SCIOPERO GENERALE / ERA ORA !

Era ora.

Era ora che dopo anni di letargo, dopo essere sprofondato in un sonno che più totale non si può, il sindacato (almeno Cgil e Uil tra le sigle un tempo ‘storiche’) abbia finalmente battuto un colpo.

Certo non un risveglio (ce ne vorrà tanta di strada per recuperare il tempo perduto) ma almeno il momentaneo movimento della palpebra, la semi apertura di un occhio.

Era ora – vivaddio – di uno  sciopero contro questo governo, come ne sarebbero stati necessari molti altri contro i precedenti esecutivi, mai partoriti dalla volontà popolare, mai nati con l’ok dei cittadini, ma solo frutto di alchimie tra quelle associazioni affaristiche che sono diventati i partiti, vere e proprie bande solo dedite a spartirsi i danari pubblici, accozzaglie di predoni ignoranti e senza un briciolo di cultura politica, neanche l’unghia di quelli che abbiamo sempre – e giustamente -considerato nel corso della prima repubblica degli arrampicatori, degli   ladri senza ritegno ma comunque dotati di una mezza visione un passo più in là.

E ora che fanno il cenno di destarsi, Cgil e Uil vengono attaccati da tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione, quasi che uno strumento democratico come lo sciopero sia improvvisamente diventato una bestemmia, un atto di lesa maestà, sol perché dà un po’ fastidio a lorsignori, ai manovratori, a quei lanzichenecchi che hanno totalmente privatizzato lo Stato, fatto a pezzi la Costituzione, calpestato giustizia, memoria & democrazia.

Comunque sorprende, questo abbozzato risveglio sindacale, perché Landini &C. non hanno mosso un ciglio, né alzato un dito, anche solo il mignolo, per opporsi alla politica dei licenziamenti che nessun governo mai aveva osato neanche far balenare. E invece messa in atto astutamente, surrettiziamente, via ‘Green Pass’, il lasciapassare per fare un bel falò di tutti i diritti, le garanzie e le tutele conquistate in decenni di lotte: un autentico Fahrenheit 451.

Cosa ha fatto, il sindacato, per contrastare la normativa che prevede in pratica l’allontanamento dal posto di lavoro per i non vaccinati, chiamiamolo con il suo nome, ‘licenziamento’? Niente.

E tutti gli italiani, all’indomani dell’assalto alla sede della Cgil da parte delle bande fasciste, hanno potuto assistere sbigottiti all’abbraccio tra il premier Draghi e Landini, uniti nella strategia della deregulation più selvaggia e dei diritti che si trasformano magicamente in optional, un optional che può essere facilmente cancellato con un colpo di spugna.

Adesso l’accenno di un sussulto, del mini risveglio. Per abbozzare una protesta sul fronte delle pensioni e della legge di bilancio, che la ‘sinistra’ (sic) o meglio quella larva del PD (i 5 stelle ormai contano come il 2 di briscola) ha tranquillamente ingurgitato, addirittura plaudendo al premier.

Ma chissenefotte se i pensionati ormai sono alla fame, se i minimi sono i più bassi in Europa, se i poveri sono raddoppiati nel giro di due anni, se   mezza classe media è piombata al piano inferiore, se i ricchi invece sono sempre più ricchi e tronfi.

Chissenefotte se la politica fiscale fa schifo, fa pagare chi non ha fino all’ultimo centesimo, mentre gli evasori se la godono, se la progressività fiscale è solo un’utopia, se anche solo l’idea di far sborsare qualcosa in più   a chi guadagna oltre 75 mila euro all’anno ha fatto gridare al golpe le sgarrupate truppe salvinian-meloniane e storcere il naso a tutti gli altri.

Anche oggi si rincorrono ‘sinistri’ appelli rivolti a Cgil e Uil per rinunciare allo sciopero. Vergognoso.

E’ arrivato invece il momento di dire NO a questo governo che sta massacrando i cittadini, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, senza che nessuno, a livello politico, faccia niente, tutti mummificati davanti a Sua Altezza Draghi, che ormai si vuole, all’unanimità, Premier, Capo dello Stato e caso mai anche Papa, visto che ci siamo e alla fine    ci ritroveremo Draghi uno e trino, il nostro Dio sceso in terra a miracol mostrare.

E la ribellione comincerà quando, dopo aver fatto terra bruciata di tutti i nostri diritti, ci verrà tolto anche il pane dalla tavola. E quel momento non è lontano, perché nonostante statistiche e proclami, l’economia sta colando a picco, le imprese chiudono, i senza lavoro sono sempre di più.

Ed è l’ora di rivolgere un gigantesco VAFFA (come un tempo faceva Grillo, un altro ormai in letargo) a lorsignori.

Per cominciare, sulle macerie, a ricostruire un domani possibile.

E profondamente diverso.

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