COVID 19 / LA STRATEGIA BRITANNICA DEL ‘TERRORE’. E IL VERO TERRORE DEI NUMERI DI ‘EUDRAVIGILANCE’ SUGLI EFFETTI AVVERSI DEI VACCINI 

L’ex ‘Segretario di Stato per la Salute’ (l’equivalente del nostro Ministro per la Salute) del Regno Unito nel pieno della pandemia, Matthew John David Hancock, ha fatto del ‘terrorismo sanitario’ uno strumento di lotta politica e se ne è servito per ‘convincere’ i cittadini a sottostare ai diktat governativi.

Lo ha appena scoperto, mettendo a segno il classico ‘scoop’ (termine tipicamente britannico), una delle testate storiche (e più antiche) inglesi, il ‘Daily Telegraph’ (per molti ormai il ‘The Telegraph’), fondato nel 1895 e per anni in testa alle vendite, sfiorando più volte nel corso degli anni Duemila il tetto del milione di copie.

Stavolta becca con le mani nella marmellata colui che ha ricoperto la bollente e strategica poltrona sanitaria dal 9 luglio 2018 al 26 giugno 2021, anni del governo a trazione Boris Johnson.

 

Le frasi incriminate e riportate dal ‘Telegraph’ sono state pronunciate il 13 dicembre 2020, quando era pienamente in sella al suo dicastero e in un momento particolarmente delicato: stavano infatti decollando i primi vaccini di ‘Pfizer’ e ‘Moderna’ e quindi cominciando le prime campagne vaccinali.

Ma per convincere i sudditi del Regno Unito, pronti ad obbedire alla Regina (e ora al Re), ma tradizionalmente diffidenti nei confronti del potere politico, forse occorreva qualcosa di più rispetto ai metodi tradizionali, come campagne pubblicitarie, spot e via di questo passo.

In alto, Matthew John David Hancock

Ed è così che mister Hancock tirò fuori dal suo magico cilindro l’arma del ‘terrore’. Se io semino paura & panico tra i cittadini ottengo il mio scopo: convincerli a vaccinarsi, vincendo ogni remora perché si trattava di vaccini ‘sperimentali’ spacciati per super efficaci e super sicuri (un falso scientifico in piena regola, come sta tragicamente emergendo negli ultimi mesi).

Eccoci quindi alle frasi ‘calde’ pronunciate dal ministro nel corso di una conversazione con un suo collaboratore.

Con la prima, gli chiede “quando utilizzare la nuova variante Covid” per terrorizzare ancor più la popolazione e farle ingoiare provvedimenti molto amari come ad esempio lockdown e distanziamento sociale.

Addirittura, poi, si vanta – riferendosi ai soliti ‘sudditi’ – di “avergliela fatta fare sotto dalla paura”, riferendosi all’uso, sempre di stampo terroristico sotto il profilo mediatico, del ceppo precedente.

Umorismo davvero ‘british’, non c’è che dire!

Dalle parole ai fatti. Perché proprio il giorno seguente, e cioè il 14 dicembre, il premuroso ministro dà il grande annuncio agli inglesi: la nuova variante è arrivata.

Non passano che pochi giorni (5 per la precisione) e il governo dà la stretta e annulla quanto già deciso per allentare le misure restrittive in vista del Natale.

Un piano ‘scientificamente’ perfetto!

 

Molti analisti e parecchi psicologi hanno illustrato come la leva della ‘paura’, del ‘terrore’, dello stato di ‘emergenza’, della situazione ‘eccezionale’ sia la via regolarmente imboccata da dittature, of course, ma anche da (finte) democrazie per irregimentare il popolo bue.

Tutto ciò sta emergendo nei tanto democratici Stati Uniti, dove una coraggiosa inchiesta portata avanti da due procuratori generali sta addirittura accusando i vertici della Casa Bianca di aver fatto ‘disinformazione’ e anche terrorismo mediatico per far digerire la politica dell’amministrazione Biden in tema di pandemia; perfino esercitando fortissime pressioni su tutti i social media(nessuno escluso) per censurare i pareri controcorrente, e quindi ‘pericolosi’, pur se espressi da autorevoli scienziati e ricercatori.

Il professor Giulio Tarro

Da noi il primo scienziato, e uno dei pochi virologi autentici (al di fuori dalla band di quelli taroccati e dalle virostar che popolano i disgustosi talk) a parlare dei meccanismi del terrore e della paura, è stato il partenopeo Giulio Tarro che nel suo profetico ‘Covid 19 – Il virus della paura’ uscito a giugno 2020 (quindi ad appena 4 mesi dallo scoppio della pandemia) puntò l’indice contro la demenziale politica governativa anti covid, tutta e soltanto incentrata sul diktat ‘Tachipirina e Vigile attesa’.

Folle diktat che negava e impediva quelle cure, quei farmaci (antibiotici e antinfiammatori, così come l’idrossiclorochina usata con successo in Francia e da noi solo dopo l’ordinanza del Consiglio di Stato a metà dicembre 2020) che avrebbero potuto salvare decine e decine di migliaia di vite innocenti, evitando la carneficina.

 

I TERRIFICANTI NUMERI DI ‘EUDRAVIGILANCE

Fanno invece letteralmente venire i brividi e, queste sì, realmente terrorizzano, le cifre appena diramate da ‘EudraVigilance’, l’organismo europeo preposto alla vigilanza sui numeri della salute e quindi impegnato nel rilevamento degli ‘effetti avversi’ prodotti dai vaccini. L’equivalente del ‘sistema VAERS’introdotto negli Stati Uniti dai ‘CDC’, ‘Centers for Deseases Control’ (‘Centri di controllo sulle malattie’).

Spiegano gli addetti ai lavori: “Si tratta solo di vigilanza passiva, non attiva, come invece dovrebbe essere; i casi segnalati mediante questo sistema sono circa l’1 per cento rispetto a quelli riscontrabili attraverso la vigilanza attiva”.

Cosa succede, infatti? Sono gli stessi pazienti, oppure i loro medici, a segnalare ‘l’effetto avverso’: ma ciò succede raramente, anche per via di titubanze, reticenze, e soprattutto non poche pressioni esercitate affinchè ciò avvenga il meno possibile. Fatto sta che – sia negli Usa che in Europa – la percentuale di casi reali di ‘effetti avversi’ è stratosfericamente inferiore rispetto al numero di segnalazioni: pari, cioè, a quel risicato 1 per cento.

 

Eccoci, a questo punto, ai dati ‘ufficiali’ resi noti da ‘EudraVigilance’ a tutto il 25 febbraio 2023.

Il numero di DECESSI da quando sono iniziate le vaccinazioni negli stati dell’Unione europea è pari alla cifra di 50.663.

Il totale di ‘effetti avversi’ nello stesso periodo è pari alla cifra di 5.506.300. Dalle più lievi alle più gravi, che colpiscono soprattutto il sistema cardiocircolatorio (pericarditi, miocarditi fino a ictus, trombosi e infarti): a quanto pare, nella categoria delle ‘gravi’ la percentuale non è inferiore al 50 per cento.

Se calcoliamo che stiamo parlando dell’1 per cento dei casi reali, la cifra totale assume proporzioni mostruose. Non 5.000, i decessi, ma oltre 5 milioni; non 5 milioni e mezzo gli ‘effetti avversi’, ma oltre 531 milioni. Un Olocausto.

Come mai nessuna autorità politica, né scientifica legge questi dati e ci riflette sopra?

E non dà qualche risposta?

Perché non fioccano le smentite e qualcuno dice che il sistema di rilevamento è totalmente sballato e il meccanismo non funziona?

Perché solo un silenzio omertoso?

Ma noi restiamo convinti che l’unica risposta possa arrivare dalla ‘Corte dell’Aja per i crimini contro l’Umanità’.

Davanti a queste cifre, che parlano da sole, può mai restare con le mani in mano?

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