TEMA CACOFONICO, MA IMPELLENTE: “DIS-ASSUEFAZIONE”

In assenza di un giurì inattaccabile, super partes, di assoluta perfezione investigativa, investito del diritto dovere di tutelare la verità, domina l’umanità la grave patologia dell’assuefazione, fenomeno obnubilante che impedisce la costante attenzione per gli accadimenti del mondo. Non c’è da vergognarsi, perché la responsabilità del disinteresse non è individuale, ma del diabolico potere mediatico che deprime l’indipendenza mentale di uomini e donne privi di difesa. Il ‘menu della casa’ è identico nel tempo e giorno dopo giorno propone inediti diversivi per annebbiare la vista e ogni altro strumento di lettura della contemporaneità con le realtà in corso. Dunque non c’è ragione per il ‘mea culpa’ se in questa pericolosa stagione del pianeta basta un’esca attraente per distrarre intere comunità, farle abboccare e mettere la sordina ai grandi problemi irrisolti. Un esempio? La macchina dell’informazione televisiva continua a proporre ad libitum il monotono alternarsi di notizie sulle due guerre in Ucraina e Palestina, ma l’indice di attenzione degli utenti decresce e diventa perfino fastidio per l’infinita reiterazione di notizie ripetute all’infinito. Siamo assuefatti, non interagiamo più con il continuum di stragi degli innocenti che in passato hanno indignato e commosso. Ci scivolano addosso le conseguenze della cinica spartizione di beni della Terra esclusiva dell’aggressivo quadrilatero Cina, Russia, India, Stati Uniti. Mandiamo giù a dosi massive ansiolitici che addormentano le coscienze della nostra generazione, rinviamo al futuro remoto di nostri lontani discendenti le devastanti conseguenze dei mutamenti climatici. Indotti da diversivi strategicamente efficaci, con il ‘nobile gesto di nove euro al mese’ liberiamo la coscienza dal rimorso per i bambini che nel terzo e quarto mondo muoiono di fame e malattie, uno ogni pochi secondi. Ci sfiora solo la rabbia per il persistere a tutte le latitudini della pena di morte, della a tortura, di razzismo e   schiavitù, della sottomissione femminile al machismo di interi popoli. La distrazione di massa affila le armi, esonda, si diversifica come un ipnotico ad ampio spettro d’azione: provoca dipendenza dal gossip, dallo scandalismo, induce a esasperazione morbosa il fanatismo campanilista per lo sport, in particolare per il calcio fino a trasformarlo in un vero e proprio culto. Relega la cultura in remoti angoli di canali ‘invisibili’ e propina televisione spazzatura dall’alba alla terza serata. Se mezzo pianeta assiste quasi con rassegnazione all’invasione antidemocratica della destra neofascista, ecco, tutto questo è assuefazione, oppio dei popoli, allarme inascoltato di Carlo Marx.  


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