Il/la premier: prima o poi, uno squillo lo farà

Sì, forse è un replay noioso ricordare ai lettori l’orgogliosa rivendicazione del premier Meloni (sapete, ella si preferisce citata al maschile) che in Spagna, ospite d’onore del comizio nazifascista degli ultra destra Vox, urlò con voce stentorea, evidentemente alterata da foga sovranista: “Yo soy Giorgia, mujer y madre” (donna e madre), “cristiana”. La nuova citazione speriamo sia perdonata nel giorno in cui i cattolici celebrano la Pasqua della Risurrezione e ci si scambia rametti d’ulivo in segno di cristiana solidarietà.  È l’ occasione per augurare alla ex borgatara della Garbatella, al suo marcato romanesco, a parenti, amici e Fratelli, gli auguri di lunga vita politica, con qualche ragionevole riserva. Non è che Ilaria Salis se lo aspettasse, convinta antifascista qual è, ostaggio del nazi dittatore Orban, ma esternare un sentimento di cristiana pietas per la vittima della barbarie inflitta dal regime ungherese avrebbe forse distolto l’opinione pubblica italiana e internazionale dallo scandalo di baci e abbracci di “Yo soy Giorgia”, dalle amichevoli moine riservate al mandante delle torture inflitte alla nostra Ilaria. Ma dietrofront: nel circuito di parenti e fedelissimi gira la voce che la signorina da cui siamo s-governati ha smarrito l’agenda con nomi  e numeri di telefono e per sciagurata concomitanza  qualche brutto ceffo le ha sottratto il cellulare privandola della rubrica contatti. Ecco il semplice motivo che le ha impedito di telefonare, nell’ordine, all’amico Orban per chiedere di interrompere il tratttamento disumano della Salis e di esprimere vicinanza patriotica alla nostra connazionale. Delusione anche per le ministre e le sottosegretarie del suo governo. Già indispettite per la sproporzione uomo-donna nella formazione dell’esecutivo più maschilista di sempre, contestano l’irriconoscenza del premier, certificata dall’evidenza mediatica riservata per lo più ai suoi vice maschi Salvini e Tajani, a Benito La Russa vice di Mattarella, dall’ancora inespresso, ma probabile licenziamento della Santanché, dalla marginalità di ministre (6 su 19) e sottosegretarie (6 su 24). Pazienza, la patriota Giorgia presto si riscatterà con un video selfie di bacetti e ammiccanti occhiatine alle fedeli Rauti, Casellati, Roccella, Bernini, Locatelli, perché no, alla Santanchè e, se recupera i nomi della rubrica smarrita, perfino a Ilaria Salis

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