GIORNALISTI-CORAGGIO / LA SCURE DELLA UE  

Querele temerarie: la UE se ne strafotte.

Una battaglia che dura da più di 30 anni e di cui la ‘Voce’ è testimone in prima fila, viene stavolta boicottata dall’Unione Europea, la quale ha appena ‘annacquato’ un testo che avrebbe garantito un minimo di tutela per i giornalisti alle prese con azioni legali (civili e penali) del tutto campate per aria e tese solo ad intimidire i reporter, spesso giovani free lance.

La protesta, adesso, per fortuna arriva da un gruppo di associazioni, le quali hanno un minimo di interesse per quel che resta della ormai poca, pochissima libera informazione rimasta sul campo (di battaglia), ormai imbavagliata da una giustizia che non protegge, anzi massacra, da leggi inesistenti, da malfattori in guanti bianchi che aggrediscono chi osa parlare di loro e ti stendono con richieste milionarie di folli risarcimenti danni.

 

Ma ricostruiamo le ultime tessere del puzzle sul killeraggio scientifico di quel che resta, appunto, di ciò che un tempo si chiamava ‘libertà di stampa’ (sic).

Più di un anno fa, ad aprile 2022, una bozza di direttiva UE cercava di fornire un minimo di risposta ad un tema sempre più pressante: quello, appunto, delle ‘querele temerarie’, come hanno di recente segnalato e sottolineato il ‘Rapporto sullo Stato di diritto’ elaborato a livello comunitario e, soprattutto, un fresco dossier elaborato dall’UNESCO ed al quale, sul fronte italiano, ha fattivamente collaborato ‘Ossigeno per l’Informazione’, la meritoria associazione fondata 15 anni fa da Alberto Spampinato, fratello del giornalista dell’Ora di Palermo, Giovanni, ucciso dalla mafia.

Alberto Spampinato. In apertura, Daphne Caruana Galizia

Ma lo spirito di quella bozza è stato totalmente tradito, stravolto da una ‘modifica’ (sic) elaborata dal Consiglio della UE lo scorso 8 giugno.

Quali sono le modifiche ‘killer’? Presto detto.

Partiamo dal primo, farneticante, ‘requisito’ per poter intervenire su una querela e giudicarla ‘temeraria’.

Deve trattarsi di un articolo ‘cross border’, ossia a livello internazionale o, se preferite, transnazionale. Cosa ben rara, anzi rarissima per gli articoli o inchieste che riguardano il boss, il faccendiere o il politico siciliano o campano. Requisito, quindi, fatto apposta per ‘ammazzare’ sul nascere le sanzioni che possono raggiungere le querele temerarie.

Altrettanto folle il secondo requisito previsto. Deve trattarsi – così stabilisce mamma UE – di “casi manifestamente infondati”, ossia casi con “una pretesa così palesemente infondata che non vi è spazio per alcun ragionevole dubbio”. Ovvio – lo sa anche uno studente delle medie – che qualsiasi studio legale minimamente attrezzato presenti una querela con un fondamento minimo, e non totalmente inventata. Quindi, a questo punto, diventa molto difficile, se non impossibile, stabilire la ‘totale, palese infondatezza’ della querela stessa.

Terzo grosso limite. Non viene più previsto, dalla modifica ‘killer’, alcuna sanzione per chi presenti una querela temeraria: per la serie, chi la avanza, poi la passa liscia, non subisce alcuna conseguenza per aver non solo minacciato ingiustamente il reporter, ma anche per aver ‘intasato’ e ‘scomodato’ le aule di giustizia. Va a farsi fottere, quindi, uno dei cardini sempre ‘vagheggiati’ da chi lotta contro le querele assassine: ossia la previsione, per chi la presenta, di una sanzione ad hoc. Ad esempio: tu mi chiedi 1 milione come risarcimento danni per un articolo, a questo punto depositi un tot (ad esempio il 5 per cento della somma richiesta) come ‘cauzione’. Se vinci ovviamente te lo riprendi, ma se perdi, va al giornalista ingiustamente e pretestuosamente tirato in ballo. Questa giusta sanzione, con le modifiche di mamma UE, va a farsi benedire.

Quindi un vero disastro, una Caporetto su tutta la linea per la libera informazione.

Per fortuna, comunque, una serie di sigle & associazioni si sono svegliate dal letargo, hanno preso carta e penna e hanno denunciato la mala-UE: che è ormai diventata un vero laboratorio di affari, tresche & connection, come dimostrano ampiamente il ‘Qatargate’ e, soprattutto, il non ancora esploso ‘Pfizergate’.

E a prendere il testimone della ‘sollevazione’ contro la ‘modifica killer’ preparata dalla UE, è stato il figlio della giornalista-coraggio maltese, Daphne Caruana Galizia, ammazzata perché aveva alzato il velo sugli sporchi business dei pezzi da novanta locali.

Suo figlio, Andrew Caruana Galizia, ha firmato a fine giugno per il ‘Financial Times’ un fondo dove ricorda la madre: “Nei mesi precedenti all’assassinio, ha affrontato una campagna di molestie legali sotto forma di infondate cause di diffamazione intentate contro di lei da politici e loro partner d’affari. L’obiettivo di queste cause non era mai la vittoria per i querelanti, ma piuttosto logorare nostra madre. Dopo la sua morte, insieme al suo conto bancario congelato, abbiamo ereditato i casi civili di diffamazione ancora aperti contro di lei”.

Parole scolpite come pietre.

Carlo Nordio

E che raccontano la storia ormai quarantennale della ‘Voce’, bersagliata nel corso degli anni da decine e decine di querele penali e cause civili del tutto infondate, campate per aria, intentate solo – come sottolinea Andrew Caruana Galizia – per sfiancare, logorare la testata e i giornalisti che hanno il coraggio civile di puntare l’indice, denunciare il malaffare, spesso e volentieri ‘giocato’ per far milioni e milioni a palate sulla pelle dei cittadini.

In basso, cliccando sul LINK, potete leggere il testo di una lettera inviata dal gruppo anti-SLAPP al nostro ministro della Giustizia, Carlo Nordio, affinchè intervenga su questa bollente materia e faccia sentire la voce del nostro Paese. Difficile che possa accadere, visto che purtroppo il governo Meloni ci sta costringendo ad un vergognoso slalom tra sporche storie di tanti, troppi esponenti del suo partito: da Santanchè a Delmastro passando per la seconda carica dello Stato, BENITO I. La Russa.

 

 

LINK

LETTERA al MINISTRO della Giustizia italiano

 

 

 LINK VOCE

VOCE SOTTO ATTACCO / LE PROSSIME TRE BATTAGLIE LEGALI – SOSTENETE LA VOCE!

INDISCRIMINATO ASSALTO AI GIORNALISTI / INTERVIENE L’UNESCO, MA LA POLITICA E’ MUTA


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