“È un leone, anche stavolta ce la farà”

Lunga vita a Berlusconi, la pietas non conosce confini politici e mentre si spera nella sua tempra di combattente Forza Italia in subbuglio, si affacciano ipotesi (per ora vaghe) di successione al fondatore e capo indiscusso. Uno spiraglio aperto sul futuro lo lascia intravedere la figlia Marina, che da tempo ha fatto suo il ruolo di alter ego del padre, impegnata in prima persona, erede di un impero economico da gestire in autonomia e fiera portavoce del centro-destrismo di Forza Italia. In sintesi, dopo “Yo  soy Giorgia e la rivale Elly Schlein, si proporrebbe un terzo caso rivoluzionario di donne al potere, con l’effetto collaterale di un’alleanza pregressa rispetto ai gravi problemi di salute di Berlusconi: Marina avrebbe firmato un patto di non belligeranza con la premier e stabilito un rapporto personale, per confermare l’alleanza con Fratelli d’Italia. Sullo sfondo l’ipotesi di Tajani leader, ovvero di un personaggio poco carismatico, da manovrare senza problemi. Opposto destino del partito personale di Berlusconi, che ha impedito a chiunque di assumere il ruolo di delfino-successore, è il dissolvimento di quel che resta di Forza Italia, di un esodo biblico con approdo nella destra vincente di Fratelli d’Italia (sintomatico il salto della quaglia di Malan e Marcello Pera in FdI) o nella Lega, a caccia di proseliti per rincorrere la Meloni, o nel partito di Calenda, che con ‘filosofia’ cinese aspetta sull’argine del fiume in tumulto di accogliere  forzisti delusi e senza leader. Terzo sbocco possibile del dopo Silvio è l’investitura di un esponente della famiglia in cabina di comando, per non rinunciare al parallelismo tra affari e vantaggi della partecipazione al potere, seppure in posizione di minoranza, ma comunque a tutela degli interessi di Fininvest Mediaset. La cronaca, quel poco che rompe il legittimo riserbo sulla sua condizione del paziente in terapia intensiva e alle prese con leucemia e polmonite, racconta di telefonate con Meloni e Salvini. Conoscendo l’autostima di superman avrebbe smentito di essere politicamente finito e, per impedire colpi di mano, il the end di Forza Italia.

Stregato dal mito di Berlusconi, tale Marco Macrì, sfegatato fan del ‘cavaliere’, partito da Alliste, in provincia di Lecce, è approdato al San Raffaele di Milano dopo una notte trascorsa in treno e si lasciato fotografare con alle spalle il cartello “Forza Silvio, il Salento è con te”. Intervistato ha detto: “Lo andrei a trovare anche se fosse al Polo nord perché come Silvio non c’è nessuno”.

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