900 euro in più, 900 in meno

Nell’articolata tabella del reddito di cittadinanza la scala dei sussidi parte dai 6000 euro annui (500 al mese) per una persona e sale fino ai 13.200 (1.100 mensili) per nuclei familiari di 4 adulti o 3 + 2 minori, se un componente non è auto sufficiente. Nel mezzo c’è il salario per una famiglia di due adulti e due minori. Percepisce 10.800 euro, ovvero 900 al mese. 900 euro è anche la cifra che i consiglieri regionali della Sicilia, presieduti da Schifani, giunta di destra, con il sì unanime di tutti i partiti si sono aggiudicati: aumento di 900 euro al mese, per rimpolpare la propria retribuzione mensile, che già ammontava alla ‘modica’ cifra mensile di 11.000 euro. In altre parole, l’aumento deliberato corrisponde al doppio di quanto è riconosciuto a un singolo siciliano disoccupato per tentare di sopravvivere (500 euro mensili). Contemporaneamente c’è un sit-in dei lavoratori dell’Azienda siciliana trasporti a rischio licenziamento, i Comuni sono a un passo dal fallimento, la Regione attenta alla sanità con la richiesta di tagliare le spese del 25 percento.

Chiara Ferragni, “imprenditrice digitale” da record ha creato un vero e proprio impero. Il fatturato stimato è di circa 19 milioni di euro all’anno. Grazie ai contratti stipulati con altri brand e le promozioni sui social network, guadagna circa 11 milioni di euro all’anno. Il primo round della canzone festivaliera ha proposto la co-conduzione di Morandi e di Chiara Ferragni, influenzer più potente del mondo. Per la presenza alla serata inaugurale e finale la Rai le riconosce la ‘ridicola parcella’ di 100mila euro. Quisquilie, certo. La moglie di Fedez ha creato un vero e proprio impero. I 19 milioni di euro all’anno, sono solo la punta dell’iceberg del super fatturato annuo, che comprende anche apparizioni in tv e fiction, ad esempio la serie ‘Ferragnez’, interpretata insieme al marito Fedez. Le società della Ferragni  hanno un valore di mercato stimato di circa 40 milioni di euro. Nessuna invidia per Lei e Fedez, sono in linea con il mondo diviso a metà, ricchezza e povertà. I dirigenti di banche che intascano almeno un milione di euro in busta paga sono aumentati (ora sono 351). Più dell’88% rispetto ai 187 del 2020. Nel nostro Paese sono 277 quelli che guadagnano tra 1 e 2 milioni di euro, 43 tra 2 e 3 milioni, 17 tra 3 e 4 milioni, 9 tra 4 e 5 milioni, uno tra 5 e 6 milioni, uno tra i 6 e i 7, due tra  7 e  8 e uno tra i 9 e i 10 dieci milioni. E sono migliaia i dipendenti delle filiali licenziati o riciclati come consulenti finanziari per vendere prodotti ‘tossici’. Con l’aiuto di una calcolatrice il conto è presto fatto. Con quanto incassa il banchiere più vip, i dieci milioni all’anno si potrebbero finanziare   ventimila redditi da 500 euro.

Non devono mancare neppure un giorno le pillole di contestazione quotidiana per il governo della destra-destra. Allora: la Meloni blinda la mala coppia Donzelli-Delmastro, assolve Valditara (gabbia salariale,  prof più pagati al nord, meno al sud); scagiona Crosetto che denigra l’operato della Bce, ignora la gravità dell’ordine di Piantedosi (maggiordomo di Salvini) di sbarcare i profughi nei porti di città governate dalla sinistra; assolve il sottosegretario Fazzolari (“il caso non esiste”), altro suo fedelissimo, che propone di addestrare gli studenti al tiro al bersaglio in scuola,  come fa il partito ultra nazionalista polacco gemellato con Fratelli d’Italia. Fazzolari finisce nella bufera e ritratta (“falso”), ma non gli crede neppure Salvini (“Trovata non illuminata”). Sempre Fazzolari, (la ‘muta di palazzo Chigi’ glissa anche su questo), insultò il presidente Mattarella: “Rottame” “Oltre il ridicolo”, “Aspirante demonio”.  Dai media, portavoce di “Yoi soy Giorgia” oggi ha dilagato lo scontato coro di contestazioni per Benigni e la sua sontuosa prova d’artista sanremese, per l’appassionato monologo sulla Costituzione, che ha restituito agli italiani la libertà di parola, repressa con violenza dal fascismo.

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