TURISMO A NAPOLI / L’ANALISI DEL ‘DECANO’ DEGLI ALBERGATORI, SERGIO MAIONE  

Finalmente segnali più che confortanti per il settore alberghiero.

La ‘lieta novella’ arriva da uno degli osservatori privilegiati, la struttura con maggior storia nel panorama partenopeo, l’Hotel Vesuvio.

La copertina del libro sulla storia del Grand Hotel Vesuvio

Un albergo, una storia: come emerge dall’elegante pubblicazione di ‘Guida Editori’, “Grand Hotel Vesuvio – Napoli, 1882-2022”, firmata da Annunziata Berrino, docente di ‘Storia Contemporanea’ del Dipartimento di studi umanistici alla Federico II di Napoli e direttrice del ‘Centro interdisciplinare di ricerca sull’iconografia delle città europea’. Un libro del quale scriveremo presto, perché contiene notizie inedite su Napoli e un preziosissimo corredo iconografico.

 

 

 

Ma torniamo all’andamento dei flussi turistici, secondo le parole del decano degli albergatori napoletani, l’avvocato Sergio Maione.

 

Il dato più confortante è che siamo non solo usciti dal tunnel, ma abbiamo recuperato in modo sensibile e le cifre documentano un leggero ma significativo aumento delle presenze rispetto al 2019, che fu un anno boom prima della pandemia”.

Per Pasqua abbiamo prenotazioni che arrivano all’85 per cento, mentre già ora possiamo registrare un 70 per cento abbondante di prenotazioni fino a novembre, e mancano ancora parecchi mesi utili per farlo. Insomma, le cose vanno oltre le più rosee previsioni”

Possiamo dividere la clientela praticamente in tre fasce: oltre un terzo sono americani, un altro terzo sono presenze europee, soprattutto tedeschi, francesi e spagnoli, la terza quota è composta da italiani. Ah, dimenticavo un 4-5 per cento di giapponesi. Le presenze russe erano già basse prima del conflitto, non oltre l’1 per cento”.

Attualmente abbiamo 90 occupati a tempo indeterminato, e stiamo cercando di assumere personale qualificato: ma le risposte mancano, arrivano pochissimi curricula, e questo dato è un po’ uno spaccato della situazione lavorativa in Italia, dove mancano purtroppo oggi le figure di personale qualificato. Vorremo tornare a quel numero massimo di occupati che avemmo negli anni d’oro, erano 118. Possiamo farcela”.

Sergio Maione

Nel periodo di grossa crisi causata dalla pandemia, abbiamo sospeso l’attività per diversi mesi, con il lockdown, ma non abbiamo mai licenziato nessun dipendente: alcuni hanno trovato un altro lavoro o sono andati all’estero, per la gran parte abbiamo tenuto attraverso la cassa integrazione”.

 

Ci auguriamo che venga presto approvata dal governo una legge ad hoc per un risparmio contributivo a fronte di nuove assunzioni a tempo indeterminato: sarebbe la via giusta per tornare, appunto, a quei livelli occupazionali di un tempo”.

Sul fronte cittadino, ci sono da affrontare i problemi atavici e mai risolti negli ultimi decenni: dalla microcriminalità ai trasporti, passando per l’arredo urbano e la manutenzione stradale. Ma qualche segnale positivo comunque va registrato: finalmente ci sono più cantieri in città, per effettuare i lavori più necessari e urgenti”.

Per quanto concerne la microcriminalità ci si basa molto sugli impianti di videosorveglianza ma non basta: occorre un presidio molto più capillare delle forze dell’ordine sul territorio, soprattutto per il week end, dove la situazione diventa spesso ingestibile”.

Avremo un grosso problema con il Castel dell’Ovo, che è una delle maggiori attrazioni storiche. Sono previsti lavori per la durata di due anni, perché è ridotto in condizioni precarie. Ma ci auguriamo che i tempi possano essere più contenuti, pur facendo tutti i lavori previsti dalla Sovrintendenza al meglio”.


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