‘Simpatico’ post

È un paradosso, d’accordo, ma logica vorrebbe che nel metter piede nel proprio seggio elettorale, le donne italiane, tutte loro, voltassero le spalle all’appartenenza politica melonista e mosse da indignazione per gli innumerevoli casi di anti femminismo dei neofascisti che abitano Palazzo Chigi, aderissero all’invito di “vendetta, tremenda vendetta” con un voto punitivo per chi fa violenza fisica e verbale sulle donne. Purtroppo l’ipotesi è fantapolitichese,  ma l’invito non è pura velleità ‘antifascista’: lo legittima l’ultimo ‘caso’ di vigliaccheria maschilista di un ‘fratello d’Italia’.  Il soggetto, facciamo fatica scriverlo, è napoletano, di una città che per le donne nutre profondo rispetto. Il riferimento è per l’autore di un ignobile insulto pubblicato sul suo profilo social: affianca il volto della segretaria Pd all’immagine approssimativamente ricostruita della donna di Neanderthal. Violenta la reazione e non solo delle donne e seconda vigliaccata. Rispoli, Luigi Rispoli, a cui si deve l’insulto, scarica su un ‘collaboratore’, su un non meglio identificato e sbadato sottomesso la colpa del ‘misfatto’ e le scuse sono peggio del post, perché definisce la ‘porcata’ “Un post che voleva essere simpatico”. Rispoli non è un qualunque militante di Fratelli d’Italia, fuori di testa: vice presidente del coordinamento cittadino per conto della Meloni, è il prescelto (uno dei tanti) del ministro per la Cultura Sangiuliano, sì anche lui napoletano, per il ruolo non secondario di consulente del dicastero. In eccesso di generosità napoletana si potrebbe giudicare l’episodio Rispoli come uno sporadico incidente di percorso, ma l’archivio della memoria non lo consente. Il suo background annovera trascorsi decennali nella destra napoletana. Dirigente e poi segretario del Fronte della Gioventù, presidente del gruppo provinciale nel 2005. Di lui si cita un precedente da agganciare politicamente al caso Schlein, ovvero il commento del giorno dopo la grazia concessa a Zaki, lo studente egiziano con un eccellente percorso universitario laureato a Bologna, illecitamente detenuto nel suo Paese. Rispoli: “I giovani italiani ora sanno che se ti inserisci in un certo circolo puoi laurearti senza studiare”. Gaffe, zuffa con Sgarbi, nomine a pioggia di incompetenti e da ultimo l’affare Rispoli: al povero Sangiuliano le grane non mancano, ma buon per lui, Giorgia finge di non sapere e osserva con tenace scrupolo l’invito al silenzio del suo ‘tattico’ portavoce.


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