Zaki, per ora libero

Quasi non è sembrata una notizia vera, ma la conferma c’è. Dopo l’indecenza di 550 giorni di carcere, ovvero di un ignobile, illegittimo insulto al rispetto dei diritti umani, Patrick Zaki esce dalla prigione dov’è stato detenuto. Si chiude così il primo capitolo di un’odissea che l’Italia, Paese dove il giovane egiziano ha frequentato l’Università, non ha saputo o voluto impedire, costringendo il Cairo a rilasciarlo. Purtroppo Zaki non è stato assolto e rischia 5 anni di carcere. La decisione di liberarlo è arrivata dopo la seduta durata appena 4 minuti. La sua legale, Hoda Nasrallah, ha chiesto l’acquisizione di altri atti per dimostrare l’illegalità dell’arresto avvenuto il 7 febbraio 2020 all’aeroporto della capitale egiziana e la correttezza dell’articolo sui copti alla base del processo. Insomma, la scarcerazione di Zaki è il primo round con esito positivo della battaglia legale che ha visto l’Egitto rinnovare mese dopo mese, immotivatamente, la prigionia dello studente, ma non la fine di una guerra indegna del Paese che ha torturato e assassinato Giulio Regeni.

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Non è una regola scritta, ma è prassi consolidata che i direttori di Tg e Reti riservino professionalità, tempo e linee di programmazione gestiti dalla prestigiosa poltrona di uffici sontuosi, per gli spazi di loro competenza per curarne la salute editoriale. L’impegno, se onorato al massimo, non consente divagazioni e per esempio la loro presenza in video. Trasgressioni ce ne sono, per fortuna poche. Il direttore del Tg2, rinnovata la quota quotidiana esorbitante di presenze della destra, in omaggio ad affinità elettive con quel settore della partitocrazia, cerca e trova opportunità frequenti per apparire. Non sono fatti suoi: la sua presenza attiva in video aumenta la ‘pubblicità’ gratuita Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. Ci fa omaggio del suo aspetto di travet prestato al giornalismo, anche il direttore dell’informazione Sky, tutt’altro che telegenico e modesto affabulatore. Chi non si risparmia è Franco Di Mare, direttore di Rai3. Ammirevole la contemporaneità di ipotesi ‘rivoluzionarie’ del palinsesto con la conduzione di ‘Frontiere’, rubrica di approfondimento che una gestione illuminata dei vertici aziendali avrebbero dovuto sottoporre all’analisi di costi e ricavi. Ecco gli ascolti recenti della rubrica, scelti con il criterio del più e del meno: 30 ottobre, 494mila spettatori; 6 novembre, 849mila, eppure ‘Frontiere’ resiste. Per ascolti anche più alti, in qualche caso molto più alti, la Rai ha pensato bene di chiudere il sipario anzitempo. Vero, l’aspetto di chi conduce programmi in tv non deve sembrare il clone del modello che pubblicizza Dolce & Gabbana, ma un aspetto empatico non guasta e l’espressione ‘burbera’ di Di Mare accattivante proprio non è. Oltre a dividersi con ‘Frontiere’ Di Mare lavoro all’intarsio della programmazione e da ‘bravo napoletano qual è’ che va a pensare? Propone di confinare lo storico ‘Un posto al sole’ nella peggiore fascia oraria, ovvero alle 18 e 30. Sembra che le proteste convergenti da ogni dove abbiano indotto i vertici Rai a bocciare l’idea punitiva, accompagnata dalla sgradevole ironia del direttore “Il cambio di orario era il vero problema di Napoli, come hanno fatto pensare gli intellettuali che hanno dato vita alla raccolta di firme?”. No comment.  Nota a margine, a firma del ‘Fatto Quotidiano’ su Di Mare: “Come quasi tutti quelli che hanno fatto carriera nella tv di Stato, è un maestro delle traiettorie trasversali. Naviga di poppa e di bolina, a destra e a sinistra, coi rossi, con gli azzurri e pure coi gialli”. Proveniente dalla sinistra, prima di ‘grillizzarsi per blindare la candidatura a direttore di una rete Rai, è stato un fervente renziano”. Travaglio sul direttore di Rai 3: “Le sue indubbie capacità mimetico-galleggiatorie gli hanno consentito di surfare sulla cresta dell’onda sia col centrodestra sia col centrosinistra”. Per ora il l’orario di messa in onda di ‘Un posto al sole’ non si tocca’, per la soddisfazione di chi lo segue e non solo a Napoli (puntata del 13 gennaio 2.028.000 spettatori).


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