MASCHERINE / UNO STUDIO INGLESE NE ACCERTA LA TOTALE INUTILITA’

Le mascherine anti covid sono totalmente inutili. Anche il loro uso in ambienti sanitari e ospedalieri non serve letteralmente a niente.

Finalmente svelata una delle tante bufale circolate in questi tre anni e smascherato l’inganno, voluto dai nostri governi, tanto per impaurire e terrorizzare meglio la gente, abituandola a subire anche i più demenziali diktat.

Non pochi ricercatori di fama lo hanno sostenuto fin da subito, che le mascherine non solo erano inutili ma recavano addirittura danni alla salute di chi era costretto a portarle (figurarsi i lavoratori obbligati a turni di 7-8 ore ‘mascherati’), perché in questo modo viene ‘ingerita’ anidride carbonica a iosa.

Uno studio scientifico elaborato da un’equipe inglese del ‘National Health System’ (NHS) finalmente ora fa chiarezza. Verrà presentato il prossimo 15 aprile a Copenhagen, in occasione del ‘European congress of clinical microbiology & infectiuos deseases’.

La ricerca scaturisce dalla minuziosa analisi dei dati raccolti sull’infezione nosocomiale da Covid 19, effettuata in un grande ospedale nell’area sud ovest di Londra, per un periodo di 40 settimane tra il 4 dicembre 2021, quando la variante Omicron è diventata dominante, e il 10 settembre 2022, quando è stato revocato l’obbligo di tampone molecolare al momento del ricovero. In sostanza, lo studio, suddiviso in due fasi, ha coperto un periodo in cui sia il personale sanitario che i visitatori erano obbligati ad usare la mascherina, e il periodo in cui negli ospedali inglesi l’obbligo non era più in vigore.

La conclusione alla quale arriva lo studio non lascia spazio ai dubbi: “Nessuna variazione nei tassi d’infezione da Covid”. Lapidario quanto basta.

E basterà questa conclusione che più chiara non si può a convincere il nostro ministro della Salute Orazio Schillaci a revocare l’assurdo obbligo oggi ancora in vigore (l’uso della mascherina in ospedali, comunità etc), almeno fino al 30 aprile, data in cui il ministero dovrà decidere se por fine alla sceneggiata o continuare con pervicacia a portarla avanti?

Il governo Meloni, infatti, sta facendo ben poco (anzi niente) per invertire la rotta dei precedenti esecutivi (Conte 1, Conte 2 e Draghi).

Orazio Schillaci

Una delle cose più gravi è il silenzio sempre tombale, omertoso e complice sull’uso dei farmaci e delle cure da usare per aggredire il Covid fin dai suoi primi sintomi: ci sono da sempre, esistono, sono in commercio e ben presenti in tutte le farmacie, anche a prezzi molto contenuti, per fare un solo esempio l’idrossiclorochina che costa pochi euro, e proprio per questo non è ‘gradita’ da Big Pharma. 

E nessuna divulgazione (un’eresia) circa gli ‘effetti avversi’ prodotti dai vaccini (in particolare quelli a mRNA, ossia ‘Pfizer’ e ‘Moderna’), soprattutto a livello cardiovascolare (aumento esponenziale di pericarditi, miocarditi, ictus, trombosi e infarti) come ormai stra-documentano tutte le statistiche e i rilevamenti internazionali, dai ‘CDC’ (‘Centers for Deseases Control’) americani al sistema europeo ‘EudraVigilance’, fino a quello italiano, AIFA, in colpevole ritardo.

Né si hanno notizie sulla tanto sbandierata ‘Commissione d’inchiesta sul Covid’che se mai vedrà la luce, sarà comunque un aborto, stando alle previsioni. Finirà per occuparsi solo dei profili burocratico-amministrativi (forniture di tamponi, mascherine, banchi a rotelle) e non delle gigantesche responsabilità politiche e scientifiche: l’aver cioè vietato – da febbraio a dicembre 2020, i mesi bollenti della pandemia – l’uso dei farmaci che avrebbero potuto salvare decine di migliaia di vite innocenti. E poi, nessun controllo sull’efficacia e soprattutto la sicurezza dei vaccini, essendoci ‘fidati’ della banda UE Ursula von der Leyen-Albert Bourla (il Ceo di ‘Pfizer’) che ha permesso la commercializzazione e l’uso di vaccini ‘sperimentali’, inefficaci’ e ‘insicuri’.

Questi sono i veri reati da accertare, degni di una ‘Corte penale internazionale’ che però è totalmente taroccata, come stiamo vedendo anche con le indagini sul ‘ratto’ dei bimbi ucraini e la richiesta d’arresto di Vladimir Putin.

 

Ma torniamo in Inghilterra per raccontare brevemente una ‘story’ davvero ai confini della realtà, che in questi giorni sta rimbalzando sui tabloid inglesi e anche ripresa con grande evidenza da una delle tivvù più seguite, ‘Channel 4’.

L’ex viceministro della Sanità, Lord James Bethell, nel corso di un’intervista si è lasciato sfuggire che nei primi, infuocati mesi di pandemia, il governo guidato da Boris Johnson non sapeva che pesci prendere e quali provvedimenti adottare. E addirittura venne prospettata l’idea di ordinare la soppressione di tutti i felini domestici, sospettando che potessero essere un ottimo veicolo di trasmissione del virus.

Ecco le parole di Lord (sic) Bethell: “C’è stato un momento in cui non avevamo le idee chiare sul fatto che gli animali domestici potessero trasmettere la malattia. In effetti, ad un certo punto, è nata l’idea che avremmo potuto chiedere al pubblico di sterminare tutti i gatti in Gran Bretagna. Riuscite ad immaginare cosa sarebbe successo se avessimo voluto farlo?”.

E farfuglia altre parole: “Per un momento c’erano state un po’ di prove intorno all’idea, dopo che un gatto siamese è stato il primo in Gran Bretagna a contrarre il Covid-19”.

La cosa poi non ha avuto seguito. Ai proprietari di gatti è stato detto di non baciare i loro animali domestici e di “osservare un’igiene molto attenta intorno a loro mentre li tenevano in casa se un membro della famiglia avesse contratto il Covid”.

Così commenta ‘Summit News’ a proposito della mancata strage di felini. “L’uccisione di gatti domestici è stato solo uno dei tanti orrori che il pubblico britannico ha quasi sfiorato nel perseguimento di un lockdown che ha avuto un impatto devastante e ha causato più danni che benefici”.

Pochi mesi fa una politica britannica, Nadine Doris, si era lasciata sfuggire un’altra agghiacciante idea balenata in alcuni ambienti politici nel pieno della pandemia: quella di separare i bimbi dai genitori e rinchiuderli in appositi ‘campi di quarantena’ in caso di infezione da Covid. Lager in piena regola. E per fortuna anche questa follia è stata poi riposta nel cassetto.

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