STAR WARS / DA SIGONELLA AI SATELLITI MILITARI AMERICANI

Guerre stellari in fase sempre più avanzata di preparazione. E il primattore, nel campo, sono of course gli Stati Uniti, che investono in modo sempre più massiccio nell’industria bellica, nonostante i pesanti problemi del loro stesso bilancio, che ormai a scadenze sempre più ravvicinate rischia il crac, il ‘default’, come ha più volte paventato il Segretario del Tesoro Usa Janet Yellen.

Janet Yellen

Sarebbe la prima volta nella pur breve storia degli Usa: ma si tratterebbe di un fatto davvero epocale.

Per darvi uno spaccato significativo di quanto sta succedendo, vi proponiamo la lettura di due interessanti reportage.

Il primo è ispirato proprio a vicende di casa nostra, perché riguarda la base di Sigonella, strategica nello scacchiere Usa del Mediterraneo e non solo. Si tratta della più importante base a stelle e strisce, perché il nostro Belpaese ne ospita una decina, che svolgono attività top secret.

Proprio per questo l’Italia è la ‘colonia’ prediletta della Casa Bianca, ai cui diktat non osiamo mai opporci, per via della nostra totale sudditanza ‘militare’. Fu Bettino Craxi, se ben ricordate, l’unico politico a dire NO agli Usa per l’utilizzo della base di Sigonella nell’ottobre del 1985. Un prezzo pagato ben caro, visto il ciclone di ‘Mani pulite’ (sic) qualche anno dopo che lo investì, orchestrato dalla CIA, la quale trovò nel pm Antonio Di Pietro il suo perfetto ‘esecutore’.

Bettino Craxi

 

 

Ecco quindi, a seguire, il pezzo tratto dal blog di Antonio Mazzeo e titolato “La base di Sigonella spicca il volo verso le guerre stellari”.

 

 

A seguire, poi, un intervento firmato da un esperto del settore, John Keller, pubblicato dall’ottimo sito di contro-informazione ambientale e scientifica, ‘No-Geoingegneria’.

Si intitola “Nuclear power in the space: the next frontier for U.S. military satellites”. Ve lo proponiamo già tradotto in italiano; comunque in basso trovate anche il link che vi porta all’originale.

Infine, un pezzo che può tornare sempre utile, circa il numero e la localizzazione delle basi a stelle e strisce a casa nostra. Tratto da ‘esquire’, ecco “Alla scoperta delle basi americane presenti in Italia”.

Buone star wars.

 

 

LA BASE SICILIANA DI SIGONELLA SPICCA IL VOLO VERSO LE GUERRE STELLARI

DI ANTONIO MAZZEO

La base siciliana di Sigonella spicca il volo verso le guerre stellari. L’ufficio stampa di U.S. Space Force, la divisione delle forze armate degli Stati Uniti d’America responsabile di tutte le operazioni spaziali, ha reso nota l’attivazione nella stazione aeronavale siciliana del 5th Space Warning Squadron Detachment 1 (5SWS/Det-1), distaccamento del 5° Squadrone di “pronto allarme” delle unità preposte alle Star Wars. La cerimonia di inaugurazione del centro di comando si è tenuta a Sigonella il 30 ottobre 2023.

“La posizione strategica della Naval Air Station di Sigonella consente alle forze armate USA, a quelle alleate e dei Paesi partner di dispiegarsi e rispondere secondo le necessità, assicurando sicurezza e stabilità in Europa, Africa ed in tutte le aree sotto la giurisdizione di CENTCOM, il Comando Centrale delle forze armate USA”, spiega l’U.S. Space Force. “La missione del distaccamento è quella di operare nello spazio di battaglia attenzionando gli allarmi missilistici attraverso una stazione interforze terrestre tattica (Joint Tactical Ground StationJTAGS). Ciò è vitale per la difesa attiva e passiva e per le operazioni di attacco in Europa”.

Il nuovo distaccamento di Sigonella opererà a fianco delle altre unità delle forze spaziali USA attivate in altri quattro paesi: nella base aerea di Misawa in Giappone, ad Al Udeid in Qatar e ad Osan in Corea del Sud. “La Space Force conduce le operazioni di allarme missilistico in tutto il mondo”, ha dichiarato il comandante di U.S. Space Force, Dan Sutton, responsabile del nuovo comando di Sigonella. Tutti e quattro i distaccamenti JTAGS con le apparecchiature di allarme missilistico e i sistemi satellitari preposti sono stati ufficialmente trasferiti da U.S. Army alla U.S. Space Force il 1° ottobre 2023. Il Pentagono ha così concluso l’iter di unificazione-integrazione delle costellazioni satellitari delle forze armate USA. Nel giugno 2022 era stata la Marina militare USA a trasferire all’U.S. Space Force il controllo del Naval Satellite Operations Center e di 13 satelliti, seguita tre mesi dopo da US Army. (1)

Il coordinamento delle operazioni di pronto allarme missilistico e delle telecomunicazioni satellitari è stato assunto dal 5th Space Warning Squadronriattivato nella base spaziale di Buckley (Colorado) il 13 ottobre 2023. A capo del 5° Squadrone è stato chiamato il colonnello Michael A. Provencher, con una lunga esperienza nel settore delle guerre missilistiche con l’Aeronautica e l’Esercito USA. Il 5SWS era stato costituito nel 1992 in Australia per contribuire al “pronto allarme” globale contro i missili balistici lanciati nell’emisfero orientale per essere poi disattivato nel 1999. (2) Le sue funzioni furono assunte dalla 1st Space Brigade dell’U.S. Army Space and Missile Defense Command, attiva dal 1992 presso il quartier generale di Colorado Springs (Colorado). Ad una compagnia ultraspecializzata del Comando della 1^ brigata spaziale fu affidato il coordinamento delle attività delle stazioni terrestri interforze JTAG, dispiegate al di fuori degli Stati Uniti d’America per fornire in tempo reale informazioni di avvertimento e segnalazione sull’eventuale lancio di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. (3)

“JTAGS è il principale sistema di U.S. Army per integrare ed espandere le capacità di allarme, attenzione e pronta informazione sui Missili Balistici da Teatro (TBM – quelli con gittata compresa tra i 300 e i 3.500 km, nda) ed altri eventi tattici che interessano il teatro operativo”, spiega il Dipartimento dell’Esercito USA. “Esso è in grado di ricevere e processare tutti i dati trasmessi a banda larga dai sensori della costellazione satellitare del Defense Support Program. JTAGS determina la fonte TBM identificando il punto e il momento di lancio del missile, la sua traiettoria e il punto e il momento dell’impatto. Nel momento in cui è installata nel teatro di guerra, riduce la possibilità di singole interruzioni nei sistemi di comunicazione dei rispettivi Comandi. I benefici operativi includono anche quello di poter dare i segnali d’attacco agli assetti operativi per individuare e distruggere le capacità di lancio del nemico (…) JTAGS supporta i tre pilastri che sostengono la cosiddetta Difesa dai missili di teatro, cioè la difesa passiva, la difesa attiva e le operazioni di attacco, nonché la gestione del campo di battaglia, delle comunicazioni e delle strutture informatiche e d’intelligence”.

Più specificatamente la cosiddetta difesa attiva del sistema JTAGS punta alla “distruzione della minaccia” con gli intercettori della difesa anti-missile e all’“azione in profondità” contro tutti i sistemi missilistici del “nemico”. “Gli attacchi puntano alla distruzione, disgregazione o neutralizzazione delle piattaforme di lancio dei TBM e dei loro centri di comando, controllo e comunicazione; delle infrastrutture logistiche; dei sistemi di riconoscimento, intelligence, sorveglianza, ecc.”, conclude il manuale operativo di U.S. Army. “I comandi e i centri di controllo preposti alle operazioni d’attacco riceveranno da JTAGS le informazioni sui punti e i tempi di lancio in modo da facilitare la pianificazione e l’esecuzione delle missioni di fuoco e di altre missioni offensive (strike aerei o da parte delle forze operative)”. (4)

Per anni l’unica stazione terrestre del sistema JTAGS presente nel teatro europeo ha operato dalla base USA “Kelley Barracks” di Stoccarda (Germania); a fine 2018 essa è stata trasferita a Sigonella “per accrescere le capacità di pronto allarme missilistico”, come ha sottolineato il generale Daniel L. Karbler, comandante delle forze spaziali di U.S. Army, nel corso di un’audizione al Congresso degli Stati Uniti d’America. (5) Secondo quanto dichiarato dall’allora Comandante generale per la difesa missilistica strategica e spaziale, il generale David L. Mann, per “ricollocare” a NAS Sigonella la stazione JTAGS, le autorità militari USA “hanno ottenuto nel 2016 il sostegno del Governo d’Italia”. Come è quasi sempre accaduto nelle relazioni militari tra Roma e Washington, non c’è però traccia nel nostro Paese delle autorizzazioni al trasferimento in Sicilia del sistema di “allerta missilistica” e di “difesa attiva” delle forze spaziali USA. Nel 2016 presidente del Consiglio era Mattero Renzi (Pd, poi Italia Viva), ministra della difesa Roberta Pinotti (Pd). (6)

L’installazione JTAGS all’interno della grande stazione navale siciliana è costata 1.850.000 dollari (un centro di comando, controllo e processamento delle informazioni ospitato in un nuovo edificio con una superficie di 500 metri quadri e un’area recintata con tre antenne di telecomunicazione satellitare del diametro di 4,5 metri). La cerimonia di attivazione del Joint Tactical Ground Station (JTAGS) Alpha Detachment1st Space Company, 1st Space Battalion si è svolta a Sigonella il 6 febbraio 2020 alla presenza del colonnello Eric Little, comandante della 1st Space Brigade. “La ricollocazione della stazione JTAGS è stata dettata dalla necessità di avvantaggiarsi delle nuove tecnologie acquisite fornendo un’efficacia vitale e operativa nelle capacità di pronto allarme missilistico ad EUCOM, il Comando delle forze armate USA in Europa”, dichiarava per l’occasione il capitano Dustin Mondloch, comandante del Distaccamento Alfa. “Gli operatori della JTAGS elaborano i dati ricevuti da diversi satelliti a raggi infrarossi (Overhead Persistent Infrared o OPIR) e diffondono avvisi di allerta missilistica o messaggi d’intelligence ai soldati, fornendo supporto ai comandanti regionali nell’ambito di più sistemi di comunicazione operativi. Con la nuova stazione a Sigonella si ottimizza il funzionamento e la missione del network satellitare a raggi infrarossi (…) La nuova facility utilizza il sistema JTAGS Block II che ha aumentato la capacità di rilevare e segnalare l’attività dei satelliti OPIR”. (7)

Intanto le Star Wars sono tornate ad essere al centro delle strategie di supremazia bellica del Pentagono nel confronto-scontro con Russia e Cina. Il 2 maggio 2023, incontrando i membri delle commissioni Difesa del Congresso, il vicesegretario di U.S. Air Force, Frank Calvelli (con delega alle acquisizioni dei nuovi programmi spaziali) e il generale David D. Thompson (vicecapo per le Operazioni spaziali USA), hanno spiegato le ragioni e le finalità della corsa al riarmo stellare. “Il nostro ambiente spaziale continua a divenire sempre più contrastato, congestionato e competitivo”, hanno esordito Calvelli e Thompson. “Abbiamo assistito ad una crescita esponenziale nelle attività spaziali, incluse le minacce contro-spaziali (counter-space threats) da parte dei nostri competitori strategici, specificatamente Cina e Russia, che continuano ad ottenere significativi vantaggi in ambito spaziale minacciando la nostra libertà di movimento e rendendo sempre più critica la nostra capacità di mantenere il vantaggio strategico”.

“La crescita dei test distruttivi antisatellite, le dimostrazioni di missili ipersonici e manovrabili e una serie di comportamenti pericolosi da parte dei nostri competitori strategici richiedono che il Dipartimento delle forze aeree e spaziali USA si prepari a proteggere e difendere i nostri interessi di sicurezza nazionale nello spazio attraverso un insieme di capacità spaziali resilienti, affidabili e capaci”, hanno aggiunto il vicesegretario Frank Calvelli e il generale David D. Thompson. Per contrastare le “minacce spaziali” russo-cinesi, nell’ultimo triennio il Pentagono ha puntato alla radicale trasformazione dei reparti preposti alle Star Wars, potenziando le attività addestrative delle “forze spaziali di pronto intervento”, acquisendo nuove attrezzature “per prevalere in una guerra” e ampliando le opportunità di cooperazione della Space Force con alcuni partner internazionali. (8)

Il 25 aprile 2023 il presidente Biden ha approvato in via definitiva l’Unified Command Plan predisposto dal Dipartimento della difesa con cui sono state trasferite tutte le responsabilità della “difesa missilistica” dall’U.S. Strategic Command all’U.S. Space Command. (9) Enormi risorse finanziarie del bilancio di spesa 2024 sono state destinate al settore spaziale militare: 33,3 miliardi di dollari con una crescita del +15% rispetto all’anno precedente. In particolare il budget predisposto dall’amministrazione USA include 5 miliardi di dollari per l’acquisto di ulteriori sistemi di “allarme” e “tracciamento” missilistico; 1,3 miliardi per lo sviluppo di una nuova generazione di sistemi di controllo operativo per GPS; 3 miliardi per 15 velivoli di lancio; 4,7 miliardi per un nuovo sistema di comunicazioni satellitari “protette e resistenti ai blocchi”. (10)

Ancora una volta grandissimi affari per le holding del complesso militare-industriale (Lockheed Martin e Northrop Grumman in testa) mentre l’umanità fa un ulteriore passo in avanti verso il baratro dell’apocalisse atomica.

 

 

 

ENERGIA NUCLEARE NELLO SPAZIO: LA PROSSIMA FRONTIERA PER I SATELLITI MILITARI AMERICANI

 

La US Space Force avanza sui reattori nucleari orbitali per supportare i futuri satelliti e le stazioni spaziali

 

Di John Keller

IL BLOG AEROSPAZIALE E DIFESA – Gli esperti spaziali militari statunitensi stanno sviluppando la capacità di utilizzare la generazione di energia nucleare in orbita per fornire elettricità per una varietà di future applicazioni spaziali che vanno dai piccoli carichi di sensori satellitari ai grandi satelliti integrati e persino alle stazioni spaziali in orbita attorno alla Luna, Terra, e oltre.

La US Space Force ha ingaggiato tre integratori di sistemi di difesa per progettare la generazione di energia nucleare spaziale ad alta e bassa potenza per supportare l’energia del carico utile e la propulsione sui futuri satelliti e stazioni spaziali.

La US Space Force, attraverso la direzione dei veicoli spaziali del laboratorio di ricerca dell’aeronautica statunitense presso la base aeronautica di Kirtland, N.M., sta chiedendo agli appaltatori della difesa di progettare energia nucleare spaziale attraverso il progetto JETSON (Joint Emergent Technology Supplying On-orbit Nuclear Power).

Gli appaltatori sono Intuitive Machines LLC a Houston, che si sta concentrando sul programma JETSON Low Power System; e Lockheed Martin Corp. Segmento spaziale a Littleton, Colorado, e Westinghouse Government Services LLC a Hopkins, Carolina del Sud, per il programma JETSON High Power Mission Application.

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JETSON fa parte dell’iniziativa Space Technology Advanced Research – Fast-tracking Innovative Software and Hardware (STAR-FISH), che mira a sviluppare tecnologie abilitanti per sistemi di alimentazione a radioisotopi spaziali.

Intuitive Machines si è aggiudicata un contratto da 33,7 milioni di dollari per il programma JETSON Low Power System, mentre Westinghouse si è aggiudicata un contratto da 17 milioni di dollari e Lockheed Martin si è aggiudicata un contratto da 33,7 milioni di dollari per il programma JETSON High Power Mission Application. Tutte e tre le società hanno vinto i loro contratti alla fine di settembre.

Per il JETSON Low Power System, gli ingegneri di Intuitive Machines progetteranno la generazione di energia nucleare spaziale per la futura propulsione e carichi utili di sensori su piccoli satelliti. L’azienda troverà nuovi modi per sviluppare sistemi di alimentazione compatti a radioisotopi, propulsione elettrica e ibrida per la conversione di energia, gestione dell’energia, mobilità in orbita, regolazione termica, strutture dispiegabili, schermatura contro le radiazioni e rafforzamento elettronico.

I livelli di potenza continua ottenibili utilizzando l’energia nucleare spaziale potrebbero offrire vantaggi rispetto all’attuale energia elettrica solare per i carichi utili delle missioni e i veicoli spaziali e potrebbero consentire una nuova generazione di piccole applicazioni militari a basso consumo, che sarà un progetto 1U che consuma cinque Watt o meno, con un sistema di propulsione in grado di funzionare per uno o due anni.

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Il programma JETSON High Power Mission Application, nel frattempo, svilupperà tecnologie abilitanti per la generazione nucleare spaziale ad alta potenza per la propulsione e l’energia per futuri satelliti e stazioni spaziali.

Lockheed Martin e Westinghouse Government Services matureranno la progettazione dei sistemi e dei sottosistemi dei veicoli spaziali JETSON e svilupperanno il programma complessivo di energia nucleare spaziale.

I sistemi di energia elettrica nucleare possono fornire vantaggi unici rispetto ai sistemi di alimentazione convenzionali per veicoli spaziali e promuovere miglioramenti nelle future missioni spaziali e nella progettazione di veicoli spaziali che potrebbero portare a nuovi e migliorati carichi utili per la sicurezza nazionale per future missioni di difesa e abbandonare le tradizionali operazioni orbitali che utilizzano l’energia solare. array o altri mezzi.

L’impegno ruota attorno allo sviluppo di un reattore a fissione, gestione termica, conversione di energia, schermatura dalle radiazioni, gestione e distribuzione di energia e sistemi di propulsione elettrica/ibrida.

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Questo sistema di energia a fissione deve essere in grado di produrre 6 kilowatt al massimo e 4 kilowatt di potenza minima; o 20 kilowatt massimo e 15 kilowatt minimo a seconda della ridondanza della conversione di potenza.

Questo sistema di energia nucleare spaziale si attiverà in orbita, supporterà il sistema di propulsione e fornirà la gestione del ripristino dai guasti per il sistema di conversione della potenza durante condizioni termiche non stazionarie.

Anche se oggi l’energia nucleare ha una pessima reputazione ed è ampiamente considerata pericolosa, la capacità di generare energia nello spazio con mezzi nucleari ha il potenziale per supportare un’ampia varietà di missioni orbitali, a partire dalla futura esplorazione lunare a lungo termine. . Ha anche il potenziale per dimostrare utilità e sicurezza per un possibile utilizzo futuro nell’orbita terrestre.

 

 

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