Acqua alta

E gli anni passano, inesorabili. Le signore nascondono con garbo la loro età, per istintiva, convinta vanità: “Alle donne non si chiede”. Dal guardaroba, dove conservano gelosamente abiti accumulati in decenni, tirano via i ‘capi’ indossati quando il corpo giovane era snello e pazienza se la taglia non è più quella di una volta. Ripongono gli abiti in naftalina, con la speranza di indossarli a fine dieta. Nei cassetti personali, in totale confusione, convivono foto del matrimonio, spille che ricordano doni di compleanni e anniversari, lettere d’amore, coroncine, numeri di telefono (“Questo di chi sarà?”), piccoli souvenir di vacanze estive, ninnoli, bottoni, ricordi custoditi con cura, per non dimenticare, perché la memoria vacilla. “Chissà, quando non ci sarò più butteranno tutto, peccato”.

Gli anni passano. I ripostigli per lo più sono proprietà degli uomini, che l’età la dichiarano orgogliosamente per sentirsi dire “Ma va, dimostri vent’anni in meno”. In una cassetta di vini, dono natalizio di amici viticultori, gli over…conservano in disordine ‘ordinato’ martelli, tenaglie, lime, chiavi inglesi, seghetti, fil di ferro, metri, cesoie, taglierini, dadi e bulloni, chiodi, viti, giraviti, rondelle. In uno scatolone alla rinfusa sono finiti nel tempo, mai usati, una saldatrice, seghe circolari, cineserie. Un paio di scatole delle scarpe custodiscono i materiali elettrici: spine, fili, interruttori, lampadine, prese multiple.

Lei ha provato più volte a liberarsene, lui ha resistito. Conserva tutto, per lasciarlo in eredità ad Alfonsino, nipote tuttofare.

La casa è piena di oggetti. Su una lunga mensola bomboniere, statuine, decine di foto in cornice, portafortuna. Sui mobili vasi, centrini, candele, un orologio d’epoca incastonato in una bacheca di  legno.  Alle pareti quadri di nature morte, paesaggi, stampe dell’ottocento. In ampi cassettoni, quanto residua della dote, lenzuola, coperte, asciugamani. Nel mobile ad ante di Ikea si accumulano cartelle di bollette pagate, contratti assicurativi, radiografie, analisi cliniche, fatture, rubriche di indirizzi, biglietti di auguri, vecchie agende. Vecchiume da sfogliare, per rivivere il tempo che fu.

“Non si butta niente, è la nostra vita”. L’idea è condivisa “A buttare tutto ci penseranno altri, quando non ci saremo più”.

Piove da giorni, ma stanotte di più, fa paura il rumore del fiume in piena che trascina a valle tutto quello che incontra. Non fa dormire. Si alzano, lui e lei, i piedi finiscono nell’acqua, che lambisce il letto e sale paurosamente di livello. La casa su due piani dista pochi metri dal fiume. Al primo piano, acqua e fango hanno sommerso mobili, cassetti, quadri, oggetti, abiti. Qualcosa è perduto per sempre, non resta che piangere. Si rifugiano in terrazzo. Per fortuna un elicottero li avvista. Almeno la vita è salva.

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