ROBERT KENNEDY / BASTA ARMI, BASI MILITARI & GUERRE. E IL J’ACCUSE ALLA CIA

Cercherò di riportare la pace nel mondo, seguendo l’impegno di mio zio John Fitzgerald prima di essere assassinato proprio 60 anni fa. Di ridurre drasticamente le spese militari americane e il numero delle nostre basi militari all’estero. Perché l’America torni ad essere una nazione che fa della pace, della salute e del benessere dei suoi cittadini, della sua economia la propria vera e unica bandiera”.

John Fizgerald Kennedy. In apertura, Robert Kennedy Jr.

Parole trascinanti, quelle pronunciate davanti alle telecamere di ‘Fox News’, una delle più seguite tivvù americane, dal Robert Kennedy junior per commemorare i 60 anni esatti dall’omicidio del mitico John Fitzgerald, del quale ha ricordato le ultime leggendarie imprese proprio sul NO alla guerra e alla risoluzione pacifica di tutti i conflitti.

Robert Kennedy si presenterà come ‘indipendente’ alla corsa verso la Casa Bianca, tra meno di un anno: quindi al di fuori dei due moloch, democratici e repubblicani, che tra l’altro hanno sempre goduto di fondi elettorali in modo praticamente bipartizan dall’industria delle armi, da quella petrolifera e da quella sempre più emergente farmaceutica.

Lui, invece, lotta da solo, con la forza delle sue idee e del suo coraggio mostrato in tanti anni di battaglie per la salute e per l’ambiente come ‘environmental layer’, e guidando l’associazione ‘Children’s Health Defence’ che si batte strenuamente per i più indifesi, i bimbi, soprattutto sul bollente fronte dei vaccini, come la ‘Voce’ ha più volte ricordato. Sia quelli ‘tradizionali’, da usare con estrema cautela e massima precauzione; e, of course, ancor più quelli anti-covid, ben peggiori del virus che in teoria dovrebbero combattere perché totalmente ‘inefficaci’ e, soprattutto, ‘insicuri’, avendo causando un mare di ‘effetti avversi’ in mezzo mondo.

Stando agli ultimi sondaggi, elaborati ad esempio dall’autorevole ‘CAPS-Harris’ di Harvard, il gradimento dei cittadini americani per Robert è alle stelle, davanti a tutti i competitor e superando di gran lunga tutti i candidati ‘indipendenti’ da quasi mezzo secolo ad oggi.

La sua candidatura, quindi, fa paura al ‘Deep State’, che ormai governa (sic) indisturbato da oltre un quarto di secolo, badando solo agli interessi del Palazzo, dei colossi industriali (armi, petrolio e farmaci, appunto, in pole position), portando avanti una strategia di ‘guerra continua’, occupazioni, massacri & stragi in una quarantina di Stati-canaglia e, oggi, rischiando sul serio l’Armageddon nucleare, aprendo fronti di più che sanguinarie ‘wars’ a getto continuo: nel giro di soli tre anni, dall’Ucraina a Gaza, passando per le continue minacce alla Cina, via Taiwan.

 

Joe Biden

Con il numero uno della Casa Bianca, Joe ‘Sleepy’ Biden, da perfetto ‘Dottor Stranamore’, ormai fuori di senno e fuori controllo, facile burattino nelle mani più che del Pentagono (fatto di militari, cerca comunque di buttare almeno un po’ di acqua sui tanti focolai di guerra accesi in mezzo mondo), soprattutto della solita CIA (come vedremo poi la ‘regista’ dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy) e del sempre più guerrafondaio Dipartimento di Stato, guidato da super falchi Antony Bliken e Victoria Nuland. E con un Mike Pompeo, l’ex segretario di Stato ed ex numero uno della stessa CIA, sempre nel motore: e oggi impegnato proprio sul fronte dei maxi business in Ucraina, come ha fatto per anni Hunter Biden, il rampollo di papà Joe (nella home page trovate la fresca inchiesta della Voce sulle ultime imprese griffate Pompeo).

Ma torniamo alle parole appena pronunciate da Robert Kennedy junior, che restano già scolpite nella memoria e nelle coscienze civili di tutti i cittadini a stelle e strisce: i quali ormai vogliono la pace, interrompere l’invio di armi in Ucraina e in Israele, anche perché il livello finanziario-economico-sociale negli Stati Uniti ha ormai superato i livelli di guardia, con un crac sempre più alle porte e la fine di quel che resta del Welfare.

Ecco alcuni tra i più infuocati ed emozionanti passaggi.

 

IL POSSENTE J’ACCUSE CONTRO IL ‘DEEP STATE’

Se sarò eletto presidente, vorrò ricominciare da dove mio zio John Fitzgerald fu costretto a interrompere il suo cammino, per rendere gli Stati Uniti una nazione più pacifica. Se il popolo americano mi sceglierà, intendo riprendere quel processo da lui avviato 60 anni fa per sciogliere l’impero militare degli Stati Uniti”.

Parole che pesano come macigni e che rappresentano una promessa davvero ‘storica’.

La morte di mio zio causò un trauma nazionale e la visione che più apprezzava, ossia quella di un’America come nazione pacifica nel senso più pieno del termine, è morta con lui”.

Lui allora osò sfidare le pesanti pressioni che provenivano dalla sua stessa amministrazione, soprattutto dalla CIA e dal Pentagono, intenzionate ad entrare in guerra contro il Laos nel 1961 e a Berlino nel 1962”.

Poi la tragedia sfiorata a Cuba, quando il suo entourage militare faceva altrettante pressioni per bombardare le batterie e le postazioni missilistiche russe. Così ricostruisce quei drammatici giorni: “I suoi consiglieri gli assicurarono che le rampe di lancio non erano operative. Si sbagliavano, e la sua sfida molto probabilmente ha salvato il mondo dall’Armageddon nucleare”.

Continua il racconto mozzafiato per Fox News: “Nei mesi precedenti la sua morte nel 1963, intensificò la spinta per la pace, sostenendo con decisione che la guerra non era inevitabile. Firmò con l’Unione Sovietica nel 1963 un trattato per la messa al bando dei test nucleari. E in ottobre di quello stesso anno emanò un ordine che imponeva il ritiro di 1000 consiglieri militari Usa dal Vietnam”.

Circostanza che, di tutta evidenza, creò un fortissimo allarme ai vertici della CIA, del Pentagono e dell’industria bellica. Proprio per questi motivi, of course, ‘Doveva Morire’, come ha documentato in modo splendido Oliver Stone nel suo ‘JFK’ che in questi giorni dal tragico anniversario dell’assassinio potete rivedere e riammirare via tivvù.

Continua il j’accuse del nipote: “Quell’ordine che imponeva il ritiro dei 1000 consiglieri militari in Vietnam non venne mai attuato, e l’intensificarsi del conflitto nel sud-est asiatico che partì dal suo successore (Lyndon B. Johnson, ndr) ha creato il modello per una successione infinita di guerre per il cambio di regime” in tanti, troppi paesi, diventati, nel corso dei decenni successivi, terra di conquista per i militari a stelle e strisce e per i colossi dell’industria bellica: a festeggiare, of course, CIA, Pentagono, Dipartimento di Stato & compagnia massacrando.

Torniamo ai giorni nostri, sempre attraverso le illuminanti parole di Robert Kennedy junior appena pronunciate: “Abbiamo perso la nostra identità di nazione pacifica. Abbiamo cominciato a trascurare che la vera forza della nostra nazione – la vitalità della nostra economia e la salute del nostro popolo – e abbiamo prosciugato le nostre finanze e la nostra autorità morale all’estero in una serie di guerre di più che discutibile giustificazione, nessuna delle quali ha reso gli americani più sicuri”.

La gran parte del debito da 33.000 miliardi di dollari deriva dalla spesa militare, investita in guerre per i ‘cambi di regime’ in Iraq, in Afghanistan e in Siria. Senza contare l’enorme peso prodotto da ben 800 nostre basi militari all’estero, che aumentano in modo pesantissimo l’onere finanziario”.

 

E commenta, con amarezza: “Immaginate cosa sarebbe potuto succedere se avessimo dedicato queste risorse all’istruzione, alle infrastrutture, alla povertà, alla salute o all’ambiente: saremmo, paradossalmente, una nazione ben più forte e più sicura”.

Chiede poi di porre fine alle “politiche spericolate e belligeranti” che provocano Russia e Cina. E promette tutto il suo impegno, se eletto, di chiudere la gran parte delle basi militari americane all’estero, nonché di ridurre drasticamente le forze armate Usa.

Non è troppo tardi – sottolinea con commozione – per abbandonare il percorso di guerra ed intraprendere quello di pace che John Fitzgerald Kennedy immaginava per la nostra nazione”.

 

DESECRETARE I DOSSIER CHE INCHIODANO LA CIA!

Non è certo finita qui. Perché il candidato alla corsa per la Casa Bianca ha annunciato che avanzerà una petizione al numero uno della Casa Bianca, Joe Biden, per chiedere il rilascio – una buona volta – dei documenti governativi ancora secretati proprio sull’assassinio di Dallas nel 1963.

Già oltre trent’anni fa, nel 1992, il Congresso Usa aveva approvato una legislazione ad hoc per ottenere il rilascio di tutti i documenti, fissando oltretutto una data molto lontana nel tempo, addirittura per il 2017 (un mistero nel mistero). Ebbene, nonostante tanto tempo a disposizione (anche per ‘ripulire’ quegli archivi bollenti), le amministrazioni Trump e Biden se ne sono altamente fregate, non dando alcun seguito a quella vecchia, elementare richiesta.

Che ora il candidato Robert Kennedy junior rinnova con forza. Così commentando: “Cosa c’è di così imbarazzante che hanno paura di mostrare al pubblico 60 anni dopo? La fiducia nel governo è ai minimi storici. Il rilascio completo, e non oscurato, di quei documenti, potrà aiutare a ripristinare quella fiducia”.

In un’intervista della scorsa primavera (ripresa dalla ‘Voce’), Robert Kennedy non ha avuto peli sulla lingua nel puntare con forza l’indice contro la CIA, accusandola di aver organizzato la regia dell’assassinio di Dallas che ha cambiato la storia del mondo. Per poi procedere – ha continuato nel suo j’accuse – ad un “sistematico insabbiamento lungo 60 anni”.

Carlson Tucker

Anche uno dei più noti anchorman americani, Carlson Tucker, per anni alla guida di ‘Fox New’ e poi ‘licenziato’ per i troppi strali lanciati contro l’amministrazione Biden e i ‘dirty business’ del rampollo presidenziale Hunter, in una trasmissione ha affermato di aver ricevuto notizie da “una fonte più che attendibile” circa “il ruolo svolto direttamente dalla CIA nell’omicidio Kennedy”.

E ancora. Il battagliero fondatore di ‘Children’s Health Defence’ (di cui la Voce riprende molto spesso le super documentate denunce sul fronte dei vaccini anti-covid) ha puntato i riflettori su un’altra vicenda bollente: quella degli ingenti fondi arrivati dagli Usa ai famigerati laboratori di Wuhan dove venivano condotte spericolate e illegali (negli Stati Uniti) ricerche sul ‘gain of function’, alla base dell’origine del coronavirus.

Ebbene, Robert Kennedy ha accusato apertamente la CIA di aver coperto quel passaggio di fondi. Ma chi era stato l’Organizzatore, la Mente? Il super virologo Anthony Fauci, attraverso quel ‘National Institute for Allergy and Infectiouse Desease’ (NIAID) guidato ininterrottamente dal 1984 al 2022. L’intera connection affaristica, sulla pelle dei cittadini di tutto il mondo, è stata documentata per filo e per segno addirittura due anni fa, fine novembre 2021, nell’imperdibile ‘The Real Anthony Fauci’ firmato, of course, dal candidato indipendente per le prossime presidenziali Usa.

Anthony Fauci

Da rammentare che il Super Virologo di ben 7 presidenti Usa è attualmente sotto inchiesta per due altrettanto dirty stories da novanta portate avanti da due procuratori generali, della Louisiana e del Missouri: non solo i criminali finanziamenti a Wuhan (all’origine del covid) ma anche depistaggio sulla politica governativa Usa in tema di pandemia, esercitando pressioni & censure su tutti i social media. Se vi par poco.

Eppure, da noi, nessuno ne discute, nessuna dice una parola: come del resto è successo col silenzio omertoso di tutti i media sui misfatti di politici & scienziati (sic) di casa nostra su covid & vaccini.

Si apre ora uno spiraglio alla Procura di Roma, come la Voce ha illustrato ieri in una sua news? Staremo presto a vedere.

A seguire, vi proponiamo una più che stimolante lettura ‘storica’.

Riguarda proprio l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. La pubblica uno dei migliori siti di politica internazionale, ‘Global Research’, animato dall’economista canadese Michel Chossudowsky. Ne è autore Edward Curtin, scrittore, saggista, sociologo, nonché ricercatore associato presso ‘The Centre for Research on Globalization’.

Già il titolo del suo lunghissimo intervento (che dovrete leggere azionando il traduttore automatico) si commenta da solo: “President John F. Kennedy: His Life and Public Assassination’ by the CIA”.

A questo punto, si comprende fino in fondo la totale reticenza dei vertici della Casa Bianca a ‘desecretare’ quelle carte bollenti, come promesso trent’anni fa dal Congresso Usa…

 

P.S. Per leggere alcuni fra i tanti articoli e inchieste pubblicate dalla ‘Voce’ su ROBERT KENNEDY JUNIOR (o su altri personaggi citati nel pezzo, come ad esempio ANTHONY FAUCI), basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della home page e digitare il suo nome e cognome; così come quello della sempre battagliera ‘CHILDREN’S HEALTH DEFENCE’.

 

 

 

LEGGI ANCHE DA da ‘GLOBAL RESEARCH’

President John F. Kennedy: His Life and Public Assassinatio by the CIA, di Edward Curtin

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