GIALLO RAISI / E’ UN ASSASSINIO?

Si sono appena svolti i funerali del presidente iraniano Ebrahim Raisi ma ‘l’incidente’ resta ancora totalmente avvolto nelle nebbie.

Ancor più dense di quelle che hanno caratterizzato la scena dell’avvenimento.

Come mai l’elicottero è partito nonostante quelle così avverse condizioni meteo?

Perché Raisi ha preso il ‘peggiore’ dei tre velivoli a disposizione, quello più vecchio e malandato?

Come mai da Tel Aviv è filtrata in tempo quasi reale la notizia che il presidente iraniano era morto?

E altrettanto in tempo quasi reale le autorità israeliane hanno buttato le mani avanti, affermando di non entrarci per niente nella storia?

La classica ‘excusatio’ non petita?

Ancora. Come mai una tale cautela dei vertici di Teheran, che non hanno colto la palla al balzo per puntare l’indice contro l’odiato nemico?

E questa estrema cautela fa il paio con la timidissima reazione iraniana di qualche settimana e che ha tenuto tutto il mondo col fiato sospeso: invece, si è trattato di attacchi andati a vuoto e intercettati dalle forze armate di Tel Aviv, che secondo non pochi addetti ai lavori conoscevano ben in anticipo le traiettorie dei missili, diventati dei veri tric trac.

Hal Turner. Sopra i funerali solenni di Ebrahim Raisi

Una sfilza di gialli dentro ad altri gialli.

Come nel più classico gioco delle matriosche.

A questo punto, tutto può essere successo. Perché tutto ci si può aspettare dai servizi segreti israeliani: anche che siano riusciti da ‘infiltrare’ quelli avversari per le manovre più ‘acrobatiche’, è proprio il caso di dire.

In attesa di qualche luce che ben difficilmente arriverà, e dell’esito del voto presidenziale iraniano fissato a 50 giorni dal giallo, ci pare opportuno leggere un pezzo messo in rete da Hal Turner, un commentatore non poco controcorrente negli Stati Uniti.

62 anni, del New Jersey, Turner da anni cura una trasmissione radio che parecchi, nell’establishment, detestano, ‘The Hal Turner Show’. E’ considerato un ‘complottista’, di ‘estrema destra’, un ‘suprematista’, nonchè un informatore dell’FBI per anni, quindi perseguito da quello stesso Federal Bureau of Investigation: basta leggere il suo ‘spaventoso’ profilo su Wikipedia per rendersene conto.

Detto questo, e quindi preso con le molle, va comunque letto e valutato quanto ha appena raccontato per radio e messo nero su bianco tre giorni fa, il 20 maggio.

L’intervento si intitola  Evidence is now appearing indicating the iran presidential helicopter crash was an assassination, e cioè Ora stanno emergendo prove che indicano che l’incidente dell’elicottero presidenziale iraniano è stato un assassinio


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