ONU / STATI UNITI & C. CONTRO UNA CONDANNA DEL FILO-NAZISMO  

Appena pochi giorni fa – ma la notizia è stata subito oscurata dal mainstream – una risoluzione delle Nazioni Unite che si opponeva alla celebrazione del nazismo e delle sue ideologie ha ricevuto una sonora bocciatura, dal momento che ben 52 paesi si sono opposti alla sua approvazione. A capeggiare il plotone degli oppositori, of course, gli Stati Uniti e i sempre scodinzolanti alleati.

La bozza di risoluzione era così titolata: “Lotta alla glorificazione del nazismo, del neonazismo e di altre pratiche che contribuiscono ad alimentare forme di comportamento di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e relativa intolleranza”. Niente di trascendentale. Solo che a presentarla, come primo paese firmatario, era la Russia, alle prese con l’azione di ‘denazificazione e demilitarizzazione dell’Ucraina’. La risoluzione, come detto, ha ricevuto 52 NO, mentre 15 paesi si sono astenuti e comunque la gran parte delle nazioni – per la precisione 105 – ha votato SI.

Presentando la risoluzione, il delegato russo all’ONU, Vassilij Nebenzia, ha sottolineato che vuol soprattutto esprimere preoccupazione per la “glorificazione del nazismo, del neonazismo e degli ex membri delle Waffen SS e condanna la costruzione di monumenti e lo svolgimento di cerimonie pubbliche in onore del Terzo Reich”. Ha inoltre deplorato “l’aumento della xenofobia, del sentimento anti-migranti, dell’islamofobia e dell’antisemitismo”.

Stati Uniti e alleati Nato hanno spiegato il loro voto contrario affermando che la Russia “sta sfruttando le atrocità naziste per giustificare la sua operazione militare in Ucraina”.

Il Regno Unito ha accusato il Cremlino di “promuovere bugie e distorcere la storia”.

L’Ucraina, dal canto suo, ha affermato che il messaggio antinazista di Mosca “non ha nulla in comune con la vera lotta contro il nazismo e il neonazismo”.

 

Facciamo un salto a Napoli, ma restiamo sempre in campo neo-nazi.

Giorni fa svariati Tg hanno diffuso la notizia di un blitz della Digos di Napoli contro l’organizzazione paramilitare neonazista denominata ‘Ordine di Hagal’. Il Tg de La7, ad esempio, ha fornito  non pochi dettagli sull’operazione, segnalando, tra l’altro, che uno dei due indagati di Roma non è stato rintracciato perché sarebbe subito fuggito in Ucraina. A confermare il dato – riferiva  La7 – è stato proprio un dirigente della Digos partenopea, Antonio Bocelli.

Commenta su ‘l’antidiplomatico’ Agata Iacono: “Ma la ‘notizia’ del mercenario in Ucraina sparisce dal sito di TgLa7; addirittura in alcune testate giornalistiche gli indagati di Roma diventano ‘un solo indagato a Roma’, qualcuno prova a ipotizzare che l’indagato irreperibile fosse un ucraino e non un italiano”.

Prosegue Iacono: “A poco a poco si costruisce una narrazione parallela, dove l’organizzazione Ordine di Hagal diventa una accozzaglia di persone psicopatiche, dedite a preparare attentati alle caserme delle forze dell’ordine”.

E aggiunge: “Ma l’organizzazione è nota. Basta tornare indietro negli archivi di solo un anno. La stampa italiana fece inchieste per denunciare la matrice neonazista e gli stretti legami con il Battaglione Azov e altre organizzazioni paramilitari naziste ucraine. Quando ancora era possibile affermare che forse quelle svastiche, quei saluti fascisti non erano esattamente folclore o tradizione, senza essere censurati e tacciati di filo-putinismo”.

 


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