Quirinal game, a rischio tilt

Confesso di non aver letto i libri di Mauro Corona e perciò ignoro se nelle sue corde di letterato alloggi anche la satira, l’umorismo. È una lacuna, certo, ma non fa ombra alla consapevolezza del suo straripante folclore montanaro. Per la sopravvivenza di ‘Carta Bianca’, clone di tanti, troppi talkshow politici di Rai, Mediaset, La7 e telivisioncine private, è inconfutabile la centralità dello yuppie dal capello arruffato anni ‘68 e anticonformista déshabillé. La temporanea espulsione per un’intemperanza verbale tipica del sanguigno personaggio ha rivelato l’insufficienza televisiva del format assegnato a Bianca Berlinguer come rimborso per la perdita della direzione del Tg3. La giornalista ha perorato e ottenuto il reintegro di Corona, espulso dalla Rai per aver usato espressioni sessiste e meno male, altrimenti ci saremmo persi la sua ultima gag.  Il fiero e scaltro ‘vado controcorrente’ delle Alpi ha intuito da tempo che il consenso in Tv cresce di pari passo se alimentato da parolacce, insulti, risse o strizzatine d’occhio a proposte indecenti.  E così, nel bel mezzo del fuoco incrociato ad altezza d’uomo di politologi veri o che si spacciano per tali, opinionisti credibili o improbabili, giornalisti ‘cinghia di trasmissione’ della partitocrazia, il ‘profeta’ scalatore di montagne ha esternato il suo elevato pensiero sul futuro del Quirinale: “Sarei favorevole all’elezione di Berlusconi come presidente della Repubblica. Perché no? Non ci vedo tutto questo scandalo, in Italia ne abbiamo fatte di cotte e di crude. Proviamo a mettere Berlusconi presidente della Repubblica, vediamo cosa succede. Io sono abituato a scalare le pareti e ad azzardare. Quindi non mi dispiacerebbe vederlo al Quirinale, l’idea mi cattura”. Qualcuno potrà snobbare il senso di questa inverosimile follia, le parole al vento di un guitto che Carta Bianca si ostina a coinvolgere per aggiungere qualche punto in più di share alla percentuale di ascolti. Quel qualcuno farebbe male. La posizione numero tre di Berlusconi nella classifica dei gradimenti per la successione di Mattarella segnala che esiste una quota non trascurabile di italiani (a cui va a genio il bunga bunga), disposti al favore per il ‘meno male che Silvio c’è’, anche se indagato, processato e condannato. Se non a questi soggetti a chi si rivolge il neo presidente dei 5Stelle Conte, che del leader di Forza Italia dice “Silvio Berlusconi, ha avuto un ruolo istituzionale importante, ha fatto anche molte cose buone, ha interpretato sicuramente la voglia di rinnovamento di una parte del Paese che si è identificata con lui”. Il ‘Fatto Quotidiano’: “Conte non cita la sua condanna definitiva a quattro anni per frode fiscale, l’affiliazione alla loggia massonica P2, il processo ancora in corso per corruzione in atti giudiziari, il fatto che Dell’Utri, suo braccio destro, è stato condannato in via definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa e Cesare Previti, a un totale di sette anni e mezzo per due corruzioni giudiziarie. Berlusconi ha prostituito ai suoi interessi privati non soltanto le sue escort, alcune minorenni, ma soprattutto i principi costituzionali che aveva giurato di difendere per ben tre volte da presidente del Consiglio: legalità, giustizia, eguaglianza, dignità delle donne, libertà di stampa, indipendenza della magistratura, libero mercato, equità fiscale, scuola e sanità pubbliche, disciplina e onore, antifascismo”. Come non condividere i cinque minuti di applausi della Scala a Mattarella, l’appello alla sua presidenza bis che sottintendeva il sì alla prosecuzione dell’esecutivo Draghi oltre il 2020?


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