Governo da matita blu

Il caso dei profughi uccisi dalla disumanità di questo governo xenofobo, razzista, spegne la luce dei riflettori accesi sull’attualità e silenzia l’elenco del nulla di concreto, visibile, operativo a favore degli italiani del disagio, nel tempo non più breve dell’esecutivo Meloni. Paradosso: le responsabilità del governo, ingigantite dalle macabre dichiarazioni di Piantedosi e di suoi complici della variegata destra, si avvantaggiano del clamore per il mancato soccorso ai migranti naufragati a cento metri dalle spiagge della riva jonica. Il lato inaccettabile dei talkshow Rai e delle Tv private sui temi caldi della politica è fin troppo evidente. In nome e per conto di regole spesso disattese, la caccia agli ascolti propone la ‘caciara’ di risse furibonde tra ospiti platealmente ‘nemici’ che litigano, si sovrappongono, urlano, si insultano, con il risultato di impedire l’emergere di verità, di colpe e colpevoli. La de-escalation di interesse per tali fatti e misfatti è manna per chi ha l’obiettivo di coprire ogni responsabilità. In successione: tiene ha tenuto desta l’attenzione la pandemia, la guerra in Ucraina, il disastro ambientale, la tornata elettorale, il governo della destra, la spallata del 25 settembre al Pd, l’onnipresenza televisiva della Meloni, il caro bollette, l’evanescenza di Letta, la violenta crudeltà dell’Iran, il terremoto in Turchia, il Po in preoccupante siccità, i reati della Juventus, il festival di Sanremo, il duello Bonaccini-Schlein, gli appelli inascoltati di papa Francesco per la pace…

La tragedia di Crotone, quella terribile scritta sulla tomba di un bambino Kr (Crotone) 46 (il numero delle vittima recuperata), 0 (gli anni della piccola vittima), deviano l’attenzione dell’opinione pubblica dal default del governo Meloni, dai silenzi grevi della premier su eventi che l’obbligherebbero a pronunciarsi e su cui tace, con la complicità dei medi, che, ad eccezione di poche testate, assolvono lei e i suoi soci in affari governativi, più camerati che ministri e sottosegretari: i Piantedosi, Valditara, Nordio, Donzelli, Delmastro, Fito, Lollobrigida, Rauti.

Non passa giorno senza un diversivo assolutorio. L’ultimo in ordine di tempo è l’operazione provocatoria di Zelenski, che ha fatto sorvolare la Russia  da uno stormo di droni fino a sfiorare il cielo di Mosca. Uno degli aerei senza pilota si è schiantato a terra ad appena cento chilometri dalla capitale. Con un’ora di volo in più sarebbe apparso sulla piazza Rossa. Con quali conseguenze? Il duello a colpi di droni registra ormai numerosi episodi e la Russia è per ora in ‘vantaggio’: i suoi aerei telecomandati hanno distrutto le centrali elettriche, ma l’Ucraina non è da meno. Ha colpito un aeroporto militare, un deposito di petrolio.

La guerra dei droni è un nuovo mezzo di distrazione di massa e devia l’interesse dallo stop di ogni inizio di trattativa per la pace. In casa nostra copre il lento, irrefrenabile connotarsi del governo come incapace e abitato da personaggi disonorevoli.

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