DONNE CONTRO

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– Comme t’ha fatto mammeta ’o saccio meglio ‘e te –

Lo canta la saggezza napoletana quando vuol dare per scontato un ‘fatto’. Nel caso in questione l’incipit della rinascita, della rifondazione della sinistra rinviata sine die dai vertici sonnolenti del dopo Pci. Nun ce vò  zingara p’ ’nduvina’, per capire che a risuscitare un partito in coma poteva essere solo una spallata sismica, uno tsunami spazza passato. Dalla vetta immobile del Pd, occupata dall’apparato, abitata da molteplici segmenti detti ‘correnti’, è venuta giù un’imponente valanga e potrebbe averle frantumate, ridotte in macerie. È questo l’esito dell’accadimento che avrebbe scosso dalle fondamenta il derelitto Pd? L’irruzione di Elly Schlein nel ‘mar morto’ del Nazareno agirà profondamente sull’attesa di un presidio fortemente progressista e con quale accelerazione? Dire e soprattutto fare cose di sinistra emarginerà le anime dei moderati inglobati dal Pd in decenni di snaturamento? Il loro probabile esodo sarà compensato dal recupero degli italiani del disagio, dai lavoratori, dai giovani?  Nulla è scontato e il progetto politico della neo segretaria è per ora un’interessante ipotesi il progetto politico della neo segretaria. Intanto si profila l’incognita del bipolarismo ideologico del vertice, del Pd a presidenza Bonaccini. Prende consistenza, per ora contenuta, ma costante, la curva discendente del consenso al partito della Meloni in parallelo con il gradimento personale, in terza posizione dopo Papa Francesco e il presidente Mattarella. Sorprendente è l’inedito 36% di ‘like’ per la Schlein, appena apparsa alla ribalta della notorietà, ancora sconosciuta a molti italiani (al 30%). La segretaria del Pd è giàseconda nella classifica di gradimento dei leader politici e supera Giuseppe Conte (29)Matteo Salvini (27) e Silvio Berlusconi (27). Sgomberato il campo dalle incertezze, dalle incognite, da pronostici prematuri, si delinea come molto attendibile il futuro prossimo di un testa a testa Meloni-Schlein e l’esito, di là dalle chance personali delle due leader si annuncia largamente determinato dalle quote di consenso ai rispettivi partiti. La premier, riuscirà e fino a quando, a coprire gli errori clamorosi di La Russa, Piantedosi, Valditara, Nordio, Donzelli…? Come se la caverà con l’abiura del fascismo se deve fingere ogni giorno l’estraneità a raduni e violenze di camerati? La segretaria Pd avrà il polso fermo per impedire il fuoco amico, la minaccia di franchi tiratori ostili alla sua ‘rivoluzione’? Trasformerà in concretezza le buone intenzioni annunciate durante la campagna per le primarie? E come spiegare l’obnubilazione degli italiani che sorvolano sulla disumanità di “Yo soy Giorgia, donna, madre, cristiana”, che diserta il palasport con le bare dei naufraghi morti per mancato soccorso, condivide l’inopportuna divagazione di Salvini festaiolo e tra brindisi e burlesque ignora i funerali di profughi in corso a Bologna, il recupero di un’altra bambina vittima del naufragio. Nella cronaca della fuga da Roma della Meloni, che congeda frettolosamente Netanyau, per augurare buon compleanno a Salvini, non c’è traccia che sveli se ha volato con un aereo di linea, uno privato o di Stato. Dettaglio da non trascurare. Nella sontuosa ‘Nuvola’ di Fuksas, Elly Schlein è proclamata ufficialmente segretaria del Pd. Non era più coerente scegliere per questa cerimonia un capannone industriale abbandonato da una multinazionale che ha licenziato i lavoratori senza motivo?

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