Perché mamme e papà regalano un pallone al bimbo di un anno

Quesito per chi ama il bel calcio, le pedate di raffinata eleganza o potenti come missili, la creatività, la fantasia, la completezza di una decina di mitici calciatori, prescelti da imponderabili destini a nascere con il Dna colmo di talento: come non capire la fanatica euforia del  ‘meno male che Messi c’è’, sintesi del pensiero unico dei followers d9 ‘pulce’ Messi, che indossi la maglia della sua Argentina, del Barcellona e ora del Paris Saint Germain, ingaggiato porgendo al suo agente su un vassoio d’oro la ‘bazzecola’ di 60 milioni per il prossimo biennio (e opzione per un terzo anno) con il compito di deliziare la Francia del Parco dei Principi, dove si esibisce la sua nuova squadra. Racconta l’aritmetica che solo questo contratto, in euro o in dollari, equivale al salario che un metalmeccanico metterebbe insieme in migliaia di anni alla catena di montaggio. Spieg tutto l’espressione radiosa del ‘fenomeno’ argentino e sorride soddisfatto Nasser Ghanim Al-Khelaïfi, presidente e amministratore delegato del fondo sovrano Qatar Investment Authority. Dall’alto di una ricchezza immensa si consente lo sfizio della proprietà di una squadra di calcio prestigiosa, il Psg e della gemella americana del Miami. Sono del Psg anche il formidabile portierone Donnarumma, Neymar, Mbappé, Sergio Ramos, Hakimi.

Per migliorare il ‘misero patrimonio’ Messi ‘nobilita’ con la sua immagine   le campagne pubblicitarie di Pepsi, Gillette e Turkish Airlines. Altri 30 milioni e oltre 90 milioni i followers. Lo sponsor sportivo è Adidas (18 milioni). Un velo di marezza attenua però l’espressione radiosa del Messi ‘francese’: le statistiche raccontano che l’atleta più pagato del mondo non è lui, ma tale Conor or McGregor, numero uno delle arti marziali. Non Messi o Cristiano Ronaldo, ma il lottatore irlandese di arti marziali. Notizia anche più choc per Leo è che il calciatore più ricco, il nababbo del calcio è Faig Bolkiah, ghiovane attaccante del Leicester, figlio del principe del Brunei. La sua fortuna è stimata in 18 miliardi di euro. A consolare Messi, seppure parzialmente, contribuiscono le sue ricchissime proprietà immobiliari (alberghi, il lussuoso MM Sitges, una villa da Vip). un circolo sportivo di 80 ettari, Maserati, Ferrari. Versa lacrime il fisco spagnolo. Con il campione   argentino non c’è mai stato accordo, ma con il suo esodo la Spagna perde comunque il contribuente, che dal 2017, ha versato tasse per 370 milioni di euro.

Il lato buono di Lionel, ambasciatore UNICEF, coinvolto in iniziative di beneficienza, ha donato 200mila euro all’ospedale spagnolo Sant Joan de Déu, contributo essenziale alla scoperta di un farmaco per combattere il rabdomiosarcoma, tumore che colpisce bambini e adolescenti.


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