Caro Sindaco

‘Sì’, ‘no’. Si può condividere il coraggio il coraggio di andare controcorrente, territorio spinoso da percorrere in solitudine. Imboccare la via impervia dell’anticonformismo suscita in ogni caso stupita ammirazione. Quanto segue sarà da molti contestato, riceverà probabilmente insulti dall’universo di appassionati del calcio (e non solo, uno per tutti Sorrentino, regista di ‘La mano di Dio’) che hanno eletto il più forte numero dieci del mondo ‘mito assoluto’. Pazienza, non sarebbe giusto girarsi dall’altra parte per evitare ‘grane’ e allora, dopo aver contato fino a cento, ha prevalso la decisione di pubblicare la lettera che Gerardo Mazziotti, progettista con Carlo Cocchia del San Paolo, invia a Manfredi, primo cittadino di Napoli, senza disconoscere la stratosferica unicità del ‘pibe de oro’. L’invito è di dedicare cinque minuti alla lettura dell’appello al prof. Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli.

“La nostra è l’unica città al mondo che ha dedicato il suo stadio a un giocatore straniero, all’argentino Diego Armando Maradona. In Italia, come nel resto del mondo, gli stadi sono intitolati ai cittadini che si sono particolarmente distinti in questo sport. Milano ha intitolato lo stadio di San Siro a Giuseppe Meazza, milanese, mitico giocatore dell’ Inter e della Nazionale, Genova lo ha dedicato a Luigi Ferraris, genovese, grande difensore, Venezia a Pier Luigi Penso, veneziano, mitico centrocampista, Verona a Marcantonio Bentegodi, veronese, presidente della squadra, Brescia a Mario Rigamonti, bresciano e  forte stopper della squadra, Bologna a Renato Dall’Ara, bolognese, presidente emerito della squadra, Firenze ad Artemio Franchi, fiorentino, dirigente sportivo e presidente della FIGC, Livorno ad Armando Picchi, livornese, grande difensore della mitica Inter di Herrera., Perugia a Renato Curi, perugino di adozione e capitano della squadra, Bari a San Nicola, patrono della città, .Salerno ad Arechi, principe longobardo, diventato il re della città, Reggio Calabria a Oreste Granillo, reggino, Catania ad Angelo Massimino, catanese, Palermo a Renzo Barbera , palermitano, tutt’ e tre presidenti emeriti della squadra di calcio. E potremmo citare altre migliaia di città che si sono comportate allo stesso modo. E’ vero che Maradona ha dato un notevole contributo alla conquista degli scudetti ma è anche vero che nessun giocatore li ha mai vinti da solo; nemmeno Pelè, Garrincha, Cruiff, Di Stefano, Sivori, Riva, Platini, Ronaldino, Zico, Falcao, Van Basten, Rivaldo, Gullit. Baggio, Totti, Ronaldo, Messi…. Maradona è stato un fuoriclasse, ma con una vita privata non certo esemplare. Era amico e frequentatore di camorristi, che gli fornivano protezione e cocaina. Per l’uso continuo di droghe fu squalificato dall’UEFA. E andò via da Napoli come un fuggiasco, senza salutare nessuno, per andare a giocare nel modesto Siviglia, dove non vinse nulla e continuò a fare uso di droghe. Tornò ventisei anni dopo per ricevere la cittadinanza onoraria; una decisione insensata perché è la stessa onorificenza conferita anche al grande filosofo Aldo Masullo. La città di Cagliari non ha mai pensato di nominare “cittadino onorario” Gigi Riva, nato a Leggiuno in quel di Varese, che contribuì con le sue magiche giocate alla conquista dell’unico scudetto e che, dopo avere smesso di giocare al calcio, ha scelto di vivere nella città sarda. A Buenos Ayres, sua città natale, hanno dedicato a Maradona uno dei diciotto stadi cittadini, quello dell’Argentinos Juniors, dove è iniziata la sua carriera di calciatore. Perciò le chiediamo di intitolare lo stadio di Fuorigrotta al grandissimo attaccante napoletano Attila Sallustro, uno dei maggiori goleador di tutti i tempi in maglia azzurra”. Gerardo Mazziotti

Ps (ndr): molto probabilmente il nuovo impianto di Roma sarà lo Stadio Paolo Rossi, per ricordare un immenso calciatore italiano!


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