GAZA / DUE MESI PER IL GENOCIDIO: PAROLA DI WASHINGTON & TEL AVIV

Ormai il folle, criminale piano del governo nazi guidato da Bibi Netanyahu e pienamente condiviso dagli Stati Uniti è chiaro.

Con il pretesto di eliminare, ammazzare il capo di Hamas Yahia Sinwar e i suoi fedelissimi, intendono sterminare l’intera popolazione civile della Striscia di Gaza e, quindi, risolvere una volta per tutte quel bubbone che si trascina da decenni: la questione palestinese.

Yahia Sinwar. Sopra, razzi di Israele sulle ambulanze a Gaza

Lo hanno reso di evidenza palmare, plastica, ossia comprensibile da tutti coloro i quali abbiamo un minimo di sale in zucca e, soprattutto, un ventricolo cardiaco ancora in funzione, due fatti, che si commentano da soli.

Primo di tutti, alle Nazioni Unite, il clamoroso NO pronunciato dagli USA alla proposta – elaborata dagli Emirati Arabi Uniti – per un cessate il fuoco immediato e la contestuale liberazione di tutti gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas.

Una proposta molto ‘moderata’, il minimo sindacale, avanzata da quegli Emirati che non sono certo di matrice bolscevica, tutt’altro.

Ebbene gli Stati Uniti detto NO e quindi, in base alle regole ONU, il veto posto da uno dei cinque membri permanenti equivale ad una bocciatura. Il Regno Unito si è astenuto, scodinzolante davanti alla Casa Bianca ma neanche avendo il coraggio di respingerla del tutto al mittente. E un vero ceffone rifilato alle altre nazioni, 13, che avevano approvato la mozione.

Il segnale arrivato dalla Casa Bianca, quindi, è nitido, chiaro: è guerra continua, si prosegue fino allo sterminio della popolazione palestinese.

Il voto all’ONU

E a confermarlo – parlavano di una seconda circostanza basilare, appunto – sono i ‘tempi tecnici’ calcolati dalle diaboliche menti guerrafondaie di Washington e Tel Aviv all’unisono: occorrono due mesi per eliminare fisicamente il numero uno di Hamas (il novello Osama bin Laden, ‘allevato’ dagli Usa prima e poi diventato improvvisamente la primula rossa del terrorismo mondiale, come la ‘Voce’ ha più volte raccontato e documentato) e i suoi più stretti collaboratori.

Due mesi?

Sappiamo da sempre che l’intelligence e i Servizi israeliani – i più ‘efficaci’ al mondo, tranne che per prevedere l’ultra prevedibile piano di Hamas del 7 ottobre, come hanno sottolineato perfino i più ‘autorevoli’ quotidiani Usa – possono condurre un’operazione del genere in 24 ore, avendo da tempo tutte le coordinate del quartier generale, conoscendo per filo e per segno i movimenti del ‘capo’ di Hamas.

E allora, perché 60 giorni almeno?

Ma, of course, per pianificare e condurre in porto l’Olocausto del popolo palestinese, lo sterminio, il genocidio, chiamatelo come volete. E se proprio non riesce in toto, quel che resta di quei miserabili va deportato nel deserto del Sinai.

Come carne da macello. Capito?

Ma di queste cose il ‘mainstream’ non parla e non scrive.

Tanto meno i media di casa nostra, ormai totalmente cloroformizzati, mummificati, genuflessi al Padrone a stelle e strisce, capaci solo di mandare in onda talk e tiggì sempre più vomitevoli, inguardabili, seguendo uno schemino oltretutto demenziale, chiaramente identificabile da chi ha quel minimo, dicevamo, di sale in zucca e cuore ancora un po’ pulsante.

Prendete il Tg1 di ieri sera, ore 20.

Il copione in onda ormai da quasi due mesi: apertura con il servizio sugli ostaggi, la commovente storia di un padre israeliano col figlio nelle grinfie di Hamas, le foto di quando erano allegramente insieme, le lacrime di rito. Quindi i progetti di Tel Aviv per snidare quegli assassini di Hamas, allagando i famigerati chilometri di tunnel. Infine un servizietto di poche decine di secondi sulla crisi umanitaria nella striscia di Gaza e le macerie dove si aggirano alcune anime perse.

Finito.

Avete capito il livello al quale è arrivata la disinformazione di casa nostra?

E così il copione si ripete, invariabilmente, sulle reti pubbliche e private, quasi si fossero passati la voce: al popolo bue questa brodaglia basta e avanza.

Passiamo alle cifre ‘reali’ del genocidio. A quei numeri che non vanno mai pronunciati, perché bruciano.

Antonio Guterres

A fornirli sono quelle sempre asettiche, storicamente, Nazioni Unite, che una volta tanto – vivaddio – si sono destate dal letargo e hanno, per bocca del Segretario generale Antonio Guterres, parlato apertamente di genocidio perpetrato dalle autorità di Tel Aviv (non dimenticando peraltro gli ostaggi): e per questo il Kapò Maximo Netanyahu ha scomunicato Guterrez, bollandolo come servo di Hamas.

Davvero ai confini della realtà.

Ma ecco i reali confini di quei tragici numeri forniti dall’ONU.

Quasi 18 mila ormai le vittime civili palestinesi nella Striscia di Gaza da quel fatidico 7 ottobre.

Poco meno di 49 mila i feriti, molti in gravi condizioni, soprattutto per la carenza di farmaci e assistenza medica.

La situazione degli sfollati è definita “catastrofica”, perché si tratta una popolazione ormai ridotta allo stremo, uomini donne bambini bloccati senza acqua cibo medicine. Un immenso lager a cielo aperto.

Un dettaglio da non poco. Prese di mira, dai militari israeliani, soprattutto le ambulanze: negli ultimi giorni ne sono state ‘eliminate’ ben 57, pazienti ovviamente compresi.

Itamar Ben Gvir

E presi d’assalto, dalle stesse invasate milizie agli ordini del premier-killer e del ministro della Difesa Itamar Ben Gvir, gli ospedali. Non solo quello di ‘Al-Shifa’, per settimane considerato follemente il quartier generale di Hamas: ma adesso anche quelli nella parte nord di Gaza, ossia gli ospedali ‘Kamal Adwan’ e ‘Al-Awda’. Bersaglio preferito, negli ultimi giorni, le donne che andavano lì per partorire: come dire, due piccioni con una fava.

E la ‘Corte dell’Aja per i crimini contro l’Umanità’ sta ancora a guardare…

 

 

Come al solito, in questi due messi e passa di Genocidio che nessuno vuole davvero fermare (tranne gli appelli a parole dei paesi arabi), vogliamo proporvi la lettura di alcuni pezzi ‘alternativi’, in grado cioè di farvi sapere qualcosa che i nostri media ormai ignorano totalmente.

Per questo, a seguire, cliccando sui link in basso, due pezzi tratti dal sempre illuminante ‘Piccole Note’.

Quindi, quattro reportage da siti esteri, per cui dovrete azionare il traduttore automatico.

 

Buone letture.

 

Il veto USA al cessate il fuoco e la seconda Nakba

Guterres evoca l’articolo 99. E il NYT piange i bambini di Gaza

‘Moral Insanity’/ Biden Admin Bypasses Congress to Rush Tank Shells to Israel

Israël utilise la «révélation du Christ» pour bombarder les Palestiniens. Observateur Continental

Israel Is Fostering the Next Generation of Hatred Against Itself – Opinion – Haaretz.com

Evidence of ethnic cleansing growing in West Bank and Gaza – Responsible Statecraft

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