Italia a metà, anche per Stellantis

L’attesa è finalmente out e di seguito le risposte ci sono, con dovizia di dettagli di un unico spartito: habemus l’anelata Gigafactory, ed è Termoli a vincere la lotteria di Stellantis (quarto gruppo automobilistico mondiale). Ospiterà lo stabilimento per la produzione di batterie per le auto elettriche. Notizie, titoli reboanti, spazi tipografici e televisivi promuovono in massa marketing e agenzia pubblicitaria del gigante nato a Torino, cresciuto a dismisura. I titoli che seguono sono solo parte di quanto racconta internet dell’annuncio di Carlo Tavares, amministratore delegato di Stellantis. Ecco alcune testate che ne hanno parlato senza lesinare spazi e firme all’altezza dell’alto compito:
Stellantis sceglie Termoli (e non Torino) (Il Fatto Quotidiano
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Stellantis, l’annuncio di Tavares: “A Termoli la terza (la Repubblica)

Stellantis, l’annuncio di Tavares: “A Termoli la terza gigafactory in Europa” (ANSA).

L’annuncio di Carlos Tavares nel primo Electric Day (Stagmag).
Stellantis Ev Day, Termoli sarà la terza Gigafactory del gruppo (La Stampa)
La gigafactory di Stellantis sarà a Termoli, l’annuncio dell’ad (Corriere della Sera)
Stellantis apre a Termoli nuova fabbrica di batterie elettriche (Rai News)

Termoli terza gigafactory di Stellantis, l’annuncio di Tavares (Termoli on line)

Eccetera, eccetera…Chapeau all’ufficio stampa del gruppo, l’esito della promozione, non solo specifica del comparto batterie, non poteva essere migliore. Sfogliati i giornali nessun dubbio, la testata che più ha enfatizzato la scelta di Fiat e associate di produrre a Termoli le batterie per le auto elettriche è la capofila del gruppo Gedi (Agnelli), il quotidiano la Repubblica espropriato per concludere l’operazione del monopolio editoriale acquisito.

L’annuncio, ci mancherebbe, ha ottenuto il consenso corale dei sindacati confederali (è ovvio, sono perché interessati ad ogni iniziativa che tende a confermare o accrescere l’occupazione). Delusi e non poco polemici il governatore del Piemonte e la sindaca di Torino per motivi campanilistici, interessati al consolidamento dello storico polo automobilistico Fiat. E Pomigliano, Pratola Serra? Nessun riferimento agli stabilimenti della Campania (a Pomigliano dei 4500 dipendenti solo 2150 lavorano e tutti gli altri sono in cassa integrazione). Sorprende, sconcerta che i media non abbiano esteso l’indagine sulla reazione all’importante notizia a persone autorevoli del Sud, perché no, alla ministra per il Mezzogiorno, al governo che come tutti i precedenti esterna promesse, impegni, progetti avveniristici di rilancio della produttività nel Mezzogiorno ed è probabilmente consapevole di mentire, considerati i risultati. Non sorprendono i rumorosi silenzi su questo aspetto della vicenda della nuova “Repubblica” confindustriale. Risetto al passato, ora snobba anche più vistosamente il Sud. Nelle pagine di cronaca napoletana, la riflessione è per chi ha capacità critica, si evidenzia la tendenza a privilegiare la destra in crescita complessiva nel Paese e il suo candidato a sindaco della città). Inutile purtroppo scandalizzarsi, ma non è neppure vietato ragionare sulla potenza delle multinazionali qual è Stellantis, beninteso, a latere del condiviso favore per l’investimento: chi avesse l’opportunità di sfogliare i quotidiani prodighi di notizie e commenti sul caso Termoli, potrebbe valutare agevolmente il rapporto tra la mole di articoli enfaticamente elogiativi e il cospicuo valore delle inserzioni pubblicitarie del gruppo che accompagnano gli articoli in questione.


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