SENTENZA ‘STORICA’ DEL TRIBUNALE MILITARE DI NAPOLI / L’EFFICACIA DEI VACCINI E’ PARI A ZERO

L’efficacia dei vaccini anticovid è pari a zero. I vaccini, cioè, non garantiscono alcuna immunizzazione.

Lo ha appena dichiarato, nero su bianco, il Tribunale Militare di Napoli chiamato a pronunciarsi in una vicenda che riguardava un militare e l’obbligo di Green Pass, all’epoca, per accedere nei luoghi di lavoro e quindi anche in caserma.

Il giudice dell’udienza preliminare, Andrea Cruciani, si è pronunciato per il “non luogo a procedere ai sensi dell’articolo 425”, con la motivazione che “l’inoffensività della condotta discende in particolare dal rilievo che l’ingresso in caserma dell’imputato – soggetto non vaccinato e quindi sprovvisto del green pass – non ha determinato alcun rischio maggiore per la salute pubblica rispetto all’ingresso di soggetti vaccinati provvisti di green pass”.

Di gran peso diversi passaggi della sentenza, che di seguito riportiamo testualmente.

“Questo Giudice rileva che i vaccini per SARS-CoV-2 in commercio non sono strumenti atti in alcun modo a prevenire il contagio dal virus. Qui – precisa Cruciani – non si discute della idoneità o meno dei vaccini in commercio a prevenire le forme acute della malattia, bensì della capacità, o meglio dellaincapacità di tali vaccini quale strumento di prevenzione del contagio”.

Prosegue la motivazione: “Il Giudice, quindi, non può limitarsi a recepire passivamente e supinamente dei dati scientifici non definitivi e provvisori, sia pur provenienti dalle autorità nazionali e internazionali preposte alla ricerca scientifica, con apodittici richiami a tali dati. Nel caso che ci occupa, questo Giudice ritiene non provata l’efficacia vaccinale per SARS-CoV-2 quale strumento di prevenzione del contagioe ciò lo si ripete non solo in una misura prossima al 100 per cento bensì in una qualsiasi misura percentuale superiore allo zero – risultando piuttosto quale fatto notorio, cioè quale dato incontrovertibile emergente dal naturale accadimento dei fatti (id quod plerumque accidir), che i soggetti vaccinati per SARS-CoV-2 possano contrarre e trasmettere contagio e che, di conseguenza, dal punto di vista epidemiologico, vaccinati e non vaccinati, vanno necessariamente trattati come soggetti tra loro sostanzialmente equivalenti”.

Passa poi, il gip, ad analizzare alcuni aspetti in materia di diritto al lavoro, calpestati dal governo Draghi via Green Pass.

Una tale interpretazione restrittiva, esasperatamente formalistica e cinica, finisce anche per svilire la centralità che la stessa Costituzione attribuisce al lavoro, quale imprescindibile mezzo di sostentamento e di sviluppo della persona umana. Sul lavoro, infatti, si fonda non solo la dignità professionale ma anche la dignità personale dell’essere umano che vuole mantenersi con le proprie forze. Il lavoro, per una persona che intenda vivere una vita libera e dignitosa, non è una scelta, bensì una necessità. Non vi è quindi margine di scelta alcuno per il lavoratore, il quale se vuole continuare a sopravvivere dignitosamente, si vede costretto a sottoporsi al trattamento sanitario obbligatorio essendo previsto, per il caso di non adempimento, la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione”.

Vivaddio, finalmente c’è un giudice non a Berlino, ma a Napoli. Ed   in servizio addirittura al Tribunale Militare.

 

Una sentenza esemplare. Viene da dire ‘storica’.

Un sonoro ceffone ai soloni della Corte Costituzionale che hanno in sostanza avallato la politica dell’ex premier Mario Draghi proprio in tema di Green Pass.

Un colpo da ko per i tanti soloni, virologi taroccati, virostar da salotto, responsabili sanitari, e ancor più politici che ci hanno portato allo sfascio economico e sociale provocato dai lockdown.

Una autentica lezione per quel Draghi che etichettò come ‘assassini’ e ‘criminali’ tutti coloro i quali non volevano sottoporsi alla folle e quella sì ‘criminale’ nel senso più completo del termine ‘obbligatorietà vaccinale’.

Soprattutto oggi, in presenza delle centinaia di migliaia, anzi milioni, di ‘effetti avversi’ che si registrano in tutto il mondo. Abbiamo più volte rammentato le tragiche cifre (e in largo difetto) rese note a settembre dai ‘CDC’ (‘Centers for Deseases Control’) americani, che documentano la stratosferica cifra di 10.000.000 (dieci milioni, avete letto bene) di effetti avversi nei soli Stati Uniti, dei quali il 50 per cento circa rientra tra i ‘gravi’, soprattutto a carico del sistema cardiocircolatorio con pericarditi, miocarditi, fino a ictus, trombosi e infarti.

Non meno tragici i dati appena diffusi in Europa dal sistema di monitoraggio ‘EudraVigilance’.

E nessuno fa niente, nessuna autorità politica nazionale o estera prende i provvedimenti necessari per frenare l’ondata crescente di ‘effetti avversi’.

Ai confini della realtà.

La sentenza del tribunale militare partenopeo, comunque, riguarda l’efficaciadei vaccini, ormai ritenuta praticamente da tutta la comunità scientifica sempre più bassa: praticamente pari a zero, come giustamente sottolinea il gip Cruciani.

E pensare che appena un mese dopo il lancio dei ‘miracolosi’ vaccini, le star di Big Pharma prime a tagliare il traguardo, ‘Pfizer’ e ‘Moderna’, sbandierarono a tutto il mondo percentuali stratosferiche, pari al 93-94 per cento.

Appena un mese dopo, gennaio 2021, vennero clamorosamente sbugiardate da un editoriale al vetriolo pubblicato sull’autorevole ‘British Medical Journal’dal suo coeditore e direttore scientifico, Peter Doshi: il quale scrisse di una percentuale di ‘efficacia’ non superiore al 20 per cento.

E nessuna Autorità scientifica e politica nazionale e internazionale osò dir niente: tutti zitti e muti, complici e collusi nella più grande truffa del secolo, sulla pelle dei cittadini e con i soldi dei cittadini!

 

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