“Tutto questo è noia…maledetta noia (e di più)”

All’ossessione televisiva, da due anni elemento monocorde delle news Covid dipendente, fa difetto quel guizzo d’intraprendenza in cui tutti noi, uomini, donne e ragazzi ‘qualunque’ vedrebbero (con alto indice di gradimento) la via d’uscita dal labirinto di informazioni quasi impossibili da decifrare, clamorosamente antitetiche, sul tema angosciante della pandemia: sarebbe derimente mettere a confronto due autorevoli esperti con opinioni fortemente divergenti. Ieri sera nel corposo talk show ‘Piazza pulita’, Formigli, come altri conduttori interessati al numero di telespettatori sintonizzati, ha scelto di discettare su vaccini, green pass, varianti del Covid e disposizioni del governo affidandosi al soliloquio di Crisanti, leader della minoranza di virologi del pessimismo, contestatori di molte scelte del comitato scientifico e del ministero della sanità. Assolutamente da condividere la sua critica al controllo con i tamponi dei passeggeri sui mezzi del trasporto pubblico. Chiunque frequenti bus e metro sa che è un’idea irrealizzabile. Meglio, Cristanti ha ragione, l’obbligo di indossare mascherine FFP2, efficaci anticontagio per oltre il 90 percento. Inaccettabile è invece l’allarmismo di Crisanti sulla scarsa protezione dei vaccini dalle varianti del Covid e gravissima è la risposta alla improvvida provocazione di Formigli “Vaccinerebbe un figlio di età inferiore ai cinque anni?” “No…”, ha sentenziato il virologo senza contraddittorio e dopo aver vacillato “…la sperimentazione ha testato solo la risposta di duemila bambini”. Questa mattina, ospite del Tg di Sky, l’immunologo Mantovani, garbato e autorevolissimo scienziato, ha ricordato che di là dai duemila bambini con meno di cinque anni sottoposti a verifica, sono molti milioni i casi omologabili di soggetti in età maggiore immunizzati in sicurezza e che i vaccini disponibili sono efficaci anche per contrastare le varianti. Ecco un classico esempio di discordia scientifica, che invoca l’iniziativa dei media di porre a confronto diretto tesi contrastanti. Nel corso del programma è stato anche proposto un nuovo caso di insopportabile aggressività dei no vax, protagonista un giornalista in evidente stato di alterazione mentale, urlante, indottrinato per impedire di parlare agli ospiti di opposta opinione. Di qui la domanda: in presenza delle tragiche conseguenze della pandemia, dell’evidenza di morti e ricoveri in terapia intensiva di non vaccinati, ha senso giustificare una sorta di par condicio e contrapporre la verità scientifica al cumulo di bugie dei negazionisti, che si oppongono con violenza alle evidenze inconfutabili? Non ha senso. Peggio, consente ai NO VAX di alimentare dubbi e paure degli indecisi e impedisc che la campagna vaccinale abbia ragione del Covid.

A proposito di ingerenze illegittime: chiedessero a un docente di matematica con un percorso di studi scientifici di addentarsi nel pensiero filosofico di Kant declinerebbe correttamente l’invito: “Grazie per la stima, ma non ho la competenza per esprimermi”. Il filosofo Cacciari, incapace di dialogare senza inveire e mandare a quel paese gli interlocutori, coinvolto non si capisce a che titolo nel chiacchiericcio sulla pandemia, invece di esimersi dall’emettere ingiustificate sentenze, invoca a sproposito il dettato della Costituzione per scagliarsi contro i provvedimenti di contrasto al virus. Così blaterando, senza freni inibitori, si mescola virtualmente ai No Vax, alle piazze del “Libertà, Libertà”, che tradotto equivale alla libertà di morire di Coronavirus. Cacciari, malato di narcisismo? (ipotesi avanzata da Carofiglio per spiegare la libido di molti presenzialisti televisivi) fa probabilmente audience con le sue chiassate. Si spiegherebbe così la frequentazione reiterata di salotti Rai e La 7, a conduzione della figlia di Berlinguer e di Lilli Gruber. Nella compagine sconclusionata, dell’esiguo manipolo di intellettuali negazionisti,  milita anche Freccero, ex vertici Rai, da sempre innamorato di se stesso, di visibilità scippata con pseudo anticonformismo.


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