AFRICA / L’ESERCITO DA 32 MILIONI DI SFOLLATI INTERNI

Sono ben 32 milioni gli sfollati interni dell’Africa. Costretti a lasciare le loro case, le loro comunità, la loro vita, i loro affetti, il loro lavoro, per rifugiarsi in luoghi meno a rischio.

Spostamenti forzati in continuo aumento, l’anno precedente erano 29 milioni. La gran parte non va molto lontano, non abbandona il continente, a volte rimane nello stesso paese d’origine ma in un posto che ritiene (o spera) sia almeno un po’ più sicuro.

I dati sono forniti ed elaborati dall’‘Africa Center for Strategic Studies’ (ACFSS): e forniscono un drammatico quadro sulla situazione di estrema instabilità politica e sociale del vivere nel continente africano, tra violenze, insicurezza alimentare, condizioni sanitarie precarie, fughe continue. Un calvario quotidiano per molti, per troppi.

Le cifre fanno emergere che dieci paesi sono i responsabili della stragrande maggioranza – pari all’88 per cento – degli sfollamenti forzati, un disperato esercito da 28 milioni di persone: tutti paesi in cui è in atto una guerra interna, sette dei quali hanno governi ‘autoritari’ per dirla eufemisticamente.

Il rapporto sottolinea la gravità della situazione alimentare, con un livello di insicurezza che tocca il 60 per cento della popolazione. Lo scorso anno il quadro è stato aggravato dalla pandemia, ma anche dalla crisi climatica.

In numeri ancor più crudi, nel 2020 oltre 100 milioni di africani hanno dovuto affrontare livelli non più solo critici, ma addirittura ‘catastrofici’ sotto il profilo dell’insicurezza alimentare. E anche in questo caso, nove paesi su dieci sono in conflitto.

Il caso più drammatico – con un terzo degli sfollati interni, pari ad oltre 6 milioni di persone – è rappresentato dalla Repubblica democratica (sic) del Congo.

Segue a ruota il Sudan, con 4 milioni di sfollati su una popolazione totale di appena 11 milioni di abitanti.

L’Etiopia, dal canto suo, è flagellata dal conflitto in Tigray, cominciato a novembre 2020 e che ha già provocato 1 milione 800 mila esodi forzati. Non va dimenticato che il paese già ospita 800 mila rifugiati da paesi vicini.

Passiamo alla Nigeria, al centro di una grave crisi interna provocata dai continui attacchi di Boko Haran, soprattutto nell’area nord orientale del paese. Gli sfollati sono oltre 2 milioni e mezzo. In più, la crescente paura dei rapimenti, diventati ormai una prassi per i gruppi criminali che si foraggiano con i riscatti chiesti alle famiglie, ha causato la fuga di 800 mila persone, in particolare nella zona nord occidentale del paese.

Eccoci al Sudan, dove gli sfollati sono ugualmente pari a 2 milioni e mezzo: un Sudan che, a sua volta, ospita oltre 1 milione di rifugiati, per la gran parte provenienti dall’Eritrea e dal Sud Sudan.

Anche in Burkina Faso, paese di minori dimensioni, il numero degli sfollati è rilevante e supera abbondantemente il milione, attestandosi a quota 1 milione 200 mila. Si tratta dell’incremento annuale di maggior peso, e quindi fonte di maggior preoccupazione: l’aumento, rispetto al 2019, è stato infatti pari a ben 9 volte. La causa è da ritrovarsi nell’escalation di violenze contro la popolazione civile da parte di terroristi di matrice jihadista.

Siamo al Mozambico. Anche in questo caso nel corso dell’ultimo anno il numero degli sfollati è cresciuto in modo esponenziale, triplicando e più: il numero, infatti, è passato dai 211 mila del 2019 ai 668 mila del 2020.

Nella sua disamina, l’Africa Center fa notare come per gli sfollati che comunque rimangono all’interno dei confini nazionali, non si applicano i diritti di protezione previsti da strumenti internazionali come la Convenzione del 1951 sui rifugiati, né quella del 1969 varata dall’Unione Africana, e neppure la Convenzione di Kampala. Niente di niente, neanche lo straccio di una tutela.

Tutto questo – viene sottolineato – rende gli sfollati particolarmente vulnerabili, anche perché, una volta abbandonate le loro case, il ritorno si presenta estremamente difficile, se non impossibile.

Un ultimo dato, sempre relativo al 2020. In tutto il mondo gli sfollati interni sono 55 milioni: 48 milioni come risultato di guerre, conflitti e violenze, e 7 milioni a causa di disastri naturali (soprattutto nelle aree asiatiche). Di questi 48 milioni, la maggior parte – come visto – sono concentrati nel continente africano; gli altri paesi maggiormente coinvolti nel fenomeno sono Siria, Yemen, Afghanistan e Colombia.

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