Matti e pericolosi

‘I so pazzo’, firmato Pino Daniele e con questo pensavano di poter accantonare il tema della follia. Macché. Messi alle strette negli ovattati e per fortuna climatizzati studi dei cento talk show televisivi soggetti del marasma interpartitico che infesta l’Italia gli ‘esperti’ hanno emulato la mitica Cassandra: il governo Draghi? È a un passo dal capolinea e potrebbe arrivarci già nelle prossime ore, minato dalle baruffe chiozzotte di casa 5Stelle. Il funambolico Grillo, forse perché vittima di ira funesta da ‘amor filiale’ per siffatto rampollo, come definirlo “sessualmente irruento” ha improvvisamente scoperto di non essere sincronico nei confronti dell’ex premier Conte. Ignora che di lui il funerale dei 5Stelle sarebbe stato già celebrato. Il comico genovese (non suscita neppure una risata la recentissima abiura di Conte), per avversare l’odiato ‘avvocato’ prestato alla politica, spara su Draghi e l’esecutivo a sua guida (“governo di incapaci”).Provoca una scossa sismica, che dovesse deflagrare in tempi stretti, scaglierebbe l’Italia nella voragine della crisi più nera, intralcerebbe il febbrile, complicatissimo lavoro di contenimento della pandemia e sgretolerebbe l’operazione di rinascita economica dell’Italia, progettata in tandem con la Comunità europea. Più disfattista il Renzi, uomo di ‘origine controllata’, ex Dc, con i suoi missili terra-terra, sparati contro tutto quello che non corrisponde ai suoi propositi di neo centrismo clerical-andreottiano, o il ‘Grillo parlante’, o meglio sparlante, che per dispetto ‘erga omnes’ affossa il movimento e il governo di cui è coprotagonista la ‘sua creatura politica? Boooooh!! Sono o non sono pazzi?

Nessun dubbio, anche senza l’opportuna messa a punto del cardinale Parolin: “Non è la voce di Papa Francesco a contrastare il decreto Zan”, anche senza la correzione di rotta del Clero più retrogrado, Parolin, rivelato il sospettato disaccordo di Bergoglio sulla ‘sparata’ di parte del Vaticano che viola il principio di non ingerenza della Chiesa nelle vicende politiche e non solo dell’Italia, Stato indissolubilmente laico. La iattanza troglodita della destra (Meloni-Tajani- Salvini io sto con Budapest (il valpadano è anche in combutta con l’ala oltranzista della Chiesa) prova a non condannare la violenza omofoba e trova una sponda amica nel truce ungherese Orban, che dovesse insistere nel disconoscere la legittimità della Legge di tutela di omo e trans sessuali, potrebbe essere condannato a perdere gli aiuti europei per i danni della pandemia.

Racconta la Repubblica: la birbante, vivace, spericolata Alessandra, non ché Mussolini, ripudiato l’impegno politico di neofascista tutta d’un pezzo (credere, obbedire!), nel pieno della maturità anagrafica si è data anima e corpo, forse più anima che corpo, a feste, ricchi balli e cotillon (‘Ballando con le stelle’, ‘Il cantante mascherato’) e chissà punta forse a gareggiare anche per lo Zecchino d’oro, perché no? Certo, dimentica di aver sentenziato in Tv “Meglio fascista che frocio” e tifa apertamente per il decreto Zan.

A New York i compari della destra italica si macchiano di un’ennesima ignominia e imbrattano la statua di George Floyd, il giovane nero assassinato brutalmente dalla polizia.  Succede nell’America ora governata da Biden, che di lavoro per sconfiggere il razzismo dei cosiddetti suprematisti dovrà faticare e molto. (Nella foto Orban e Salvini)


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