dal favorito, Brende.

A nostro parere lo è (e non poco) essenzialmente per due motivi: la sua provata, ultra decennale fedeltà al padre-padrone nonché al suo modello di società del futuro, alla sua ‘Agenda 2030’ e a quel ‘Great Reset’ messo in campo subito dopo la pandemia di Covid 19 per le prossime generazioni.

Poi – vero asso nella manica – è uno dei king maker all’interno di un altro mega organismo internazionale su cui la Voce da oltre vent’anni ha puntato i riflettori: i Bilderberg, la ‘massoneria’ in doppiopetto internazionale, che ogni anno celebra i suoi summit in perfetta segretezza, alternando una ‘kermesse’ in Europa ad un’altra negli Stati Uniti.

Brende risulta ‘steering committee’ all’interno del misterioso organigramma griffato Bilderberg.

Tanto per completarne, comunque, il lungo cammino chez WEF, Brende, dopo l’ingresso nel 2008 in qualità di direttore generale, ha poi occupato la poltrona di direttore amministrativo: impegno non da poco, visto che nel corso degli anni il WEF ha raggiunto dimensioni sempre più ragguardevoli e oggi, ad esempio, gestisce un impero da 500 milioni di dollari (quelli ufficiali) e ‘occupa’ circa 600 funzionari sparsi in mezzo mondo, da New York a Ginevra, da Tokyo a Pechino.

Philipp Rosler

Passiamo all’altro rivale, di cui ‘Politico’ scriveva un anno e mezzo fa e forse ‘tramontato’ strada facendo.

Eppure il profilo è non poco adatto al WEF style.

Si tratta, come detto, di Philipp Rosler, una vita tutta da raccontare.

Vietnamita (è nato a Khan Hoa), viene adottato a nove anni da una famiglia tedesca, diventa uno studente modello, fa il medico militare e ha davanti un luminoso futuro da star del bisturi. Ma segue un’altra passione, quella politica, che lo porta a diventare il leader del ‘Partito Liberal Democratico’ nella Repubblica federale tedesca. Entra nelle grazie di Angela Merkel che lo nomina ministro dell’Ambiente, poi della Sanità, quindi dell’Economia. Un’ascesa inarrestabile, coronata con il vice cancellierato, addirittura.

Torniamo a bomba, ossia alle previsioni per il dopo Schwab. Che sono ancora avvolte, comunque, nelle nebbie.

Perché, secondo non pochi, il pur 85 enne ex banchiere non vuol certo mollare il campo.

Sia sotto il profilo formale che quello sostanziale.

Infatti, per sé ha pensato di riservare la poltrona, comunque, da ‘presidente’: non avrà funzioni operative, ma comunque quanto basta per continuare a dirigere l’orchestra dietro le quinte.

E poi ci sono i due rampolli, Nicole e Olivier Schwab, da tener d’occhio.

Per la serie: attenti a quei due e alle loro prossime collocazioni. Già adesso parecchio strategiche all’interno del complesso e ovviamente misterioso organigramma autentico del WEF.

Olivier Schwab

Dove fa capolino anche la consorte del capo, Hilde, con la quale il fondatore dell’ormai mitico WEFcondivide la nascita, nel 1998, di un’altra creatura: la ‘Fondazione Schwab’, che si è subito tuffata anima e corpo, nel campo della ‘imprenditoriale sociale’.

Per mostrare al mondo quanto sono umani e democratici i coniugi Schwab, capitanati – non dimentichiamolo mai – dal banchiere di spiccate simpatie ‘giovanili’ per le SS hitleriane: anche se noi, col nostro numero due dello Stato, in quanto presidente del Senato, ossia Ignazio Benito La Russa, non possiamo certo impartire lezioni…

 

ECCOCI A SUPER BILL GATES

Chiudiamo il cerchio con le ultime performance griffate Bill Gates.

Del quale restato mitiche, scolpite nella ‘Storia’, le parole pronunciate in occasione del WEF 2010.

Eccole: “Il prossimo decennio sarà caratterizzato da terribili pandemie. Quello successivo dagli ancor più catastrofici cambiamenti climatici”.

Aveva davvero la palla di vetro, Super Bill.

Che nel corso del decennio, e quindi immediatamente dopo quelle memorabili parole, passò all’azione.

Soprattutto sul fronte dei vaccini, ai quali pensò bene di darsi, anche lui, anima & corpo, una volta ormai lanciata nel mondo la sua creatura ‘Microsoft’.

E per questo, proprio a fine 2010, il suo propellente finanziario fu basilare per il lancio di una anonima, neonata start up nel settore farmaceutico, ‘Moderna’.

La quale, dopo neanche 10 anni, diventerà la regina dei vaccini anti covid 19, in compagnia della star numero uno, Pfizer-BionTech: un gemellaggio, guarda caso, tra americani e tedeschi, quest’ultima.

Ma le sue battaglie per sconfiggere tutti i Virus del Mondo, da vero Salvatore dell’Umanità, il nostro Bill le ha potute condurre da una postazione di gran lunga più strategica: ossia etero-dirigendo i destini dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

In che modo, vi chiederete?

No problem.

E cioè finanziando (‘donando’, in gergo tecnico) con palate da miliardi di dollari proprio l’OMS.

E, nel corso degli ultimi anni, diventandone il vero dominus, l’eminenza non tanto grigia, dall’alto dei fondi ‘investiti’ dalla ‘Bill & Melinda Gates Foundation’. ‘Contributi’ talmente smisurati da farne il secondo ‘finanziatore’ a livello internazionale, soltanto alle spalle degli Stati Uniti, ben davanti a nazioni del calibro di Francia, Regno Unito e Germania. Per non parlare delle case farmaceutiche & dei soliti ‘Fondi’ che seguono a ruota.

In soldoni, Super Bill Gates è stato capace, nel più totale silenzio politico e mediatico, di ‘controllare’ i destini di quella OMS che proprio in questi giorni sta portando a termine il suo progetto più ambizioso: il ‘Trattato pandemico’ che, lanciato a fine 2023, ora sta per ricevere la sua consacrazione ‘maxima’.

Infatti, se i paesi membri (sono quasi 200) non si opporranno formalmente alla sua entrata in vigore, sarà ‘legge’, togliendo ogni responsabilità e sovranità alle nazioni: In tema di pandemia e ‘salute pubblica’ (sic) ogni sua decisione diventerà ‘inderogabile’.

Come è successo con i vaccini anti covid in tutti i paesi occidentali: resi ‘obbligatori’, in perfetto stile nazi, per la gioia di Herr Schwab e kapò al seguito.

Per dettagliare e descrivere meglio le ultime, acrobatiche imprese di Bill Gates che – non dimentichiamolo – in questi ultimi anni è diventato il più grosso latifondista negli Stati Uniti, vi proponiamo la lettura di un paio d’interessanti pezzi messi in rete da ‘Renovatio 21’, il sito di contro-informazione che sta dando battaglia sul fronte dei vaccini a mRNA e, soprattutto, dei sempre più devastanti effetti avversi, come dal canto suo sta facendo da tempo la Voce.

Ecco quindi, messo in rete da ‘Renovatio 21’ il 24 maggio,

Bill Gates investe molto nelle tecnologie mRNA: i contribuenti lo stanno aiutando?

E poi, del 16 maggio, Bill Gates prevede ‘fabbriche di vaccini’ per l’mRNA in tutto il mondo e vaccini da 2 dollari per ogni malattia

Infine, un istruttivo pezzo pubblicato da ‘La Nuova Bussola Quotidiana’ il 25 maggio,

Schwab se ne va, ma il Grande Reset del pifferaio di Davos resta

 

P.S. Per saperne di più e leggere articoli e inchieste della Voce in questi quattro anni e passa di pandemia & vaccini, dovete solo andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare il nome dei personaggi che vi interessano: come ad esempio KLAUS SCHWAB o BILL GATES, per citarne solo due; oppure di sigle, associazioni o organizzazioni, come WORLD ECONOMIC FORUM oppure ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA (o i loro acronimi, WEF e OMS) o anche GREAT RESET oppure AGENDA 2030 e ancora BILDERBERG o MODERNA.

Ne riscoprirete delle belle.


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