Di claque in claque

Quando Mussolini condannò l’Italia alla tragedia della guerra affacciato al famigerato balcone di Palazzo Venezia, ordinò che sfilassero in grande quantità le forze armate, mezzi blindati, cannoni e per impressionare gli italiani e i notiziari di regime chiese una prova di forza, ordinò che girato l’angolo truppe e mezzi blindati tornassero in piazza più volte. Il ricordo di quella ‘truffa’ mediatica esemplifica perfettamente il ricorso alla claque di chi teme di essere contestato. Da Treccani. “klak s. f., fr. voce onomatopeica (simula il rumore degli applausi, ndr):  Plauditori, gruppo di persone compensate per applaudire”.

Nell’autoritario regime di Fratelli d’Italia non sfugge nulla, o quasi, al controllo di “Yo soy Giorgia, yo soy todo”: Ella va assaporando il gusto da gourmier del potere e pensa, a dispetto di Andreotti, che non logora chi ce l’ha.  Però, da quando si è convinta di poter navigare per cinque anni nell’attraente yacht presidenziale prova ad apparire europeisticamente moderata, ma non trascina l’intero apparato in questo anomalo percorso di ex fiamma tricolore. Per non indispettire i fedelissimi e per difendersi dal fuoco amico, ignora, finge di non vedere e sentire gli inciampi di numerosi ‘fratelli’ e non fa eccezione l’omofobia, il sessismo del fidanzato. Giorgia Si reca a Caivano (ma che brava), sfida la contestazione della gente di un’area del degrado sociale come poche altre. In tanti non partecipano all’appuntamento, restano a casa. Lei si espone all’esasperazione di chi vive in un ghetto in grado di sopravvivere con la spaccio della droga. C’è chi risponde alla trasferta della premier con larghi sorrisi e “Giorgia, Giorgia”, come avvenne per il consiglio dei ministri in trasferta a Riace. Il Tg di La 7 ha svelato il background della mobilitazione pro Meloni organizzata da un dirigente FdI. Con una chat comunica ai militanti della destra “Signori, giovedì mattina ci sarà il Presidente Meloni a Caivano. Appuntamento alle 10, al Parco verde. Dobbiamo mobilitarci per portare persone ma senza simboli del partito. Le persone devono sembrare (!) cittadini qualunque che accolgano Giorgia festanti anche per bilanciare eventuali contestatori”. Precisa il dirigente di Fratelli d’Italia: “Ovviamente questo messaggio non dovete farlo circolare a livello di base perché altrimenti arriva ai giornalisti (ma gli va male, lo intercetta La7) e sembra che la Meloni si fa organizzare la claque. Ho scritto così a voi perché siete il livello apicale di dirigenti. Consiglio di fare la mobilitazione con chiamate dirette e di organizzare macchine di fedelissimi e gente intelligente (!). L’appello ai fan di sostegno ottiene pochi consensi. Ad ascoltarla sono in gran numero cameramen e fotografi al seguito. Giorgia promette interventi con il solito monologo di promesse, di “faremo”. Niente domande scomode, tanto meno sulle esternazioni omofobe e sessiste del fidanzato.


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