TRUFFE AUTOVELOX / IL ‘RITARDATARIO’ MATTEO SALVINI LE SCOPRE SOLO ORA…

Le scopre oggi, lo scaltro ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, le truffe seriali via autovelox. E infatti balzano agli onori delle cronache i casi di svariati comuni, soprattutto al Nord, dove fanno ‘cassa’ con multe a go go per tutti.

Il municipio di Cadoneghe

Clamoroso il record raggiunto da Cadòneghe, nel Veneto, con una media di 24 mila multe mensili per autovelox, su una popolazione di 15 mila anime: sanzioni con ogni probabilità anche nei confronti di neonati e ultranovantenni in vena di sgommate.

Peccato che la storia sia vecchia come il ‘cucco’ e che l’astuto ministro, alle prese con il maxi business del Ponte sullo Stretto – una follia per tutti, una manna solo per le mafie – sia in grado di scoprirla solo ora. A scoppio tanto ritardato.

Nacque e venne ‘oliata’ nel Mezzogiorno, la truffa. Per precisione geografica nel casertano.

Sono infatti del 2009 – quasi 15 anni fa – le prime inchieste (poi regolarmente finite in flop) della magistratura. In quell’anno, infatti, vi furono oltre 200 indagati tra sindaci, assessori, comandanti delle polizie municipali di Caserta e provincia, tutti d’amore e d’accordo per rastrellate palate di euro via sanzioni autovelox.

Il più significativo reportage della ‘Voce’ on line è di ottobre 2015: ve ne proponiamo, a seguire, la lettura integrale. Veniva denunciata, in particolare, la situazione tra l’alto casertano e il basso Lazio: quella, in particolare, dei comuni di Mondragone e Minturno. Che noi stessi della Voce avevamo sperimentato sulla nostra pelle.

Il comune di Mondragone

All’epoca, infatti, almeno una volta al mese da Napoli raggiungevamo Gaeta, dove c’era la sede dell’Associazione antimafia Antonino Caponnetto, guidata dal presidente Elvio De Cesare, affiancato da un forte impegno della Voce (Andrea Cinquegrani in qualità di Segretario nazionale e Rita Pennarola come responsabile della Comunicazione).

Per mesi e mesi, regolarmente, beccavamo multe autovelox dai due comuni, e sempre per un eccesso ‘minimo’ di velocità. Sembravano proprio sanzioni fatte con lo stampino, sempre tutte per aver superato di un chilometro (1 di numero) quanto previsto. Possibile mai multe sempre uguali?

Nell’opporci alle sanzioni, abbiamo inviato una precisa diffida ai due municipi e una denuncia alle procure competenti per territorio.

Come al solito, per quanto riguarda tanti misfatti (per fare un solo esempio, la ‘monnezza’, spuntata a Napoli ad inizio anni 2000 e dopo un po’ sbarcata a Roma), il Sud ha fatto da apripista: rammentiamo che alto casertano e basso Lazio erano da tempo feudo incontrastato dei clan, dai famigerati ‘Mazzoni’ fino agli epigoni del clan La Torre, quartier generale proprio a Mondragone (dove sono partire le ‘carriere’ di non pochi big della politica locale e non solo).

E ricordiamo sempre con grande affetto un paio di inchieste scritte per la Voce dallo storico fondatore dell’Osservatorio sulla camorra (nel quale si ‘formò’ il giovanissimo Giancarlo Siani), il sociologo Amato Lamberti, sui primi maxi riciclaggi del clan La Torre – ad inizio anni ’90 – addirittura in Scozia, per la precisione ad Aberdeen, dove fecero man bassa di locali notturni, ristoranti, supermarket e ‘lavando’ denari sporchi.

 

 

L’ARTICOLO DELLA VOCE DI OTTOBRE 2015

 

TRUFFE AUTOVELOX / ANCHE DALLA CONSULTA UNO STOP. E VIA CON I CONTROLLI E LE TARATURE

2 Ottobre 2015 di Andrea Cinquegrani

 

Autovelox, la truffa continua ai danni dei cittadini, a macchia di leopardo in tutta Italia. A poco sono servite, fino ad oggi, le denunce delle associazioni dei consumatori per arginare un fenomeno che ormai “resiste” da svariati anni. Nè i servizi giornalistici (dalle Iene a Striscia la notizia passando per la Gabbia) che hanno documentato lo “scippo legale” attuato in maniera scientifica per prender soldi dalle tasche dei contribuenti. “Una facile via per far cassa – commentano all’Aci – da parte di molti comuni: fanno debiti, spese folli, buchi milionari e per tappare qualche falla ricorrono agli autovelox”. Spesso e volentieri taroccati.

Stanno spuntando, un po’ come i funghi d’autunno, nuove aggregazioni di resistenza alla tassa forzata via autovelox, dalla Lombardia alla Toscana, dal Molise alla Campania. “Alcuni cittadini – raccontano nella provincia di Campobasso – hanno deciso di farsi giustizia da soli, estirpando autovelox particolarmente letali, o meglio smaccatamente taroccati”. Estirpatori solitari oppure organizzati, eradicatori della porta accanto, un modo come un altro per ribellarsi allo stato esattore, allo stato scippatore, appunto, legalizzato, al solito in colletto bianco e inamidato.

Un numero crescente di proteste arriva dal casertano e dal basso Lazio. “Non si può passare nella zona di Minturno che becchi un autovelox – dicono a poca distanza dal ponte sul Garigliano, che separa il Lazio dalla Campania – non c’è una famiglia che non si veda recapitare a casa un verbale al mese e anche più. C’è sicuramente puzza di bruciato negli autovelox che infestano la zona. Sono di marca Velocar Red & Speed, che forse vuol proprio indicare che con gran velocità di vogliono fare rosso di multe e andare in rosso con i conti”. “Quasi tutti i verbali – aggiunge un’altra vittima sempre della zona – segnalano un’infrazione di pochi chilometri: sembrano verbali fatti in serie, vai a 99 all’ora, il massimo è 100, c’è una tolleranza del 5 per cento e perciò hai superato il tetto per 4 chilometri. Vi pare mai possibile che tutti viaggiano alla stessa velocità?”.

Pochi chilometri e siamo nella vasta area di Mondragone, che comincia subito a nord di Napoli e porta al litorale domitio, massacrato da abusivismo & camorra. A quanto pare qui il fenomeno non è la quantità dei verbali, ma la loro assoluta infondatezza. Letteralmente campati per aria, e non solo a base di autovelox. “Mi sono arrivati lo stesso giorno due verbali – racconta una delle tante vittime – fatti lo stesso giorno, giugno 2014, da un agente della polizia municipale, con lo stesso contenuto, scritti uno alle 9 e 24 e l’altro alle 9 e 25. E con una contestazione che non si riesce nemmeno a capire: il proprietario del veicolo, cioè io, ‘senza fondato motivo non ottemperava all’invito di fornire informazioni sui dati personali e sulla patente di guida di colui che in data di sei mesi precedete conduceva il veicolo’. Una totale follia. Nessuno mi ha mai fermato per chiedermi quelle cose. Siamo ai confini della realtà”.

Ma eccoci alle ultime denunce de “Lo Sportello dei Diritti”, da sempre in prima linea, con il suo presidente Giovanni D’Agata, per denunciare gli abusi da autovelox selvaggio. “Abbiamo sempre ribadito che gli autovelox devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura. Ora anche la Corte Costituzionale ci dà ragione, dichiarando illegittima l’interpretazione dell’articolo 45 comma 3 del codice della strada che escludeva l’obbligo del controllo sugli autovelox: e ciò vuol dire che decine di migliaia di multe sono nulle. E cioè, tutti i verbali di accertamento della velocità effettuati attraverso apparecchiature per le quali non è possibile dimostrare la sottoposizione a periodiche verifiche tecniche e taratura sono semplicemente nulli”. Almeno un successo.

Ma disporranno mai i comuni, in concreto, verifiche e tarature?

 

 

 

LINK

AUTOVELOX / LA CASSAZIONE CONTRO I COMUNI TRUFFALDINI 

20 Dicembre 2018 di MARIO AVENA

 

 

RIVIERA DI ULISSE ADDIO, TURISTI IN FUGA PER RAFFICHE DI MULTE DA MONDRAGONE, CELLOLE E MINTURNO

12 Luglio 2019 di Cristiano Mais


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