La morte ‘vana’ di Falcone e Borsellino

Mi iscrivo in fretta al social ‘Estimatori di Elle Kappa” e per la seconda volta in due giorni racconto quanto mette in  bocca al binomio delle sue creature protagoniste della satira in forma di vignetta, che la Repubblica, a torto, non pubblica quotidianamente in prima pagina per non sottrarre spazio alle firme di illustri redattori (a proposito tante sono inedite scelte di Molinari e tante altre, ‘storiche’, sono sparite dopo la transazione De Benedetti-Agnelli)  ma forse perché il giornale non condivide il seguente postulato: “un’immagine significativa, in questo caso una vignetta azzeccatissima, spesso raccontano notizie e commenti con maggiore efficacia di milletrecentocinquanta parole”.

Scuse ed emozionato rammarico a chi nel 2018 era stato condannato a 12 anni di carcere per il patto Stato-Mafia, a Marcello Dell’Utri, esponente di Forza Italia fedelissimo di Berlusconi e al generale Mori, che escono candidi come gigli dalla Corte d’Assise di Appello palermitana. La sentenza, con particlare attenzione per la formula elaborata, al fine di zittire ogni voce di dissenso: “In parziale (come, parziale? ndr) riforma della sentenza del 2018 assolve i condannati e Dell’Utri “per non avere commesso il fatto”. La sentenza precedente: “Non può ritenersi lecita una trattativa da parte di rappresentanti delle Istituzioni con soggetti che si pongono in rappresentanza dell’intera associazione mafiosa”. Il ricco cast delle redazioni di Tg pubblici e certo dei privati (per tutti i Mediaset=Berlusconi) tra ieri e oggi (ma è probabile  che la scelta prosegua anche nel futuro prossimo e remoto) ha invaso e occupato spazi che sarebbero giustificati solo per l’auspicato l trasferimento di umani su Marte. In 50 secondi i giudici togati e popolari hanno cancellato tredici anni di inchieste e udienze. Ai posteri l’ardua sentenza su questo ‘rivoluzionario ribaltamento’ e però un consiglio per abili internauti, perché ricavino dagli archivi giudiziari la percentuale di reati commessi da uomini politici e la percentuale di assoluzioni, oppure il dato della fine senza condanne di processi per aver superato i tempi di prescrizione. In fine di questa riflessione, ecco il dialogo dei personaggi di Elle Kappa: “La trattativa Stato-mafia non costituisce reato” – “Dunque Falcone e Borsellino si sono suicidati invano”. Azzerato il complesso e lungo lavoro di indagine della Procura di Palermo e la consegna di Ciancimino ai carabinieri del ‘papello’ con cui Cosa Nostra chiedeva l’abolizione del carcere duro per i mafiosi in cambio dello stop alle stragi, per la Corte d’Assise è così interpretata: “Il dialogo segreto” dei carabinieri  con l’ex sindaco c’è stato, “ma non è reato…piuttosto  “un’operazione  di polizia per catturare Riina (!!!, ndr).

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