Undicesimo comandamento: non scommettere

Non un centesimo di euro, tanto meno un ‘peso’ argentino, equivalente a 0,0088 di un euro e neppure una vecchia lira, spedita in soffitta nel 2002: proprio non è il caso di scommettere sulle probabilità che Renzi Matteo, indagato dalla procura di Roma, sia processato e condannato per finanziamento illecito e false fatturazioni. Se la caverebbe, come succede da anni per gli imputati della casta di cosiddetti onorevoli. Resa nota da quotidiani nazionali e dall’Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA) la notizia irrompe nel bel mezzo della rissa indecente provocata dal coacervo di partiti e partner trasversali che disseminano di ostacoli pretestuosi il percorso di approvazione della legge contro l’omotransfobia, osteggiata con mezzi e mezzucci da Lega, neofascisti della Meloni, residui della derelitta Forza Italia, cardinali ultraconservatori, bizzoche ignoranti e perfino da qualche catto-clericale dem. Il più caciaresco sabotatore della Zan, al secolo il valpadano Salvini Matteo, cavalca l’illusione di ottenere iniezioni di gradimento dei presunti ‘benpensanti’ che si bevono (come per i dogmi) ogni scempiaggine firmata dalla Chiesa anti papa Francesco. Niente di nuovo e lo racconta più di mille parole l’immagine a corredo di questa nota. Mostra un tenero momento del flirt dei due ‘Mattei’, dello schizofrenico sodalizio Salvini-Renzi, ma rinfrescare la memoria non è male. La vocazione allo sfascio dell’ex Pd, ex premier e da non sottovalutare, ex democristiano Renzi, è fondata sui noti, clamorosi precedenti delle sue trame velenose innescate per vendicare l’esclusione da ruoli dominanti. Interessa ricordare in particolare il protagonismo renziano di ghigliottinatore del governo gialloverde e per esso proprio di Salvini, di cui ora è ‘socio’, neppure più occulto, per impedire che l’Italia, alla pari di tanti Paesi, non solo europei, sia garante dei diritti di ogni cittadino, come impone la Costituzione, ovvero che neghi ogni discrimine, di nessun genere e punisca esemplarmente l’omofobia.  Il velleitario fondatore di Italia Viva, le prova tutte per cancellare lo smacco dei suoi più che minimi consensi popolari e con un’altra giravolta da saltimbanco, politicamente acrobatica, si offre alla destra per provare a impiccare anche il governo Draghi, i ‘nemici’ di Pd e Cinquestelle e opzionare ruoli personali di alto livello, la partecipazione a pieno titolo a un ipotetico esecutivo di destra. Un così fine stratega (!!!), (si consiglia di porre la questione con la mente sgombra da ostilità democratica al destrismo), potrà concludere felicemente irrompere la rincorsa a rinnovata celebrità, a dispetto del tenace antagonismo dal centro sinistra, dall’auspicata imparzialità dalla magistratura? Nel Paese della democrazia ancora imperfetta può accadere anche questo e allora si rinnova l’avvertimento a non investire un soldo bucato sull’esito di un probabile processo che veda Renzi al banco degli imputati. L’ex sindaco di Firenze avrà tempo e modo per continuare a ghigliottinare vecchi e nuovi ‘nemici’.

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