USA & MELONI / UNITI NEI MASSACRI E NELLE MENZOGNE

Stati Uniti in fortissima fibrillazione per lo storico incontro a Mosca tra Vladimir Putin e l’appena rieletto (per il terzo mandato) presidente cinese Xi Jinping. Incontro dal quale non solo può uscir fuori un Piano comune tra i due paesi per porre termine al conflitto in Ucraina, ma che rinsalda fortemente i rapporti non solo politici ma anche economici tra Cina e Russia, il cui interscambio commerciale ha raggiunto nell’ultimo anno livelli record.

Tutto ciò non va giù alla Casa Bianca e ai falchi del ‘Dipartimento di Stato’, i quali a tutti i costi vogliono che il conflitto si prolunghi il più possibile: chissenefrega se la guerra sarà “fino all’ultimo ucriano” – come dicono all’unisono il burattinaio Joe Biden e il burattino Volodymyr Zelensky – basta che il ‘macellaio’ e rapitore di bambini Putin venga detronizzato e il suo paese esca fortemente indebolito, praticamente a pezzi, dal conflitto.

Affinchè poi gli Usa possano dedicarsi anima e corpo, missili & tank, al vero nemico che ossessiona i sonni di repubblicani e democratici, una volta tanto uniti in modo trasversale: l’odiata Cina, che li sta superando in tromba sotto il profilo finanziario, economico e commerciale

A dimostrazione della assoluta “non volontà” Usa di una fine del conflitto e un avvio di seri negoziati e trattative, percorrendo quella via diplomatica calpestata dall’Occidente e invocata quasi in solitudine da Papa Francesco, ecco le ultime parole pronunciate dai sempre più guerrafondai vertici Usa.

Anthony Blinken. Sopra, l’incontro fra Putin e Xi Jinping

Chiarissimo il numero uno del Dipartimento di Stato, Tony Blinken: l’incontro di Mosca – afferma senza peli sulla lingua – non conta nulla. La bozza di pace cinese è carta straccia. Il conflitto deve continuare a oltranza. Più chiari di così – è il caso proprio di dire in frangenti drammatici come questi – si muore.

Ribadisce i concetti un altro pezzo da novanta nell’establishment Usa, John Kirby, portavoce del ‘Consiglio di Sicurezza Nazionale’, che nel corso di una fresca intervista rilasciata alla grossa emittente ‘Fox News’ dichiara: “Washington è fermamente contraria a un cessate il fuoco tra le parti”.

Qualsiasi iniziativa di pace – incalza – nella situazione attuale è inaccettabile”, annunciando che qualsiasi proposta di cessazione del conflitto che scaturisse dagli incontri fra Putin e Xi sarebbe subito rispedita al mittente.

Quello che abbiamo detto prima, e lo diremo di nuovo oggi, che se all’esito di questo incontro ci sarà una sorta di appello per il cessate il fuoco, beh, sarà semplicemente inaccettabile perché tutto ciò che farà… è ratificare la conquista russa fino ad oggi”.

Kirby prosegue spiegando come ultimamente Russia e Cina “stanno aumentando la loro collaborazione e il loro rapporto”, quasi a raccontare una novità che è sotto gli occhi di tutti.

I due paesi – secondo il Verbo di Kirby – “si sono uniti per scardinare e riscrivere le regole del gioco a livello globale, si tanno sbattendo contro questo ordine internazionale basato su regole che gli Stati Uniti e tanti dei nostri alleati e partner hanno costruito dalla fine della seconda guerra mondiale”.

Parole che mostrano una fortissima dose di paura e di tensione, proprio nel timore di perdere quel Potere assoluto fino ad oggi cumulato, e costruito sulla base delle armi, del sangue, dei massacri e delle invasioni di interi paesi, nella logica del più sporco imperialismo.

 

Passiamo all’Italia ed al vergognoso discorso pronunciato dal sempre più invasato primo ministro, Giorgia Meloni, a palazzo Madama, in vista del prossimo Consiglio europeo.

Ecco il cuore del suo intervento, una vera genuflessione ai piedi di Washington e della NATO, una totale fedeltà atlantica, una garanzia di continui invii di armi all’Ucraina (il cui nome è stato   pronunciato almeno una dozzina di volte): “Noi inviamo armi all’Ucraina anche per poter tenere la guerra lontana dal resto d’Europa e da casa nostra. Raccontare agli italiani che se non fornissimo armi all’Ucraina si potrebbero aumentare le pensioni e ridurre le tasse è una menzogna che intendo chiamare con il suo nome”.

Giorgia Meloni

L’invio continuo di armi all’Ucraina è e continua ad essere una vergogna, denunciata unicamente dai 5 Stelle di Giuseppe Conte mentre fino a questo momento il PD di Elly Schelin si barcamena   con un pilatesco ‘sì all’invio di armi senza però tralasciare la via diplomatica’: ma verrà presto il momento in cui il neo segretario dovrà ‘diventare grande’ e prendere una decisione senza tentennamenti: Pace sì o Pace no??

E il primo ministro Meloni intende, imperterrito, proseguire su questa strada di sangue & massacri senza batter ciglio, più realista del re.

Ma a raccontar menzogne è proprio lei, per prima.

Prendiamo la storia delle pensioni che, rammentiamolo bene, in Francia sta facendo incazzare i cittadini e sta picconando la ‘Bastiglia’ in cui s’è arroccato Emmanuel Macron. E pensare che la ‘querelle’ è solo sui 2 anni in più o in meno per l’età pensionabile.

Sapete a quanto ammontano le pensioni sociali minime in Francia? 1.200 euro tondi. Eppure fanno la rivoluzione.

Sapete quando prendono i nostri pensionati minimi? 600 euro, cifra raggiunta grazie al ‘cadeau’ da 35 euro buttato da lady Meloni lì come una mancia per i mendicanti, visto che prima erano da 575 euro.

Ma non si vergogna, Meloni, a pronunciare quelle parole sapendo quanto il suo governo non ha fatto e non fa, tradendo i pensionati e lasciandoli in condizioni di fame?

Secondo i calcoli dell’attendibile ‘Osservatorio Cottarelli’, per un raddoppio delle minime, vale a dire portarle a 1.000 euro per un livello di sussistenza minimamente dignitoso, occorrono 19 miliardi di euro. Non si tratta di una cifra mostruosa, e che permetterebbe di poter affermare, a buon titolo, di aver risolto almeno mezzo problema della povertà in Italia (non la boutade di Giggino Di Maio quando annunciò dal suo balcone di aver risolto il problema totale della povertà col reddito di cittadinanza).

E allora, quelle armi inviate in Ucraina gridano vendetta proprio perché sono soldi sottratti ai nostri pensionati che muoiono di fame.

Dirà Meloni: ma noi fino ad oggi abbiamo mandato armi solo per 500 milioni di euro!

E dove mettiamo la scellerata gestione economica di questo ultimo anno (in coabitazione tra i cascami del governo Draghi e i primi mesi dell’esecutivo Meloni) che – secondo i calcoli di ‘Money’ – hanno depauperato il paese (tra inflazione, caro bollette, aiuti all’Ucraina, maggiori spese militari, crollo del Pil e via di questo passo) per quasi 200 miliardi di euro?

Avesse avuto un minimo di dignità, il primo ministro Meloni avrebbe dovuto promettere, per il primo anno, solo due cose, concrete e da attuare subito: raddoppio delle pensioni minime sociali (abbiamo calcolato, 20 miliardi di euro) e razionalizzazione del reddito di cittadinanza, soprattutto creando percorsi ‘certi’ di avvio al lavoro per i giovani, attivando una volta per tutte quei carrozzoni inutili dei centri per l’impiego. Due impegni seri, da realizzare in 12 mesi 12.

E invece: bagarre sul contante, provvedimenti anti rave, caccia al migrante, e, ciliegina sulla torta, sempre ok a ‘buana’ Biden per l’invio di armi, armi armi a Kiev.

Vergogna.

Ma quando scendono in piazza i dormienti sindacati, i 5 stelle, il PD made in Schlein e soprattutto quella marea di non votanti che è ormai salita al 60 per cento, schifata da questa politica di merda, solo finalizzata a calpestare i diritti di chi ha già poco o niente?


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