Getta la pietra e nasconde la mano

Il manipolo di Fratelli d’Italia docet. La politica ignora le ‘marce alte, la quarta, la quinta, ma se la cava benissimo con la retromarcia, la preferita del governo di destra. Come si dice a Napoli: “Votta ’a petrella e ritira ’a manella’, ovvero chi ne spara di grosse subito se le rimangia nella speranza di riconquistare la verginità perduta. Calenda ci prova. Dichiara guerra al socio Renzi, lo insulta, recede dal contratto “partito unico Azione-Italia Viva”. Non c’è Tg, o quotidiano che perda l’opportunità di riempire pagine di gossip sul tema della separazione non consensuale. Succede che i primi test elettorali e in particolare l’elezione di un sindaco del centrosinistra a Udine, grazie alla coalizione Pd-5Stelle, sembrano cancellare le aspirazioni dei partiti in corsa solitaria. Calenda, titolare di un’auto con telecamera posteriore, opera tempestivamente per una marcia all’indietro, nel tentativo di annullare il divorzio e riprendere il flirt con l’ex socio dopo venti giorni di veleni: “Renzi non è un mostro, ho sbagliato a usare toni forti (insulti, ndr). È primavera svegliatevi bambine…cantava Luciano Tajoli, mentre tratteneva un sonoro starnuto da allergia maggiolina. Di analoga patologia sono vittime i nostalgici del Ventennio che circolano nell’entourage della furbissima “Yo soy Giorgia”. Alla vigila del 25 Aprile, che ricorda l’eroismo dei partigiani, protagonisti della Liberazione dell’Italia dai crimini nazifascisti, i La Russa, Crosetto, Lollobrigida, proprio non ce la fanno a pronunciare “Antifascismo” e in delirio di smemoratezza storica tentano di omologare nazismo e comunismo dell’Unione Sovietica. Lo denuncia perfino Gianfranco Fini, ex leader di Alleanza nazionale. “Non capisco la ritrosia della destra a pronunciare la parola antifascismo…Spero che Giorgia Meloni colga questa occasione per dire senza ambiguità e reticenze che la destra italiana ha chiuso i conti con il fascismo” La clamorosa esternazione avviene nel corso del programma “Mezz’ora in più” condotto da Lucia Annunziata e provoca conati da intossicazione agli  esponenti del  vertice di Fratelli d’Italia. L’Annunziata è accusata di disprezzo del governo e in particolare di aver definito questo 25 aprile il giorno della negazione dei diritti, affermazione totalmente condivisibile: “Di quali diritti parla?” si chiedono i fratelli d’Italia. Uno fra tanti è quello che consente di esprimere liberamente le proprie opinioni, esattamente come ha fatto l’Annunziata, esattamente come fanno tg e talk show di Mediaset, i giornali della destra, con comizi di destra. Il motivo della protesta è ben altro: è un’evidente vendetta per chi ha ospitato Fini e il suo dissenso da Fratelli d’Italia, refrattari alla dizione antifascismo, impediti da ‘mussolinianismo’ a pronunciare la parola che celebra storicamente pagine di eroismo italiano.


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