Da domani si vedrà… sarà quel che sarà

Il ‘governo del poi del faremo, del futuro remoto’, si dà appuntamento al prossimo martedì per un consiglio dei ministri che con una settimana di ritardo decreterà lo stato di emergenza per il disastro ambientale dell’Emilia-Romagna. Cosa c’è dietro lo scandaloso rinvio? Deputati, senatori, ministri e sottosegretari, per irresponsabile consuetudine, aderiscono al rito del sabato e della domenica vacanzieri, del lunedì di assenza in parlamento per smaltire le ‘fatiche del weekend. Soprattutto, il rinvio a martedì consentirà alla Meloni di tornare in Italia dal Giappone, per non perdersi la passerella della solidarietà all’Emilia.

È in corso in Giappone il G7 2023. In rappresentanza dell’Italia vi partecipa Giorgia, che da qualche tempo, impegnata in campagna elettorale permanente, abita in aereo e fa scalo in mezzo mondo per accreditare sé stessa e la falsa identità moderata di Fratelli d’Italia. L’inganno è quotidianamente smascherato dalla cronaca di sue e fatti della cerchia di sudditi, di parenti stretti o larghi, dei ‘nei secoli fedeli’ La Russa, Crosetto, Lollobrigida, Donzelli, che fingono di essere all’oscuro di raduni fascisti anticostituzionali e violenze dell’estrema destra. Nel tour promozionale, “Yo soy Giorgia” ha riservato il sorriso permanente solo ai fotoreporter. Si è spento nel vis a vis con Macron, che tenero non è con il governo italiano di destra, accusato di disumanità per le morti e la pessima accoglienza dei migranti: reprimenda attenuata con un successivo atto di generosa assoluzione. È smorfia la reazione della Meloni, altro che sorriso, durante il bilaterale con Trudeau, premier canadese, che si è detto preoccupato per l’ostracismo del governo italiano al riconoscimento dei diritti Lgbtq, dei ‘sessualmente diversi”, della complicità con il sovranismo di Paesi dell’est europeo. La Meloni non ha nascosto la rabbia per l’incidente di percorso. C’è un terzo “caso” e rattrista il tour della ‘borgatara’ presidentessa del consiglio. Forse ispirata dal militarismo di Crosetto e ipotizzando di giustificare lo scippo del reddito di cittadinanza ai giovani, la Meloni ha ipotizzato il ripristino del servizio militare di leva volontario. A sostegno della ‘brillante idea’ si mobilita La Russa, con l’annuncio di un disegno di legge che prevede una ‘naja’ di 40 giorni, come alternativa al servizio civile. Il rude Salvini, per non essere da meno, propone un progetto di legge che offra la possibilità di affiliarsi al un servizio militare o civile ‘universale’, con questa ‘nobile’ motivazione: “Consentire a tanti giovani che lo desiderano di far parte delle forze armate, per esprimere il loro desiderio di onorare la patria con un servizio di breve periodo. Lo dico con l’esperienza di chi ha fatto la leva, ormai tanto tempo fa: è una scelta di solidarietà e impegno pubblico, oltre che una straordinaria esperienza di vita”


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