LETTERA APERTA A DARIO NARDELLA

DI FRANCO CARDINI

Illustrissimo Signor Sindaco di Firenze, caro Dario,
qualche giorno fa, durante un dibattito televisivo a distanza, hai portato a conoscenza dell’opinione pubblica del nostro paese l’esperienza del tuo recente viaggio a Kiev, durante il quale sei stato posto di fronte alla tragica testimonianza oculare delle sofferenze del popolo ucraino e, come hai riferito, di episodi di bestiale violenza perpetrata da soldati russi o da milizie filorusse e russofone anche su civili, su donne e su minori.
Ti ringrazio del tuo contributo alla conoscenza della verità su un conflitto che ci preoccupa, c’indigna e ci coinvolge tutti e non dubito della buona fede sia tua, sia di quanti ti hanno informato al riguardo. Ma la verità, come sai, è sempre complessa e comprende aspetti che sfuggono purtroppo a chiunque tenti rispetto ad essa un approccio anche onesto ed equilibrato.
Insieme con altri amici tra i quali ci sono studiosi, accademici, militari, scrittori e giornalisti di qualità, stiamo lavorando da molti mesi attorno alla questione russo-ucraina in spirito di equità e di comprensione: abbiamo raccolto dati, ascoltato testimonianze dirette, pubblicato libri e articoli. Abbiamo or ora prodotto fra l’altro un volume di saggi pubblicato dalla romana Editrice Teti che ci sembra significativo: lo presenteremo giovedì 2 marzo prossimo alle 21 nella Sala Della Croce Azzurra della città di Pontassieve, capoluogo del Levante Valdarnino di Firenze.
Saremmo onorati della tua presenza e della tua testimonianza: ma tenendo presenti i tuoi impegni ti saremmo riconoscenti anche di un collegamento televisivo. In tale occasione, ci piacerebbe che la testimonianza del tuo viaggio a Kiev fosse messa a confronto con quella dell’amico Giorgio Bianchi, giornalista che da anni vive in Donbass e ch’è stato purtroppo testimone di violenze analoghe a quelle da te raccolte a Kiev: violenze perpetrate però da soldati e da milizie ucraine.
È lontanissima da noi, nel proporre ciò, qualunque intenzione polemica: nostra intenzione è al contrario il contribuire a una visione più ampia e approfondita del conflitto in corso anche nei suoi aspetti più drammatici al fine di trarne un giudizio più equo possibile che serva da supporto alla nostra sostanziale intenzione: chiedere con forza come da mesi facciamo – alle due parti in conflitto e ai governi che appoggiano l’una o l’altra – di avviare con energia immediati e concreti approcci diplomatici tesi a far sì che le armi tacciano e che al più presto si arrivi prima a una tregua che permetta concrete trattative, quindi a una sollecita pace. Stando a quanto finora ci risulta, il governo russo si dice pronto alle trattative: al contrario le forze internazionali che appoggiano il governo ucraino, vale a dire principalmente gli USA e quindi i suoi alleati – i paesi della NATO e dell’Unione Europea – indugiano fingendo d’ignorare le proposte russe oppure pretendono che sia pregiudizialmente il governo di Kiev a stabilire calendario e agenda delle trattative e che ciò avvenga solo se e quando da parte russa si accederà preliminarmente a richieste ucraine che al momento appaiono obiettivamente irricevibili, in quanto configurano una situazione che si presenterebbe di resa incondizionata da parte russa, in palese contraddizione con il quadro politico e militare caratterizzante l’attuale situazione.
Spero proprio, caro Dario, che tu accetti di prender parte al confronto che ti proponiamo, in un contesto di serenità e di concorde ricerca del vero.
Con l’affetto e l’amicizia che tu ben conosci, Franco Cardini.

 

 

FONTE

MINIMA CARDINIANA

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