Fuga da Kabul, per niente biblica

Without dignity, without decorum. In italiano ‘senza dignità, senza decoro’: prima in inglese per sottolineare il crac istituzionale, politico, militare degli Stati Uniti d’America, ma anche in Italiano, perchè non siamo meno coninvolti nelle conseguenze dell’  uragano che il portavoce talebano ha così descritto, con pungente ironia: “Gli americani sono fuggiti come tornarono a casa scornati dal Vietnam” (identico concetto era rappresentato nel titolo della prima nota pubblicata su questo profilo Facebook quando a Kabul erano ancora presenti militari e ambasciate internazionali). Nel Pianeta della correttezza e del coraggio delle proprie azioni quanto è accaduto in Afghanistan avrebbe richiesto come immediato effetto collaterale le dimissioni in massa dei ministri degli esteri, dei cosiddetti esperti di questioni internazionali, dei vertici delle forze armate e dei media che hanno raccontato l’operazione pluridecennale dell’Occidente presuntuosamente auto proclamatosi  esportatore di democrazia.  Una lettura obiettiva, critica, delle prime esternazioni dei talebani, riprese con giustificato interesse anche dai mezzi d’informazione occidentali dovrebbe attivare i sistemi d’allarme. Quanto accaduto in passato, culminato con l’attacco aereo alle Torri gemelle, nel cuore di New York e la rabbiosa risposta americana, la caccia all’uomo e l’uccisione di bin Laden, potrebbero essere solo un capitolo dell’odio degli uni e degli altri: di sicuro non sono diversi i talebani che hanno mortificato la vanagloria dell’America  e di chi l’ha seguita nel suicidio politico-militare dell’Afghanistan. Non è prudente  immaginare che la vendetta di al Qaeda per la repressione  subita sia soddisfatta dalla cacciata degli ‘invasori’.  Evidente lo stato confusionale dei Paesi europei e dell’alleato Usa ridicolizzato dai talebani: discorsi alla nazione (Biden, Macron, Merkel), timida prudenza italiana, pioggia di richieste di summit, pericolosa equidistanza di Cina e parzialmente della Russia, obbligo di accoglienza di quanti sono terrorizzati dal ritorno al potere dei talebani; di chi ha collaborato per tanti anni con le rappresentanze diplomatiche e militari americane ed europee; timori che l’euforia del ‘nemico’ possa spingere gli estremisti a compiere nuovi attentati. Manca ed è lecito sospettare che mancherà senza limiti di tempo la consapevoleza che la democrazia per esportarla deve essere prima di tutto un fatto endogeno compiuto e uno sguardo con il fish eye sul mondo occidentale non lo attesta: prevalgono  interessi di parte sul bene comune e provocano disuglianze sociali, diffuse responsabilità nel violentare la natura, fino ad attentare alla vita della Terra, governi che di democratico hanno solo il logo di qualche partito, sconcertanti convivenze con discriminazioni razziali, religiose, povertà estreme. È in atto il colonialismo di rapina dell’Occidente per appropriarsi di preziose risorse, sottratte a Paesi che in miseria, spogliati dei loro tesori, sono costretti a emigrare, a patire gli stenti imposti dell’espropriazione.  G7, G8, G20? Nessuno crede che anche di questo discuteranno con  disponiblità all’autocritica.

 

Anche lui, anche il presidente dem americano mente sapendo di mentire. Bugie diplomatiche per coprire scelte da dilettanti allo sbaraglio. Ha detto Biden: “L’obiettivo degli Stati Uniti in Afghanistan era di impedire attacchi terroristici in America”. Balle, il pericolo permane. “La missione era smantellare al Qaeda e la missione è stata raggiunta: abbiamo ucciso Bin Laden e cambiato un percorso che stava diventando scivoloso”. Balle. “La missione era smantellare al Qaeda e la missione è stata raggiunta”. Balle, al Qaeda è viva e vegeta. “Creare una democrazia unificata e centralizzata non è mai stato l’obiettivo”. Bugie, è stata la giustificazione per invadere l’Afghanistan. Tutti uguali!


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