A pensarci bene, quasi quasi voto Conte

 

DI  

Il lettore mi risparmi la lista dei motivi contro di lui: li so tutti e anche qualcuno in più. Ma ce n’è uno a suo favore che li supera in altezza ed è decisivo: in fondo, Conte è il solo che ha davvero esercitato opposizione a Draghi. E l’ha fatto sul tema geopolitico “pericoloso” per chi lo mette in discussione, perché strategicamente primario per gli USA: no alle armi all’Ucraina. Ha detto anche: l’Italia deve mettersi alla testa di una soluzione di negoziato e armistizio con la Russia di Putin.

E’ una posizione che ha richiesto personale coraggio, perché ha sfidato il semidio l’intoccabile coperto di adulazioni mediatiche e politiche, senza vacillare sotto la grandine attacchi di odio, calunnie, insulti, ridicolizzazioni (“La pochette”) dei media tutti uniti (salvo Il Fatto Quotidiano, ma è della casa) lo fulminavano; non ha ceduto quando Di Maio gli ha sfilato metà del partito per portarlo alla NATO e Draghi; insomma non è stata una passeggiata e ha corso dei rischi politici gravi per sé, fino a quello della scomparsa di scena sotto un mare di feci fornite dai media. Bisogna riconoscere che il ha corsi, i rischi, con la fermezza che sembra venirgli da una convinzione etica: no alla guerra, e no ai poteri forti sovrannazionali immensi e invincibili, intimidatori, di fronte ai quali i politici se la fanno sotto e preferiscono di mettersi al loro servizio, ottenendone in cambio carriere e benefici, perché il geo-potere paga bene i suoi servi e punisce i suoi ribelli duramente non escluso “suicidandoli” (vedi David Rossi Montepaschi).

Insomma, a ripensare alla battaglia di opposizione che ha condotto contro Draghi, Matt*rella, Letta, e le TV onnipotenti e totalitarie – e che ha in parte perso per il tradimento dei Di Maio coi suoi governisti NATO che gli ha sfilato parte del partito, capisco che l’ha fatta in base a una convinzione morale, a proprio rischio – anzi a proprio – danno e senza compromessi dettati da viltà.

Caratteri più che rari, inesistenti nei politici italiani. Ora, se non riconosciamo e diamo onore votandolo ad una simile coraggio, avremo sempre e solo governanti senza principi, con le spine dorsali di pongo, che obbediscono a qualunque potere forte – “vili affaristi” per lo più senza patria o con patria a Bruxelles e Washington e insigniti della Légion d’Honneur. Come infatti abbiamo a vagoni: è anche per questo che non abbiamo classe dirigente degna, ma dei Badoglio, perché l’elettorato non la riconosce e quindi non la valorizza né seleziona.

Sapete cosa vi dice uno che mai avrebbe votato i 5 Stelle quando era al 30% e il partito del “vaffa”? che proprio adesso è venuto il momento di votarlo invece:un partito diverso, che ha una identità, un carattere e depurato dalle mezze cartucce morali che si fecero eleggere allora e saldato e irrobustito nella lotta contro il Sistema, con abbastanza voti suoi e un capo che ha dimostrato determinazione e coraggio nel passare all’opposizione di un ditta-attore. Un partito che interpreta l’interesse dell’Italia e non quello della Lituania o di Zelenski. Ma dove lo trovate?

(Anche se sono convinto che il mio discorso rimarrà teorico: temo che non ci saranno elezioni più, ma più probabilmente la schiavitù per debiti della Troika)

 

FONTE

BLOG DI MAURIZIO BLONDET


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