“Soy Giorgia, soy mujer…alalà”

La Treccani, Corte Suprema che tutela la ricchezza della lingua italiana, a proposito di ‘Repulisti’ sentenzia che in senso figurato vuol dire “allontanamento di persone corrotte o sgradite.  È quanto il Paese chiede per essere liberato dai rigurgiti di nazifascismo”. Piazza pulita non è solo il format che ha sputtanato i vertici di Lega e Fratelli d’Italia collusi con il marcio dei nazifascisti che gravitano nella loro orbita. È anche il titolo della consapevolezza, finalmente acquisita, della minaccia alla democrazia italiana che si ritrova alle prese con possibili riedizioni del maledetto Ventennio, testimoniate da innumerevoli episodi di violenza e di aperta apologia. Certo, l’urgenza è spazzare via il pericolo con lo scioglimento e la successiva, permanente attenzione, perché non si ricostituisca con altre sigle e identica ideologia. Un auspicio: che già da domenica prossima con i ballottaggi, l’Italia nata dalla Resistenza dimostri di riconoscersi indissolubilmente democratica ed elegga i sindaci del centrosinistra. In particolare sarebbe significativa la bocciatura del candidato della destra per Trieste, il sindaco uscente Di Piazza, sorpreso a dire ‘presente’ a un congresso di Forza Nuova. E poi, fossi Lamorgese, il capo della polizia, il generale comandante l’Arma dei Carabinieri, il premier Draghi, un alto magistrato, un inviato di Fan Page, testata che ha smascherato le complicità della destra con i neofascisti, mi porrei l’obiettivo (e mi dannerei per risolverlo) di accertare senza margini di dubbio un responsabile No Vax che ha infettato una vittima del Covid, per processarlo e condannarlo esemplarmente. Pensate che sia esaustiva la decisione di sospendere tale Nunzia Schilirò vicequestore Schilirò, protagonista di un comizio contro il green pass? Errore, è da licenziamento in tronco.

Il rifiuto di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia di rispondere con la loro presenza alla mobilitazione democratica contro l’attentato fascista alla Costituzione, l’assalto alla sede della Cgil devastata, la violenza che ha sconvolto Roma, conferma il filo doppio della destra italiana con il neofascismo che si fa strada in aree non marginali del mondo.

La borgatara Meloni, durante un comizio fascista di Vox a Madrid ha esportato urlando come un’assatanata il gingle da fuori di testa “Soy Giorgia, soy mujer, soy madre, soy italiana, soy cristiana e nessuno me lo può togliere”.  Mentre veniva assaltata la sede della Cgil, e la Capitale era scossa dalle violenze di gruppi neofascisti, dallo stesso palco ha parlato sì di violenza, ma aggiungendo “non so di che matrice”. Ora che l’Italia si mobilita per delegittimare l’eversione fascista, cominciando da Forza Nuova, la ‘soy Giorgia’ accusa il Pd di volerla cancellarla dallo scenario politico italiano e mente, lo scioglimento si riferisce solo a Forza Nuova.

La richiesta di impegna il Governo “a dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana”.


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