“Zitti e buoni”, c’è rock e rock

Pasolini, Montale, Neruda? Dilettanti della poesia. Per fortuna il mondo evolve, si espande la buona cultura, ne risente positivamente la letteratura e in particolare l’arte di Ovidio, dell’Alighieri di Pascoli e Carducci. E allora, per non ingombrare lo spazio di questa nota, solo alcune righe tratte dal capolavoro in versi “ZITTI E BUONI”,  dal testo di un vero capolavoro musicale che spopola da Nord a Sud del nostro pianeta e se fosse vero che non siamo gli unici abitanti dell’Universo anche dalla Terra a chissà quanti altri astri: “…e buona sera signore e signori…vi conviene toccarvi i coglioni… [ma soprattutto, qui di seguito le parole giustamente ripetute all’infinto per la loro stupenda  vis creativa] …sono fuori di testa, ma diverso da loro e tu sei fuori di testa ma diversa da loro, siamo fuori di testa ma diversi da loro…sguardo in alto tipo scalatori, quindi scusa mamma se sto sempre fuori… Scritto sopra una lapide in casa mia non c’è dio… Parla, la gente purtroppo parla, non sa di che cazzo parla…sono fuori di testa, eccetera, eccetera.

E spero che fin qui non mi abbiate preso sul serio!

Il successo planetario di ‘Zitti e Buoni’ è firmato da David Damiano, Ethan Torchio, Thomas Raggi, Victoria De Angelis, i quattro cantori che il mondo della musica per non ammettere di aver esaurito ogni margine di innovazione ha eletto a fenomeno del rock duro, come se anche questo genere non avesse scritto la parola fine. Qui si parla dei Maneskin e della storica etichetta discografica RCA, che ha lanciato nel mondo il loro prodotto musicale, divenuto exploit di vendite in virtù di formidabili lanci promozionali. I Maneskin, vero talento o gran marketing? La critica è divisa quasi a metà. Il percorso della band: da musicisti di strada al mini concerto che ha preceduto negli Stati Uniti i Rolling Stones. Nel passato prossimo X Factor , Sanremo, l’Eurofestival, un disco di platino, milioni di followers. Insomma tripudio per i quattro forsennati rockettari, ma naso storto del rock firmato dai Pink Floyd, che stroncano i Maneskinaper e la loro produzione come frutto di ‘carta carbone’, geniale operazione di marketing. Entusiasta è Manuel Agnelli (li ha tenuti a battesimo a X Factor ), si associa Red Canzian dei Pooh. Chiambretti non condivide e sentenzia che il rock è dannato mentre loro sono angelici con un look ben confezionato. Una giornalista del settore fashion azzarda la tesi che i quattro di Maneskin abbiano successo anche perché in linea con i tempi di una generazione empatica con l’omosessualità. Lodi anche dall’iper melodica Orietta Bert. Contestano i Cugini di Campagna (“il rock è altro”), ci va giù duro Enzo Gentile, critico musicale e docente di Storia del pop e del rock. Per lui è musica “plagio”, anni 50, un mosaico ben progettato dal management. Fanno pop, non rock, sentenziano accreditati esperti, altri li classificano come sofisticati borghesi ‘altro che rivoluzionari”.

Inevitabile. L’Italia, sugli eventi alla ribalta, è sempre il Paese di Guelfi e Ghibellini di Nord contro Sud e viceversa, di europeisti e sovranisti, di neri e rossi, ‘dell’amico Vesuvio, grande vecchio’ e del ‘vulcano che si sbrighi a seppellire Napoli’, di azzurri contro bianconeri. Ora drammaticamente di Sì Vax e No vax, e perché no, dei Maneskin che rivitalizzano la musica giovane o di band molto rumorosa, che conta sulla spettacolarità delle esibizioni come pretesto per stupire i giovani e non solo loro. Personalmente sono evaso da You Tube Music al terzo ‘Siamo fuori di testa’ di ‘Zitti e buoni’, per rifugiarmi nella felice successione nel Koln Conzert, magia jazz di Keith Jarret, poi nell’intensità dell’‘Aria sulla quarta corda’ che Bach ha regalato al mondo e per ultimo nella cattiveria di osservare l’assonanza Maneskin-Naziskin.


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