PFIZER / INANELLA I RECORD E COMPRA ‘ARENA’  

Continua lo shopping della star di Big Pharma e regina dei vaccini, Pfizer.

Ha infatti appena acquistato un’azienda strategica, ‘Arena Pharmaceuticals Inc’, per la modica cifra di 6 miliardi e 700 milioni di dollari.

Quisquilie per la sigla guidata dal veterinario greco Albert Bourla, che può festeggiare tutti i record di questo già stratosferico 2021: ricavi per 82 miliardi di dollari, un fatturato cresciuto del 134 per cento negli ultimi dieci mesi, 2,3 miliardi di dosi vaccinali vendute, un gruppo che ha raggiunto la stratosferica valutazione da 260 miliardi. Da autentico Guinness dei primati.

Ecco qualche dettaglio sul nuovo acquisto natalizio.

Quartier generale a San Diego, in California, Arena è specializzata nei prodotti per le terapie mirate alle malattie immuno-infiammatorie e da usare per la cardiologia, la gastroenterologia e la dermatologia.

Il farmaco in rampa di lancio è ‘Etrasimod’: è ad uso orale e verrà utilizzato per contrastare le patologie infiammatorie intestinali, come la colite ulcerosa.

Secondo gli addetti ai lavori, la ‘Food and Drug Administration’ (FDA) potrebbe accelerare i tempi per il suo ok, soprattutto per gli ottimi rapporti che intercorrono con Pfizer, cui ha dato disco verde al suo vaccino in tempi record lo scorso 23 agosto.

Etrasimod, quindi, potrà andare sul mercato per il 2023 e Bloomberg già prevede che il suo fatturato medio annuo possa attestarsi a quota 800 milioni di dollari. In questo modo, sbaraglierà la concorrenza, rappresentata, su questo fronte, dallo ‘Zeposia’ di ‘Bristol Myers Squibb Co’.

Sempre a proposito di Pfizer, va rammentato quanto successe nel corso   del ‘World Economic Forum’ 2018 (il summit 2022 di Davos, previsto per gennaio, slitterà di qualche mese a causa di omicron). Tre anni fa suscitò non poca curiosità l’intervento del CeoBourla, che parlò delle nuove frontiere vaccinali e, in particolare, delle innovative pillole elettroniche.

Ecco le sue parole: “La FDA ha approvato la prima pillola elettronica. E’ semplicemente un biochip inserito in una compressa e, una volta ingerita, la compressa si dissolverà nello stomaco e invierà un segnale che l’hai presa”.

Parole pronunciate ben prima dello scoppio della pandemia da covid 19.

Da un biochip all’altro, ora il passo sarà ben più breve. Soprattutto per la gestione dei vaccini ‘da remoto’, tanto per somministrare meglio le dosi di richiamo. E, sempre da remoto, via biochip o microchip si possono inoculare tante cose…


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