GUERRA CONTINUA / L’APPELLO ALLE ARMI DI BLINKEN & STOLTENBERG, MENTRE VA IN SCENA LA FARSA ONU…   

Si apre l’Assemblea generale dell’ONU sotto pessimi auspici, con gli Stati Uniti, al solito, a farla da padroni e al seguito lo scodinzolante presidente-fantoccio dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.

Le premesse sono fosche, come hanno appena annunciato, nel corso di due interventi nei giorni precedenti, il numero uno del Dipartimento di Stato Usa, il super falco Antony Blinken, e il Segretario generale della NATO e fresco della terza riconferma, ossia il norvegese Jens Stoltenberg.

Tony Blinken. Sopra, l’Assemblea generale ONU

Il primo, nel corso di un meeting a Washington, ha fatto il punto sulla strategia ormai di guerra continua a stelle e strisce, che ha totalmente affossato e calpestato le tradizionali (per tanti paesi, tranne gli Usa) vie della diplomazia, dei negoziati, delle trattative, per affidare i destini del mondo solo all’industria militare, alle ragioni della ‘forza’. Come del resto gli Stati Uniti stanno mostrando al mondo da almeno mezzo secolo a questa parte, tenendo aperti ben 43 fronti di guerra a livello internazionale, come mostrano le ultime, tragiche statistiche ‘ufficiali’.

Incredibile ma vero, Il vero burattinaio della politica estera Usa, Blinken, ha osato titolare il suo fresco intervento, davanti ad una folta platea di studenti universitari, “Il potere e lo scopo della diplomazia americana in una nuova era”…

Ecco, fior tra fori, un paio di passaggi, tratti dal sito ‘Responsible Statecraft’ (in basso potete leggere l’articolo tradotto nella sua versione integrale).

“Oggi, lontano dagli altipiani soleggiati dell’era Clinton, viviamo in un mondo in cui le democrazie sono in pericolo. E la minaccia è duplice. Esternamente ci sono ovviamente Russia e Cina. Ma c’è una seconda minaccia. Ed è più vicina a casa nostra, quello che sta emergendo, da leader eletti che sfruttano risentimenti e alimentano paure; erodere i sistemi giudiziari e i media indipendenti; arricchire i compagni; reprimere la società civile e l’opposizione politica”.

Avrà di certo bevuto un drink di troppo, il super guerrafondaio alla guida del Dipartimento di Stato, fiancheggiato da un altro falco da novanta, Victoria Nuland. Perché nel suo intervento ha letteralmente capovolto il mondo, accusando ‘terzi’ di quanto invece stanno combinando da anni alla Casa Bianca.

Jens Stoltenberg

Terrorizzando, proprio loro, i pezzi da novanta dell’establishment, tutti i cittadini, vuoi con la pandemia, vuoi con i cambiamenti climatici. Condizionando pesantemente media e social media, tanto da finire sotto i riflettori della magistratura. Coprendo tutte le corruzioni griffate Bush padre e figlio che in questi anni hanno tessuto connection milionarie con gli amici (come l’Ucraina) o i presunti nemici (proprio Russia e Cina). Addirittura ‘inventando’ nei famigerati laboratori di Wuhan quel Covid che ha messo in crisi mezzo mondo, e finanziando – tramite il Super Virologo Anthony Fauci – proprio le ricerche ultra border line sul ‘gain of function’ che è alla radice dello sviluppo del Coronavirus.

Di tutto e di più. Ma questo l’ottimo Blinken lo nasconde, in una perfetta operazione di depistaggio orchestrata in combutta con la CIA.

Passiamo al Super Segretario Ter NATO Stoltenberg. Che nel corso di un breafing, giorni fa, con un gruppo di giornalisti tedeschi, ha fatto il punto sulla situazione in Ucraina, delineando contorni che più tragici non si può.

“Sarà una lunga guerra”, ha preannunciato senza peli sulla lingua.

Ecco alcune sue frasi lapidarie (in basso potete leggere un interessante pezzo, tradotto in italiano, e tratto dal sito ‘Antiwar’).

Sarà una guerra più lunga di quanto previsto dalla NATO. Oggi è difficile dire quando potranno terminare le ostilità, e proprio per questo l’Occidente si deve preparare ad una lunga guerra”.

Siamo nettamente contrari ad una tregua o ad un cessate il fuoco perché ciò farebbe solo il gioco della Russia. L’esercito russo, infatti, sta solo aspettando una tregua per accumulare forze e ripartire all’attacco”.

L’Occidente non può consentire tutto ciò, per questo le ostilità continueranno fino alla completa vittoria dell’Ucraina. Non possiamo permettere alla Russia di mettere a repentaglio la sicurezza in Europa”.

La pace sarà possibile solo alle condizioni poste dall’Ucraina e dall’Occidente. Accettare le condizioni di Mosca è totalmente escluso perché si tratterebbe di perdite territoriali per Kiev e oggi meno che mai l’Occidente può consentire la sparizione dell’Ucraina”.

E ha ribadito per l’ennesima volta: “L’Ucraina entrerà presto nella NATO”.

Più chiari di così, davvero non si può.

E i venti di tragica guerra continua soffiano più forti che mai.

Di seguito, quindi, potete leggere i due articoli sopra ricordati.

Mentre, poi, vi proponiamo una stimolante carrellata di link che vi porteranno ad inchieste pubblicate, negli ultimi giorni, da siti di contro-informazione, merca rara in questi tempi di giornalismo sempre più taroccato & cloroformizzato. Li trovate in lingua originale, per cui li potrete leggere azionando il traduttore automatico.

Ecco quindi, tratto da uno dei migliori siti, ‘Greyzone’ (firme di punta Kit Klaremberg e Alexander Rubinstein), il pezzo firmato dalla giornalista d’inchiesta Anya Parampil che ne scopre di tutti i colori sui tentativi golpisti degli Usa in Venezuela, come ha clamorosamente dimostrato, alcuni anni fa, il ‘caso Guaidò’.

Poi, tratto da ‘Observateur Continental’, un reportage su “Un nuovo battaglione mercenario apparso in Ucraina”, guarda caso di provenienza sudamericana (in particolare dalla Bolivia).

E infine un salto in Pakistan. Un altro ottimo sito, ‘The Intercept’ pubblica infatti un’ampia e documentata inchiesta circa le mani degli Usa e del Fondo Monetario Internazionale sul Pakistan. E la incredibile ‘story’ porta direttamente in Ucraina… Leggere per credere.

 

Antony Blinken e il deficit della diplomazia

Le sue osservazioni agli studenti questa settimana mostrano quanto l’eccezionalismo americano e la competizione tra le grandi potenze abbiano preso il sopravvento su questo mestiere.

DI GIACOMO CARDEN

 

Se il discorso di mercoledì del Segretario di Stato Antony Blinken a Washington è indicativo, ogni speranza che le migliaia di tombe appena scavate in Ucraina e Russia possano dare luogo a introspezione o rammarico per il fatto che le aperture diplomatiche avrebbero potuto evitare la guerra, sono destinate a essere deluse.

In un discorso intitolato “Il potere e lo scopo della diplomazia americana in una nuova era”, Blinken ha esposto una visione della politica estera statunitense che è allo stesso tempo estremamente familiare e profondamente preoccupante perché indica, come minimo, che il nostro capo diplomatico ha comprensione molto scarsa di cosa significhi effettivamente la diplomazia tradizionale. Il senso che si trae dal discorso è che Blinken crede che sia analogo a editto, fiat e ukase.

La concezione della diplomazia di Blinken riflette accuratamente una cosa: la politica dell’amministrazione Biden di condurre una guerra fredda su due fronti contro le due principali potenze autoritarie, Cina e Russia, come previsto nella Strategia di sicurezza nazionale del 2022 . Se, aumentando le tensioni con le due potenze continentali eurasiatiche, la politica sia riuscita a rendere più sicuri l’America e i suoi alleati in Europa e Asia, rimane una questione aperta.

Blinken, rivolgendosi (probabilmente ad alcuni) futuri membri dell’élite americana (e internazionale) della politica estera presso la Johns Hopkins School of Advanced International Studies di Washington, ha osservato che gli studenti oggi si trovano ad affrontare un panorama internazionale ampiamente trasformato rispetto a quando ha lanciato il suo carriera all’alba del periodo successivo alla Guerra Fredda, nei primi anni ’90.

La promessa di quell’epoca è ormai passata. Secondo Blinken:

…Decenni di relativa stabilità geopolitica hanno lasciato il posto a una competizione sempre più intensa con potenze autoritarie e revisioniste… Pechino e Mosca stanno lavorando insieme per rendere il mondo sicuro per l’autocrazia attraverso la loro “partnership senza limiti”.

Oggi, ha continuato, lontano dagli altipiani soleggiati dell’era Clinton, viviamo in un mondo in cui “le democrazie sono in pericolo”. E la minaccia è duplice. Esternamente ci sono ovviamente Russia e Cina. Ma c’è una seconda minaccia. E quello è più vicino a casa, quello che sta emergendo “dall’interno da leader eletti che sfruttano risentimenti e alimentano paure; erodere i sistemi giudiziari e i media indipendenti; arricchire i compagni; reprimere la società civile e l’opposizione politica”.

Leggendo il discorso del segretario Blinken, è difficile credere che ci sia stato un tempo, anche durante la vita di Blinken, in cui democratici come il presidente John F. Kennedy consigliavano la cooperazione, persino il dialogo e l’empatia, quando si affrontavano i propri avversari. In effetti, data la trasformazione del partito negli ultimi anni, è difficile immaginare che una volta un presidente ci chiedesse di moderare il nostro autostima, avvertendo che “nessun governo o sistema sociale è così malvagio da dover considerare i suoi cittadini come privi di virtù.”

Ma non più. Antony Blinken ha visto il nemico e siamo noi (e i russi e i cinesi, e probabilmente gli ungheresi e sicuramente i nordcoreani, e se continuano a seguire la strada “sbagliata”, la Polonia potrebbe essere gettata nella mischia, ma non ancora, non con la guerra ancora in corso.)

Cosa fare? La risposta è semplicissima: vigilanza permanente al servizio dell’”ordine internazionale”. Perché quando “i Pechino e le Mosca del mondo cercano di riscrivere – o abbattere – i pilastri del sistema multilaterale; quando affermano falsamente che l’ordine esiste semplicemente per promuovere gli interessi dell’Occidente a spese del resto – un crescente coro globale di nazioni e persone dirà, e si alzerà per dire: No, il sistema che state cercando di cambiare è il nostro sistema; serve i nostri interessi”.

Sentimenti come questi non sono necessariamente allarmanti se vengono espressi (e lo sono) dal tipo di studenti tra il pubblico del SAIS oggi: dopo tutto, sono giovani e idealisti. Ciò che è spaventoso è che sono stati pronunciati senza ironia dal capo diplomatico della nazione, anche se è un prodotto, come questo, sia di Harvard che di New Republic di Marty Peretz .

Il problema più grande con il discorso di Blinken, a parte il fatto che è sorprendentemente ingenuo ed egoistico, è che rivela una mentalità inalterabilmente opposta alla pratica della diplomazia vera e propria, che a sua volta ha portato a un disprezzo sia per i negoziati che per i concetti di governo nazionale. interessi, reciprocità ed empatia, tutti elementi utilizzati per mantenere la pace tra Stati Uniti e Unione Sovietica durante la prima Guerra Fredda.

Strappare allegramente quel copione a favore di una dottrina massimalista che cerca di confinare in un obloquio permanente gli stati che vedono i propri interessi in modo diverso da quelli di Washington sembrerebbe un errore.

Ma è un errore che i diplomatici di entrambi i partiti sembrano intenzionati a commettere.

 

LINK ORIGINALE

https://responsiblestatecraft.org/antony-blinken-on-ukraine/

 

 

Milley e Stoltenberg affermano che gli obiettivi dell’Ucraina porteranno a una lunga guerra

La lenta offensiva estiva dell’Ucraina potrebbe indicare che gli obiettivi di guerra di Zelenskyj sono impossibili da raggiungere


di Kyle Anzalone

L’alto ufficiale militare americano e il capo civile dell’Alleanza Nord Atlantica credono che la guerra in Ucraina continuerà per anni se Kiev vuole raggiungere i suoi obiettivi militari. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha firmato un decreto che vieta i colloqui con la Russia e prevede di ripristinare i confini dell’Ucraina precedenti al 2014.

In un’intervista pubblicata domenica dal quotidiano tedesco Funke Media Group, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha affermato che l’alleanza deve prepararsi per una lunga guerra. “La maggior parte delle guerre durano più a lungo del previsto quando iniziano. Pertanto, dobbiamo prepararci per una lunga guerra in Ucraina”. E continua: “Dobbiamo riconoscere che se Zelenskyj e gli ucraini smetteranno di combattere, il loro Paese non esisterà più. Se il presidente Putin e la Russia smettessero di combattere, avremo la pace”.

Il presidente del Joint Chiefs, generale Mark Milley, ha parlato con la CNN della sua visione della guerra. “Ci sono più di 200.000 soldati russi nell’Ucraina occupata dai russi. Questa offensiva, per quanto significativa, ha obiettivi operativi e tattici limitati, nel senso che, anche se pienamente raggiunti, non cacciano completamente tutti i russi, che è l’obiettivo strategico più ampio che il presidente Zelenskyj avuto”, disse il generale. “Ci vorrà molto tempo per farlo. Si tratterà di uno sforzo molto significativo per un periodo di tempo considerevole.

“Posso dirvi che ci vorrà molto tempo per espellere militarmente tutte le 200.000 o più truppe russe fuori dall’Ucraina occupata dai russi. Questo è un livello molto alto. Ci vorrà molto tempo per farlo”, ha aggiunto.

Le valutazioni arrivano mentre la macchina da guerra di Kiev si è bloccata. L’anno scorso, l’esercito ucraino è riuscito a riconquistare una parte significativa della regione di Kharkov. Tuttavia, l’offensiva estiva di Kiev non è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi e l’Ucraina ha subito notevoli perdite di truppe ed equipaggiamenti.

L’obiettivo principale dell’offensiva era catturare Melitopo e recidere il territorio russo nell’Ucraina meridionale. Finora le forze ucraine sono avanzate solo di pochi chilometri in quella direzione. Milley ha recentemente previsto che Kiev avrà solo circa un mese prima che le condizioni meteorologiche causino la fine dell’offensiva.

L’obiettivo generale di Zelenskyj è molto più ambizioso: riconquistare la Crimea, il Donbass e l’Ucraina meridionale. Kiev ha affermato che non scenderà a compromessi sulla questione e il presidente ucraino ha emesso un decreto che impedisce i colloqui con la Russia finché Vladimir Putin resta presidente.

Non è chiaro per quanto tempo Kiev e i suoi sostenitori occidentali potranno continuare a combattere una guerra di logoramento contro la Russia. Funzionari della difesa americana hanno avvertito che i trasferimenti di armi all’Ucraina hanno esaurito le scorte di armi statunitensi.

Una preoccupazione è la mancanza di artiglieria a Kiev. A luglio, il presidente Joe Biden ha deciso di inviare bombe a grappolo in Ucraina perché l’America aveva raggiunto la scorta minima di proiettili da 155 mm. Il trasferimento di bombe a grappolo probabilmente viola le leggi statunitensi, e le bombe diffuse dalle munizioni sono note per aver ucciso civili per decenni dopo la fine della guerra.

Attualmente, i produttori di armi statunitensi producono circa 28.000 proiettili da 155 mm ogni mese, ben al di sotto del numero che le forze ucraine sparano normalmente. Anche se il vice capo delle acquisizioni del Pentagono, Bill LaPlante, ha affermato che le aziende statunitensi di armi sperano di produrre oltre 1 milione di colpi all’anno entro il 2025, questa cifra sarebbe comunque molto inferiore alla produzione attuale della Russia: circa 2 milioni all’anno.

Gli Stati Uniti hanno promesso oltre 43 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina, inclusi oltre 1,5 milioni di proiettili da 155 mm . Tuttavia, i funzionari ucraini affermano che Kiev ha bisogno di molti più aiuti per raggiungere i suoi obiettivi di guerra. Domenica, il capo del Consiglio di Sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov, ha pubblicato un editoriale in cui delineava come Kiev avrebbe vinto la guerra.

“Sono profondamente convinto che esista una sola soluzione efficace a questo problema: la disoccupazione delle terre ucraine con mezzi militari. La Russia e la sua cricca dominante non capiscono altro linguaggio se non quello della forza e delle armi. Pertanto, la formula della pace è la formula delle armi”. Ha scritto: “Prima l’Ucraina riceverà abbastanza armi moderne, prima torneremo alla pace, il che sarà più sicuro per l’Europa e il mondo. La pratica di distribuire l’assistenza militare all’Ucraina per paura di irritare Putin e di provocare un’ulteriore escalation da parte della Russia è fondamentalmente errata. Rifiutare o ritardare il trasferimento di armi moderne alle forze armate ucraine è un incoraggiamento diretto al Cremlino a continuare la guerra, e non il contrario”.

Si prevede che Zelenskyj si recherà a Washington alla fine di questa settimana per fare pressione sul Congresso affinché approvi un pacchetto di aiuti da 24 miliardi di dollari per Kiev proposto dalla Casa Bianca. È probabile che il leader ucraino incontrerà anche Biden.

La guerra ha anche il potenziale per trasformarsi in un conflitto tra potenze nucleari. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov afferma che gli Stati Uniti sono già in guerra con la Russia. Domenica al Forum economico orientale il diplomatico russo ha spiegato la posizione di Mosca. “Non importa quello che dicono, [gli Stati Uniti] controllano questa guerra, forniscono armi, munizioni, informazioni di intelligence, dati dai satelliti, stanno portando avanti una guerra contro di noi”, ha detto Lavrov.

Lo stallo della controffensiva ucraina ha portato Kiev a intensificare gli attacchi all’interno della Russia. Durante il fine settimana, l’Ucraina ha lanciato una serie di attacchi con droni sulla Crimea e Mosca. Il Cremlino ha criticato Kiev per aver lanciato attacchi terroristici. Mosca sostiene che le sue difese aeree hanno sventato l’attacco.

È probabile che gli attacchi di Kiev alla Russia aumentino dopo che il Segretario di Stato Antony Blinken ha dato il via libera all’Ucraina la scorsa settimana. Quando è stato chiesto al massimo diplomatico di Washington se approvava l’uso da parte dell’Ucraina di armi americane per colpire obiettivi all’interno del territorio russo, ha risposto affermando: “In termini di decisioni sugli obiettivi, è una loro decisione, non nostra”.

LINK ARTICOLO ORIGINALE

https://news.antiwar.com/2023/09/17/milley-and-stoltenberg-say-ukraines-goals-will-lead-to-a-long-war/

 

 

ALTRI LINK

da GRAYZONE

Announcing ‘Corporate coup: Venezuela and the end of US Empire’ by Anya Parampil 

 

 

da OBSERVATEUR CONTINENTAL

Un noveau bataillon de mercenaires est apparu en Ukraine

 

 

Da THE INTERCEPT

U.S Helped Pakistan geti mp Bailout withe secret arms deal for Ujraine, leaked documents reveal

 


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