UNA MEDAGLIA PER IL GENERALE / IL CASO VANNACCI FA IMPLODERE FRATELLI D’ITALIA

Di una cosa va reso gran merito al generale Roberto Vannacci, salito alla ribalta delle cronache per il suo ‘Mondo Capovolto’.

Perché ha scoperchiato il Vaso di Pandora, ha fatto uscire allo scoperto la vera anima – che più nera non si può – di Fratelli d’Italia, dei meloniani che hanno occupato in modo davvero ‘militare’ tutte le postazioni di comando.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, una delle rare facce serie del partito, che ha fatto il minimo sindacale, definito ‘farneticanti’ le parole del generale e ne ha chiesto la rimozione, è stato colpito da un vero e proprio tsunami scatenato dal cuore vero, e nero, del partito di lady Meloni: la quale, durante tutta la bufera mediatica che si è scatenata, ha avuto la grande abilità di non pronunciare neanche una parola, difilandosi nel buen retiroin terra di Puglia.

Quindi, di tutta evidenza, Crosetto è rimasto totalmente solo a subire la crocefissione ordita dai camerati.

Giovanni Donzelli. Sopra, il ministro Crosetto

In prima fila nel j’accuse contro Crosetto, ecco il responsabile dell’organizzazione di FdI, un fedelissimo meloniano, Giovanni Donzelli. Il quale ricopre un altro incarico governativo non da poco, essendo il vice presidente del ‘Copasir’. Nonostante tutto ciò, ha avuto modo, il camerata Donzelli, di esibirsi in non poche performance che fanno a pugni con il ruolo istituzionale ricoperto.

A gennaio 2023, ad esempio, ha denunciato tre parlamentari del PD, che avevano visitato in carcere Alfredo Cospito, di essere collusi con la mafia. E, proprio in occasione del caso Cospito, ha rivelato alla Camera il contenuto segreto di due intercettazioni fornitegli dal sottosegretario alla Giustizia, anche lui con la divisa FdI, Andrea Delmastro.

Un altro sottosegretario FdI, stavolta alle Infrastrutture, è un suo ottimo amico: si tratta di Galeazzo Bignami, altro pro Vannacci: è infatti saltata fuori una foto del Bignami, per l’addio al celibato, vestito da gerarca fascista e sul braccio, ben in vista, una svastica, tanto per farsi intendere meglio.

E subito è corso in sua difesa l’amico-camerata Donzelli: “Anche io a Carnevale mi sono travestito da Minnie. Ma che sono Minnie, io?”.

Non c’è che dire: Dio li fa e poi li accoppia.

Galeazzo Bignami

All’attacco di Crosetto anche la vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli. E al seguito, per allargare la truppa, il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, che già si era esibito un paio di mesi fa al ‘Maxi’ di Roma in una vergognosa performance, un concentrato di volgarità sessiste; nonché l’ex sindaco di Roma, tra i primi a plaudire alle ‘uscite’ del generale, Gianni Alemanno.

In sostanza, mezzo partito s’è ufficialmente schierato dalla parte del Vannacci-pensiero (pensiero?). Facendo esplodere la grande contraddizione: Giorgia Meloni – a cominciare dal neo presidente del Senato, Ignazio Benito La Russa – sono dei veri fascisti, fascisti dentro; ma da quando sono entrati nella stanza dei bottoni e sono stati chiamati a confrontarsi con i vertici europei e americani, si sono dovuti rifare il lifting, diventando da un giorno all’altro pro euro, filo atlantici e filo tutto quello che dall’opposizione contestavano (e in quel modo avevano raccolto quella marea di voti che poi li ha portati al governo).

Ma quel lifting, quella verniciatura di sola facciata, è indigesta a una larga fetta non solo dell’elettorato, che proprio per quello li ha votati, ma a una larga fetta del partito, la fetta più consistente. E proprio per questo oggi lady Meloni è costretta a fare l’acrobata, a barcamenarsi fino all’inverosimile, dovendo indossare due casacche opposte.

Fino a quando sarà in grado di essere ‘doppia’?

Fino a che punto reggerà l’inganno?

Hanno commentato in modo appropriato le ultime vicende, dal caso De Angelis a quello Vannacci, Umberto Galimberti, Luciano Canfora e Ginevra Bompiani.

Secondo il primo, la destra vuole oggi imporre una sua ‘cultura’ – accusando la ‘sinistra’ di aver imposto la sua per due decenni – senza averne gli strumenti, e soprattutto senza avere i nomi, i ‘pensatori’ in grado di elaborare un nuovo pensiero di destra. “Non mi viene fuori alcun nome – osserva Galimberti – solo quello di Marcello Veneziani. Mi pare un po’ poco. Poi un totale deserto”.

Commenta Canfora: “Non c’è bisogno di usare l’olio di ricino o fare il passo dell’oca per essere fascisti. Quello fascista è un atteggiamento, un modo di concepire le cose, di vedere il mondo: e in questo la destra è pienamente tornata, in modi ovviamente diversi rispetti a quelli di epoca mussoliniana”.

Aggiunge Bompiani: “Hanno cominciato col dire che era un governo di centro destra. Ma adesso tutti ci rendiamo conto, lo abbiamo sotto gli occhi, che abbiamo un governo di destra: anzi di destra destra”.

Come darle torto, quando quotidianamente ne riceviamo le scontate conferme, soprattutto attraverso questa politica meloniana che sta letteralmente ammazzando i già poveri, i senza diritti, i senza lavoro, i senza casa, calpestando – nei fatti, ogni giorno – la Carta Costituzionale, ormai ridotta ad uno scendiletto?

Da sinistra unicamente pigolii, che non lasciamo alcun segno e spianano la strada all’esecutivo nero, che potrà ‘sfasciare’ fin quanto vuole.

Solo una battuta azzeccata (una volta tanto) e pronunciata da uno dei cocci a sinistra (sic), Nicola Fratoianni: “Al governo assomigliano tristemente e pericolosamente al dottor Stranamore, che non riusciva a impedire che ogni tanto il suo braccio destro gli scattasse teso”.

 

LINK

IL CASO DEL GENERALE VANNACCI / ISTIGARE ALL’ODIO NON E’ REATO


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli via e-mail.

Lascia un commento