’A luna rossa me parla ’e te (di che?)

“Non proprio negazionista sono, ma…”: direbbe così un siculo, con il verbo posposto. In napoletano “aggia tuccà cu ‘e mmane”, cioè devo toccare con mano per crederci. Rebus, immaginato partendo dalla realtà: nel cielo blu di questa stagione al sud anticiclonica, appena oltre la mezzanotte, un indecifrabile disegno luminoso: non è luna, neppure stella. Forse un jet che sorvola Napoli? Ma no, la luce vivida se ne sta ferma, neppure un millimetro in avanzamento, a lungo. Drone, pallone aerostatico, Ufo? Il ’caso’ replica precedenti osservazioni di questi ghirigori celesti e i loro perché mai svelati.  Esperti militaristi rendono pubbliche, ovviamente prive di dettagli, le news su strumenti bellici sofisticati, di nuova generazione, in via sperimentale e “che rabbia, alle potenze mondiali non bastano gli arsenali nucleari, le armi chimiche, i bombardieri senza pilota, i missili a lunghissima gittata?” Riflessione terrorizzante. Meno male, si compensa con la fantasmagorica eclissi di luna che nella sua eccezionale tipologia si propone per il piacere dell’umanità. È spettacolo nel cielo del globo celeste tinto di rosso per la rifrazione dei raggi solari (bloody moon), godibile senza il sussidio del telescopio. In eccezionale evidenza anche Marte, il pianeta a sua volta rosso. L’evento racconta l’eclissi più lunga del secolo. Dal lungomare di Partenope il neomelodico di serata intona “Vaco fiscanno e stelle ca so’ asciute e ’a luna rossa me parla ’te…

Garcia Lorca: Se la nebbia svanisce, quale nuova passione mi attende…potessero le mie mani sfogliare la luna”. D’Annunzio: “O falce di luna calante, che brilli su l’acque deserte, o falce d’argento, qual mèsse di sogni ondeggia al tuo mite chiarore qua giù. Gianni Rodari: “…Ha da essere un poeta sulla Luna ad allunare…a sognar i più bei sogni è da un pezzo abituato, sa sperare l’impossibile anche quando è disperato”.

L’emozione di queste odi spazza via l’idea del cielo usurpato da oggetti bellici di aggressione. La Luna e il suo rosso rivoluzionario formulano, si spera, pensieri di pace, di qui alla prossima eclissi.


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