Duecentomila ‘Bella ciao’

È probabile che Landini esageri (e con lui il titolo di apertura di ‘Repubblica’): difficile dare i numeri dei cicclopici “presente” in risposta all’invito del sindacato di respingere una volta per tutte la violenza dei nazifascisti. Il sold out registrato nella storica piazza romana di San Giovanni ha dimensioni dimenticate nel tempo della politica e del sindacato perché ristretto in prevalenza nei confini della dialettica da tavolo delle trattative, più che da piazza. Duecentomila nell’immensità della manifestazione di ieri? Alla cifra degli organizzatori fa eco stridente la valutazione della polizia, poi corretta, di cinquantamila presenti.  Vecchia, incomprensibile questione: perché stimare molto in basso la partecipazione? Risposta per nulla facile senza toccare il tasto molto delicato dell’orientamento politico prevalente della polizia e di chi l’ha gestita al vertice, primi fra tutti i ministri degli interni, che per decenni sono stati espressi dai partiti di centrodestra, con qualche episodio estremo legato a Tambroni, Scelba, che tutti ricordano per un tentato colpo di Stato e cariche nei confronti degli operai in sciopero. Faccende del passato? Sì, ma con code di stretta attualità. L’assalto alla sede della Cgil è avvenuto a conclusione di una giornata di forti tensioni, che ha visto i fascisti avere la meglio sullo schieramento inadeguato e in parte remissivo della polizia. Ieri, nonostante non fosse autorizzata e dunque passibile di essere sciolta sul nascere, si è tenuta a Milano la contro manifestazione dei No Vax, con la regia della destra, che per giudizio unanime delle forze democratiche dovrebbe essere immediatamente sciolta, come prescrivono la Costituzione e la legge dello Stato. Poco è mancato che si verificasse un nuovo assalto alla Cgil  e la sospetta tolleranza ha consentito ai media la scelta-non scelta di dividere in parti uguali tempi e attenzione per i due contrapposti eventi. In margine a questi fatti, un paio di buoni motivi in più perché la partita dei ballottaggi nelle grandi città si concluda con un sonoro 5 a 0 a favore del centrosinistra.  Mentre la furbetta di periferia “Io sono Giorgia” finge di indignarsi per il ‘vergognoso rastrellamento nel ghetto’, un ignobile porta colori bolognese dei No Vax  ha insulato Liliana Segre: “Dovrebbe sparire da dov’è”, un docente universitario, a Napoli, sostiene che l’obbligo del Green Pass ricorda i gerarchi nazisti e il cantante di destra Povia dice che siamo come prigionieri nei campi di sterminio. Sulle braccia di chi ha violato la casa della Cgil e urlava contro la dittatura sanitaria campeggiavano svastiche tatuate.  A proposito di Michetti, candidato della destra a sindaco di Roma, si scoprono un giorno sì e l’altro anche le linee guida del suo ‘nobile pensiero’. A proposito della tragedia dell’albergo di Rigopiano seppellito da una valanga di neve ha detto, con riferimento volontari che parteciparono  alle operazioni di soccorso:  “Per carità è lodevole, ma lì ci devono essere persone che sanno il fatto loro  e non certo dei volontari, per di più migranti”. Può supporre anche il più sprovveduto degli elettori che un tipo come Michetti possa insediarsi in Campidoglio avvolto dalla fascia tricolore?


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