Back stage, lato ‘B’ del ministro  

La povera “Yo soy Giorgia” è palesemente stanca, perciò nervosa. Non ce la fa a tenere al guinzaglio i cani sciolti che abbondano tra i suoi fratelli d’Italia. Per aver abusato dell’assordante silenzio su fatti e misfatti dei suoi affiliati, nessuno crede più all’estraneità alle loro ‘intemperanze’. Lo stress le costa anche difficili rapporti con i giornalisti, fino a evitare le loro scomode domande a conclusione di conferenze stampa autocelebrative. Le spine nel fianco sono vulnus sanguinolenti inflitte da Piantedosi, Valditara, Lollobrigida, Roccella, Renzulli, lo scapestrato Donzelli, l’ondivago Nordio e più di fra dalla quinta colonna Salvini, con il suo fuoco amico quotidiano. L’imminenza di pronunciamenti della magistratura su un paio di soggetti dell’entourage meloniano spaventano la destra, denunciano difetti di memoria, non ricordano che da tempo immemorabile manca la condanna di reati commessi da esponenti della partitocrazia. Dunque si può ipotizzare che usciranno ‘puliti’ dalle inchieste anche la Santanché e il sottosegretario Del Mastro, super protetti dalla Meloni. L’insinuante sospetto del ministro della difesa Crosetto (ma che c’entra con il sistema giudiziario?) di un complotto ordito dalla componente di sinistra della magistratura, ricorda molto da vicino i violenti, minacciosi attacchi di Berlusconi ai giudici in prossimità di processi a suo carico. La sortita di Crosetto ha provocato un putiferio di contestazioni, ma nessuno si interroga su ipotetici tempi e modi di un attentato di parte dei magistrati al governo di destra. Il ministro lascia intendere che per prudenza istituzionale rivelerà le prove di quanto afferma alla commissione antimafia (che c’entra l’antimafia?). Lo faccia e subito. Voci di dentro raccontano che “Yo soy Giorgia” è al corrente dello ‘scoop’ di Crosetto, ma si guarda bene dal condividerlo pubblicamente. Tace e tace sull’ignobile commento di Cesare Mevoli, consigliere comunale di Brindisi di Fratelli d’Italia, che attacca Elena, sorella di Giulia Cecchettin, massacrata dal fidanzato, per una sua presunta sovraesposizione mediatica (sovraesposizione, ma che dice? ndr) e l’attacco frontale (assolutamente legittimo, ndr) agli uomini “…unito a forte desiderio di repressione e di educazione alternativa. La sorella della sfortunata Giulia sale in cattedra e senza che nessuno glielo chieda (bugia, è stata intervistata più volte) colpevolizza e detta le regole che tutti gli uomini devono pedissequamente osservare. Questi, pavidi e remissivi, probabilmente non hanno nemmeno mai partecipato ad una scazzottata. È di questi ometti che dovete avere paura: gelosi, insicuri, invidiosi, spaventati, egocentrici, possessivi, isterici, incapaci di affrontare i problemi, in eterna competizione col genere femminile” (allude a fragilità di omosessuali? ndr). Questa idiozia omofoba si connette alle farneticanti esternazioni del consigliere regionale del Veneto Valdegamberi. Bocca chiusa della Meloni che l’apre solo per chiedere alla sinistra di commentare l’assalto alla sede di Pro Vita e Famiglia. E avrebbe perfino qualche ragione, ma se a sua volta, oltre a dichiarazioni generiche di solidarietà, avesse condannato l’assalto squadrista alla sede della Cgil e  i frequenti raid di neofascisti.

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