DOPO CUTRO / PROMOSSO GUIDO CROSETTO. CHE SI E’ GIA’ FATTO IL ‘TEAM’

Dopo la tragedia di Cutro, il primo ministro Giorgia Meloni cerca di correre ai ripari, in pratica ridimensionando, e non di poco, la Lega.

In sostanza, il ministro degli Interni Matteo Piantedosi viene ‘commissariato’, limitato nei suoi poteri in materia di coste, migranti e controllo sulla Marina militare. E lo stesso accade al capo del Carroccio Matteo Salvini, che ha sempre rivendicato i suoi poteri, mostrando agli italiani la mascella forte anti-immigrati, e col suo chiodo fisso dei ‘Decreti Sicurezza’.

Tra i due leghisti ‘bastonati’ ecco emergere con maggior forza – e poteri – quella del ministro della Difesa, Guido Crosetto, il fedelissimo di Giorgia Meloni, con la quale ha praticamente tenuto a battesimo Fratelli d’Italia.

Ecco cosa prevede, infatti, l’articolo 10 della bozza del decreto che ridisegnerà i poteri su questa bollente materia, diventata sempre più terreno di aspro scontro politico: “La Marina militare definisce e aggiorna la situazione marittima nazionale da condividere in ambito intergovernativo”. E per farlo “si avvale del

Dispositivo integrato internazionale di sorveglianza marittima, quale supporto tecnologico di connessione dei sistemi in uso dalle citate amministrazioni, costituito presso il comando in capo

della squadra navale”.

Per attuare tutto ciò, prosegue l’articolo 10, le modalità attuative “sono definite con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Difesa, di concerto con i ministri interessati”.

In soldoni, tutto verrà deciso a quattr’occhi tra Meloni e Crosetto, e solo poi sottoposto per la semplice ratifica ai due ‘trombati’ di turno, Piantedosi e Salvini. La gestione operativa di tutte le fasi, quindi, verrà affidata alla Marina militare e le modalità di coordinamento saranno stabilite dalla Meloni su proposta di Crosetto.

Forse l’unica soluzione possibile, dopo la vergognosa sceneggiata che ha visto i protagonisti recitare il classico copione dello scaricabarile; tanto più vergognosa perché davanti ai cadaveri che sono affiorati giorno dopo giorno dal mare. Oltretutto una colossale figuraccia a livello internazionale, dando l’idea di un esecutivo che non ne azzecca una, inanella errori su errori, e fa enormi danni ogni giorno che passa.

A questo punto non c’era altra via di fuga politica per la Meloni, restando fermo il fatto che la magistratura dovrà per forza di cose individuare i responsabili che hanno nomi e cognomi ben precisi all’interno di una catena di comando che ha fallito in pieno.

Da tutta la vicenda, dunque, esce con maggiori poteri la figura di  Crosetto, che avrà sulle sue poderose spalle una grossa responsabilità in più.

Gianni Riotta. Sopra, Guido Crosetto

E chissà se proprio per fronteggiare questi impegni in più, in modo quasi ‘premonitorio’, ha appena varato un folto drappello ‘bipartisan’ di consulenti, una quindicina in tutto, tra docenti universitari, giornalisti, ricercatori.

Per questo motivo di proponiamo la lettura di due stimolanti pezzi.

Il primo è firmato dal blogger antimilitarista Antonio Mazzeo, il quale passa ai raggi x il team di consulenti e fa il punto sugli scopi che il gruppo formato da Crosetto dovrebbe raggiungere.

Il secondo pezzo è tratto dal sito ‘il Paragone’, e focalizza la sua attenzione soprattutto su uno dei componenti del team, Gianni Riotta, giornalista di lungo corso, e nel pedigree una serie di incarichi che, illustra Paragone, possono facilmente entrare in conflitto d’interessi tra di loro e mescolare la figura del controllore con quella del controllato.

Per leggerli, basta cliccare sui due link che seguono.

 

LINK

LA CULTURA DELLA DIFESA? NO, NON È COSA DI CROSETTO. E’ BIPARTISAN!

 

 

 

Controllore e controllato, scoppia il caso Riotta al ministero della Difesa: cosa farà (e cosa fa già)

 

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