BRITISH MEDICAL JOURNAL / ECCO I FARMACI ANTI COVID

Ricordate il ritornello “tachipirina e vigile attesa” mandato in onda per mesi dal ministro della Salute Roberto Speranza e fatto proprio dal governo Draghi in tutti i dieci mesi di pandemia prima dell’arrivo dei vaccini?

Un ritornello che si è tradotto in un vero e proprio diktat per medici e pazienti, visto che non sono state permesse cure alternative, ossia l’uso di farmaci in grado di contrastare il covid fin dai suoi primi sintomi. Ed evitare quindi, o quanto meno arginare in modo efficace, l’ecatombe che invece si è verificata: quella strage di 120 mila vittime che pesano come un macigno sulla coscienza (se ne sono provvisti, ma ne dubitiamo) i politici e ‘virologi’ (sic) di casa nostra. Che dovrebbero rispondere dei loro comportamenti (quanto meno omissivi) davanti al Tribunale dell’Aja per i crimini contro l’umanità.

C’è voluta un’ordinanza emessa esattamente un anno fa, il 12 dicembre 2020, per sdoganare, cioè rendere legittimo, l’uso dell’idrossiclorochina, fino a quel momento vietato da noi. Mentre invece veniva utilizzata con successo in Francia, ad esempio presso il famoso Ospedale per le Malattie infettive di Marsiglia, guidato da un grande ricercatore, Didier Raoult.

Ma l’idrossiclorochina, così come anche l’invermectina, aveva un grosso difetto: il prezzo, molto basso, circa 5 euro. Un vero ceffone per Big Pharma, con le sue star Pfizer eModerna pronte al lancio del vaccino e far danari con la pala.

L’idrossiclorochina, poi, si poteva trovare in tutte le farmacie, essendo usata di prassi nelle terapie contro l’artrosi. Quindi era perfettamente disponibile: ma il nostro illuminato governo ha proibito che gli italiani potessero prenderla come adiuvante (insieme ad altri farmaci come un antibiotico tradizionale, lattoferrina, cortisone ed eparina) per aggredire subito l’insorgere del coronavirus.

Il ‘British Medical Journal’ (non l’ultima delle riviste scientifiche a livello internazionale) fin dai primi mesi ha illustrato i benefici di questi farmaci,  per evitare – come invece è successo in Italia – i massicci ricoveri in ospedale, l’intasamento delle terapie d’urgenza e tante, troppe morti, quell’esercito da oltre 120 mila innocenti. E il suo direttore editoriale e scientifico, Peter Doshi, ha subito denunciato i rischi di una sperimentazione troppo veloce, del tutto irrituale ed anomala, dei vaccini addirittura autorizzati dalla ‘Food and Drug Administration’ americana il 23 agosto scorso, saltando a piè pari due anni e mezzo di ‘trials’, dei necessari test.

E il ‘British Medical Journal’ ha appena pubblicato una sua ricerca aggiornata circa i farmaci anti covid: quei farmaci prima vietati e poi letteralmente snobbati sia dalla politica che dalla scienza (sic) ufficiale.

Cliccando sul link in basso potete leggere l’articolo del BMJ nella sua versione originale.

 

https://www.bmj.com/content/370/bmj.m3379

 

TITOLO:

A living WHO guideline on drugs for covid-19

 

 


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