Omissioni e non solo

Dire, ma soprattutto fare cose di sinistra, invito a chi condivide la sterzata ‘rivoluzionaria’ per scardinare il sistema Meloni e tornare alla democrazia non inquinata da scorie di regime mussoliniano. Alcune edicole sopravvissute alla crisi della carta stampata sono aperte fino a tarda sera. Se non siete lettori abituali di Repubblica acquistate una copia del quotidiano diretto da Molinari, il numero di oggi è imperdibile. In quattro pagine (19,20,21,22) dipana l’indagine giornalistica che in sette lunghi mesi di lavoro investigativo smonta il castello autocelebrativo racchiuso in “Io sono Giorgia”, edito da Rizzoli. Euro 18. Il libro ha reso opulento il tesoretto della Meloni, best seller e risvolto paradossale del plagio di chi l’ha proiettata alla presidenza del consiglio abitato da fratelli e camerati d’Italia. L’inchiesta mette a nudo gravi omissioni e distorsioni della realtà, ridisegna i 50 anni della borgatara della Garbatella e del suo entourage familiare, individua operazioni immobiliari incompatibili con l’autocommiserazione di ‘poverella con infanzia disagiata’. A proposito di omissioni. Ne compie ogni giorno la Meloni, finge di non essere informata delle quotidiane manifestazioni di neo nazifascismo. L’ultima, raccontata da Berizzi (Repubblica): tale Mirko Tiso, militante neonazista, è candidato a sindaco di Azzate, in provincia di Varese.  Nel bar della località lombarda si può ‘ammirare’ una sua fotografia in maniche di camicia, sul braccio il tatuaggio di Mussolini e la didascalia è in caratteri da fascio littorio.

Il potere induttivo di particolari notizie è un bel problema che l’etica del sistema mediatico purtroppo non si pone. Un esempio terra, terra, ma paradigmatico. In corso di Tg regionale, nel ruolo di conduttore, ha dato  la notizia della prima volta di una rapina compiuta nello studio di un medico: irruzione pistola in pugno, derubati pazienti e doc. Nei giorni successivi episodi analoghi, a ripetizione. Tragica è la scoperta di quanto si è diffusa la piaga della pedofilia, del bullismo, del razzismo degli  ultras, delle violenze su bambini, anziani e perfino sugli handicappati, di stupri, femminicidi. Quanto incide l’emulazione nella drammatica serialità di comportamenti disumani? Oltre a follia omicida, cos’altro è colpa delle stragi quotidiane nelle scuole americane?

Non è da sottovalutare la contestazione a Landini degli universitari in lotta per il diritto allo studio di tutti, contro il disagio insostenibile per i costi di affitto dei fuori sede, l’onere delle tasse, il costo dei libri, dei trasporti. Se la controparte è il governo, è anche vero che il sindacato privilegia la difesa prevalente dei lavoratori stabilmente occupati e poco spende per problemi sociali ignorati o trascurati. Lo ammette anche Landini, un attimo dopo aver indicato a giovani contestatori le responsabilità del governo. Ammette il ritardo nell’incontro con i giovani delle ‘tende’.

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