Rascel profetico: “È arrivata la tempesta…”

Titolo di Repubblica: “Il vento della destra”. Il giornale diretto da Molinari infierisce senza esagerare sulla sinistra, s’impedisce di mortificare il partito democratico e assimila la nuova sconfitta elettorale all’idea delle folate che scuotono molto più di mezzo mondo. Non serve essere esperti di statistica, basta memorizzare, anche approssimativamente, il numero di Paesi investiti dall’onda ventosa della destra e in dettaglio i residui di comunismo della Cina, della Corea e Nord, esondati in regime dittatoriale, la destrofilia appena mascherata di India e Russia, la sponda  ultra conservatrice degli Stati Uniti, il lungo fil noir della gran Bretagna con i conservatori, la Francia della Le Pen, in pauroso crescendo, la brusca svolta antisocialista della Spagna, che legittima l’espansione dei fascisti di  Vox, la Turchia riconsegnata a Erdogan, il destrismo dell’Ungheria di Orban, di confratelli dell’est e del nord Europa, il neofascismo al potere nel Bel Paese, nell’Italia della Repubblica liberata dal Ventennio, ma non del tutto. Vento di destra? Magari. Imperversa per ogni dove un micidiale tornado, e la distratta democrazia mondiale se ne avvede quando oramai ha fatto danni, forse irreparabili il devastante incontro di monsoni, cicloni, uragani.

L’Italia si consegna alla destra, ignora con ripetuti colpi di spugna i disastri del fascismo, disattende i moniti della Costituzione a vietare rigurgiti del Ventennio, disarma politicamente l’antidoto a pericolose nostalgie, tradisce la vocazione della sinistra di rappresentare politicamene la classe operaia, le fasce sociali deboli. Di che sorprendersi se l’Italia volta le spalle alla sinistra inquinata da spinte interne liberal-social-democratiche, svilita dagli arrembaggi  delle correnti interne, priva di un progetto spendibile nell’immediato e nel lungo termine, boicottata da quinte colonne e scissioni, priva di successori carismatici post Berlinguer.

Elly Schlein ha davanti a sé un bivio di evidente problematicità. Può assecondare il suo ‘io’, che dice e soprattutto fa cose di sinistra, ma consapevole di affrontare un insidioso e per nulla breve percorso di rifondazione, la scontata opposizione interna, o arrendersi alle componenti moderate del Pd, a un quieto quanto perdente riformismo. Profeta in patria il sommo Dante. Ammonì l’umanità con il significativo Qui si parrà la tua nobilitate”


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